GUARDINI. «Voglio riprendermi ciò che è mio». AUDIO

PROFESSIONISTI | 17/02/2015 | 15:49
Andrea Guardini è al settimo cielo, entusiasta per la vittoria che finalmente è arrivata: «Sapevo che l'arrivo era in leggera salita e con il vento in faccia, così quando ho preso l'ultima curva in settima-ottava posizione non mi sono disperato: mi sono detto, stavolta sta a vedere che faccio la volata bene! Boonen è partito presto, ho preso la sua scia e sono uscito bene. Questo è il risultato che speravo di ottenere già in Qatar, ma va benissimo così, vuol dire che i piazzamenti non erano casuali. E poi così è bellissimo: tappa e maglia, fantastico».
E aggiunge: «La squadra ha lavorato in maniera perfetta per me, mi ha fatto sentire la fiducia, ha visto che posso vincere e hanno dato il massimo: abbiamo preso la testa ai cinque dall'arrivo e nel finale Bozic è stato bravissimo a pilotarmi. E questo per me è molto importante, mi ha dato lo stimolo per arrivare a questa vittoria. E devo dire che la maglia rossa mi sta davvero molo, molto bene... Gli ultimi due giorni in Qatar, sapevo che avrei faticato perché veniovo da 10 giorni di corsa, ma allo stesso modo ero convinto che con due o tre giorni di riposo sarei tornato competitivo e così è stato. Queste corse mi piacciono, amo il caldo e mi ci abituo molto velocemente. E ha avuto ragione Martinelli nel propormi già a dicembre di mettere in fila Dbai, Qatar e Oman».
Il futuro? «Fino al Giro di Turchia ci sono tante corse, tante occasioni per imporsi allo sprint ed è quello che voglio fare. Voglio riprendermi ciò che è mio, lo devo all'Astana che ha creduto in me. A Calpe ho lavorato molto su arrivi come questo, c'era Lutsenko che mi sfidava e i frutti di questo lavoro si stanno vedendo. Martinelli ha sempre creduto in me, la squadra non mi ha mai condizionato né criticato e questo mi conforta nella scelta che ho fatto. C'è voluto più tempo per ambientarmi in una grande squadra non italiana, ma ora ci sono!».
Infine chiude: «Cos'è cambiato? Sicuramente l'aver disputato la Vuelta mi ha dato grande fondo, poi in questo inverno ho fatto tanto dietro motore, anche con la neve poche ore prima di partire. Adesso voglio sfruttare questa condizione per continuare a vincere».

da Al Wutayyah, Jean-François Quénet

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COMMENTI
Complimenti Andrea......rimango non d'accordo sul team
18 febbraio 2015 08:17 achille
Nella prima parte di stagione stà dimostrando di essere maturato molto. Il risultato ottenuto in Quatar arrivando all’arrivo in un gruppetto ristretto, ormai scrematosi dai ventagli, può avere un’importanza superiore ad una vittoria. Se pensiamo che sino a tre stagioni fa su quei terreni faceva fatica a tenere le ruote (il vento è come la salita…..ti guarda dritto in faccia e se non hai gambe ti trovi al tuo giusto posto) E’ un ragazzo che può avere grandi doti, deve continuare a lavorare con umiltà e sacrifici, come d’altronde dimostra di fare, anche se personalmente per le caratteristiche che ha, ribadisco che il team Astana per lui è e rimarrà per sempre una grande scelta sbagliata, o almeno sino a quando al suo interno vi saranno veri uomini di classifica come Nibali e Aru.
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