VAN AVERMAET. Un grande numero, una piccola ombra

PROFESSIONISTI | 13/03/2015 | 19:54
Greg Van Avermaet non aveva mai vinto in Italia e ha deciso di rompere il ghiaccio alla maniera dei forti: sul muro in selciato nel cuore di Arezzo, ha messo tutti in riga partendo prima dell'ultima curva, quando gli altri ancora tentennavano, e resistendo fino al traguardo al ritorno degli avversari, in particolare a quello di Peter Sagan.
Classe 1985, compirà 30 anni il 17 maggio, Van Avermaet è da sempre considerato un uomo da classiche anche se finora gli è sempre sfuggita la vittoria che vale una carriera.
Dopo aver esordito tra i professionisti come ottimo velocista (nel 2008 ha vinto la classifica a punti alla Vuelta a España), Van Avermaet si è specializzato nelle corse in linea, in particolare quelle belghe, e ha ottenuto il suo miglior risultato lo scorso anno al Giro delle Fiandre, quando è giunto secondo alle spalle di Cancellara.
Quello di oggi è sicuramente uno dei successi più belli della sua carriera, insieme alla Parigi-Tours del 2011.
Sul belga grava proprio in questi giorni una piccola ombra. Era già partita la tappa, stamattina, quando ha saputo che la Commissione Disciplinare della Reale Federazione Belga ha deciso di rinviare l'udienza alla quale era stato convocato, ma aveva deciso di non presenziare scegliendo di farsi rappresentare dal suo avvocato. Coinvolto nell'inchiesta che ruota attorno al dottor Chris Mertens, accusato di aver prescritto pratiche illecite e in particolare ozonoterapia, Van Avermaet dovrà presentarsi il 16 aprile alle 11. Il belga si è dichiarato innocente sin dal primo minuto, tra un mese dovrà anche dimostrarlo.
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