ELBA. Velasco e i carabinieri poco attenti

DILETTANTI | 15/01/2015 | 09:05
«Mi sono allenato parecchio», racconta Simone Velasco, reduce da due settimane nell’amata Isola d’Elba, di cui è originario. Oltre a metter chilometri nelle gambe, l’under 23 bolognese ha pure rischiato una multa che sarebbe entrata di diritto nella casistica delle assurdità contro i ciclisti. Racconta Velasco: «Il 4 gennaio pedalavo a fianco dell’amico Matteo Spinetti (atleta di mtb, ndr) nel centro di Marina di Campo quando è arrivata un’auto dei carabinieri che, tramite altoparlante, ci ha invitati a stare in fila indiana. Abbiamo eseguito, ma dopo duecento metri ci hanno fermato, minacciando la multa. Ho provato a spiegare che il codice della strada è cambiato e viaggiare in coppia si può, ma non hanno voluto sentir ragioni. Poi, col passare dei minuti, ha prevalso il buon senso».
Al lavoro Velasco, che debutterà il 22 febbraio nella Firenze-Empoli e prima potrebbe far parte dei raduni azzurri promossi dal ct Cassani, al lavoro anche Lorenzo Fortunato, che invece ha preferito le strade di casa. Lo scalatore di Castel de’ Britti sarà presentato con la sua squadra, la Mastromarco, il 24 gennaio, presente Vincenzo Nibali.

da Il Resto del Carlino
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COMMENTI
15 gennaio 2015 14:39 santo
A VOLTE NOI CILISTI CI SENTIAMO PADRONI DELLA STRADA NON PENSIAMO CHE CIRCOLANO ANCHE ALTRI VEICOLI. IL SIG VELASCO AVEVA SULLA BICI IL DISPOSITIVO ACUSTICO ? SE NON LO AVEVA RINGRAZI I CARABINIERI CHE NON LO HANNO MULTATO. NON E' LA PRIMA VOLTA CHE I CICLISTI VENGONO SANZIONATI PROPRIO PER LA MANCANZA DEL CAMPANELLO

ahaha
15 gennaio 2015 15:54 devis
certo....per non parlare dei parafanghi , cavalletto, specchietti eccetera...ma dai!!!!certi commenti lasciano senza parole!!!

L'indisciplina è solo dei ciclisti?
15 gennaio 2015 21:52 gianni
Ci sono ciclisti indisciplinati, ma sembra che l'indisciplina sia solo di chi va in bici.
Dobbiamo forse descrivere i comportamenti tutti gli utenti della strada? Temo ci voglia molto spazio.
"Dalli al ciclista!" sembra sia diventata una moda. Almeno in Italia: già solo nel Canton Ticino i comportamenti sono differenti.
saluti
gianni cometti

Storia da..preistoria
15 gennaio 2015 21:59 gipi66
Nel lontano 1981, quindicenne, fui fermato ad un posto di blocco della STRADALE che già allora mi contestò il non avere campanello, luci e soprattutto "numero di matricola della bicicletta". Nulla è cambiato.

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