Nizzolo: «Tutti per Fabian. A me basterebbe arrivare»
PROFESSIONISTI | 18/03/2015 | 16:08 Domani correrà il Gp Nobili per verificare il suo stato di forma. Domenica spera di arrivare a Sanremo. «Esattamente così – spiega a tuttobiciweb.itGiacomo Nizzolo, 26 anni compiuti a gennaio -. Domani voglio fare bene il Nobili per verificare le mie condizioni fisiche, e domenica spero almeno di arrivare a Sanremo».
Non è un po’ poco? «Intanto arriviamoci. Nel 2013, nella Sanremo della neve e del gelo, mi sono fermato ad Ovada. Non dico nulla di nuovo e non me la racconto: io con il brutto tempo perdo gran parte delle mie potenzialità e domenica è dato brutto tempo. La cosa non mi riempie di gioia, ma è anche vero che non bisogna star lì tanto a pensare che tempo farà, se ci sarà il sole o la pioggia. Due anni fa sono arrivato ad Ovada, domenica voglio arrivare fino in fondo nel migliore dei modi per capire se in una corsa monumento come la Sanremo io posso ambire a qualcosa in futuro. Voglio raccogliere dati e sensazioni per conoscere meglio me stesso e la corsa».
Vai alla ricerca di te stesso… «Alla ricerca dei propri limiti: questa è l’essenza del ciclismo».
Dalla Parigi-Nizza sei uscito bene? «Sì, sono soddisfatto di come sono andato».
Chi hai visto bene in chiave Sanremo? «Guarda, secondo me dalla “corsa verso il sole” ci sono almeno venti corridori che possono ambire alla vittoria della classicissima. A me hanno fatto un’ottima impressione Michael Metthews, Davide Cimolai, Alexandr Kristoff e Tony Gallopin. Anche ben Swift non ha fatto grandissime cose ma l’ho visto pedalare molto bene e facile in salita. Anche lui sarà sicuramente lì a giocarsela. L’inverno è stato clemente, sono tanti i corridori che si sono preparati a puntino e il livello è molto alto».
Domenica voi della Trek sarete tutti per Fabian Cancellara? «Fabian è una garanzia, lui in certe corse c’è sempre ed è logico lavorare per lui. Io non mi voglio porre limiti».
L’avversario che va tenuto d’occhio più di ogni altro? «Juan José Lobato della Movistar. Credimi, quando lo vidi entrare in albergo al Tour Down Under ho detto ai miei compagni di squadra: “Guardate come è tirato, questo quest’anno vola”. Non mi ha smentito, ad oggi ha già vinto una tappa al Tour Down Under e due tappe in Andalucia. È cresciuto tantissimo. E poi non dimentichiamo che un anno fa nella Classicissima è arrivato 4°: insomma, non ci andò tanto lontano».
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