McQuaid promette: faremo una crociata contro il doping

| 28/07/2006 | 00:00
''Una crociata contro il doping''. E' la promessa di Pat McQuaid, presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale, all'indomani della notizia della positivita' di Floyd Landis. Il ciclista della Phonak, vincitore del Tour de France, e' risultato positivo al testosterone in un controllo effettuato al termine della 17esima tappa della corsa a tappe francese. Il presidente dell'UCI afferma che ''bisogna aspettare le controanalisi prima di intraprendere il procedimento che porta alle sanzioni'', ma non nasconde la rabbia per questa notizia che getta ulteriore discredito su questo sport. ''Sono furioso e disgustato'', dice McQuaid, ''sapere che il vincitore della prova piu' importante al mondo e' risultato positivo e' una pessima notizia''. ''Intraprenderemo una crociata contro il doping -dice l'irlandese-. Qualsiasi decisione verra' presa, dovremo essere in grado di sconfiggere queste persone''. La positivita' di Landis e' un altro duro colpo all'immagine del ciclismo e una pessima notizia per gli organizzatori del Tour de France, che pochi giorni prima il via dell'ultima edizione avevano perso alcuni dei protagonisti piu' attesi, fra i quali Ivan Basso e Jan Ullrich, a causa del loro coinvolgimento nell'inchiesta spagnola sul doping denominata 'Operacion Puerto'. ''Sono molto turbato anche per tutte le notizie che sono arrivate dalla Spagna prima del Tour -afferma McQuaid-. Il mondo del ciclismo non puo' accettare che alcuni corridori portino a termine azioni fraudolente per distruggere l'immagine di questo sport. E' assurdo che una ristretta cerchia di persone sia disposta a rischiare tutto in questo modo''. McQuaid si dice convinto che il fenomeno sia ancora circoscritto, ma allo stesso tempo auspica ''una riforma di questo sport ai piu' alti livelli''. La prima mossa dell'UCI, qualora la positivita' di Landis venisse confermata dalle controanalisi, sarebbe una sanzione esemplare che dimostrerebbe anche la volonta' dell'organismo internazionale di combattere questa piaga: ''sarebbe spiacevole per il ciclismo ma dimostrerebbe l'efficacia delle nostre misure per combattere il doping. Confermerebbe che l'UCI e' determinata a continuare la sua battaglia contro il doping con la massima severità''.
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