Il sistema Ferrari-Armstrong e le rivelazioni di Di Luca
DOPING | 10/12/2014 | 10:47 È vero che anche una smentita o una replica giornalisticamente sono delle nuove notizie, ma è bene dire che buona parte degli attori protagonisti di questa nuova ondata doping almeno con la giustizia sportiva hanno già pagato il loro conto. Detto questo, le rivelazioni che anche questa mattina La Gazzetta dello Sport fa, spulciando qua e la nel dossier della Procura di Padova di oltre cinquecento pagine, non vanno prese a cuor leggero, ma vanno valutate per quello che sono e per quello che potranno dire per i molti interpreti non ancora “pizzicati” e infine per quello che potranno dire anche sotto l’aspetto puramente penalistico.
Luca Gialanella mette nero su rosa l'indagine "Mito", il soprannome che più inorgoglisce i corridori quando parlano di Michele Ferrari: 550 pagine dell’informativa trasmessa alla Procura antidoping del Coni, firmate dalle menti investigative sul doping internazionale: i marescialli Ferrante e Fabrizio (Nas di Firenze e Brescia), i brigadieri Lambranzi e Tangorra (Guardia di Finanza di Padova), il pm Benedetto Roberti (Procura di Padova). Obiettivo: dopo la caduta di Armstrong, smascherare la rete sovrannazionale che fa capo a Ferrari (medico storico del texano) e al suo gruppo. «La Gazzetta ne aveva parlato nel novembre 2010 – scrive Gialanella -, poi nel 2012 aveva svelato come funzionava il Sistema Ferrari. Adesso ci sono le carte, prima parte delle annotazioni fatte dalla Polizia Giudiziaria: coprono il 2010 e l’inizio del 2011. Doping, soldi, riciclaggio, evasione fiscale: ecco le accuse. Ciclismo pro’ e amatoriale (persino un agente di Polizia e un vigile del fuoco si fanno seguire da Ferrari!), ma anche atletica (Schwazer), biathlon, triathlon.
«La prima bomba scoppia a pagina 14 - racconta Gialanella -: questa inchiesta nasce il 14 dicembre 2009 dalle dichiarazioni di Danilo Di Luca al pm Roberti. L’abruzzese, positivo all’Epo-Cera al Giro 2009, racconta, disegna il sistema, parla di Sankt Moritz, in Svizzera, e del vulcano Teide (Tenerife), dove Ferrari effettua "pratiche vietate per doping, quali l’emotrasfusione". Conosce tutto, è la deposizione più preziosa mai ricevuta da un magistrato. Il verbale viene secretato, ma inizia a correre subito sui fili di intercettazioni telefoniche e ambientali. Da questo filone scatterà l’inchiesta americana su Armstrong. Di Luca parla sei mesi prima che, nel luglio 2010, a Lione, si organizzi la riunione tra le polizie europee e l’Fbi. Di Luca in rosa e Armstrong al fianco, a Milano, nella protesta al Giro 2009. Danilo e Lance si stimavano, molto. Ora che l’abbiamo letto possiamo dirlo: sì, Di Luca è stato il primo mattone che ha fatto crollare il texano. Poi è crollato anche lui, radiato nel 2013 per il doping».
Le accuse sono tante. In gioco – se quelle carte dicono il vero e se un tribunale le certificazione - c’è una vera e propria rete del doping che coinvolge tutti: corridori, procuratori, funzionari, consulenti legali e scientifici. Ci nella lista dei 38 corridori clienti del dottor Mito, ci sono anche nomi insospettabili, di atleti sui quali, scusate la nostra ingenuità, eravamo disposti a mettere se non tutta la mano, almeno un ditino. Ma basta leggere l’articolo di Gialanella su La Gazzetta dello Sport per provare un senso profondo di sconforto.
al fondo non c'è mai fondo... ora torniamo indietro qualche mese e rivalutiamo le "sospensioni" dei poveri Pozzato, Scarponi e Visconti che andavano dal Sig. Ferrari "solo" perché era un bravo allenatore... fanno pure ridere i commenti e i tweet del Sig. Visconti che dice "andatevene a faxxxlo"... sarà il caso di rivedere i risultati agonistici di questi atleti negli anni di frequentazione col Sig. Ferrari ? e magari "risistemare" le pene ? (o meglio squalificarli a vita). Mi sembra evidente che hanno mentito e che ci andavano per motivi di "preparazione" e non allenamento! Oramai gli atleti (italiani) puliti sono proprio pochi e vedremo nella lista che manca chi ancora non manca all'appello! Che vergogna.
Altra "bomba" giornalistica,
10 dicembre 2014 11:23Fra74
vediamo dove porterà questa notizia mediatica che rappresenta una ulteriore BOMBA a livello di CICLISMO. Non voglio commentare detta notizia per rispetto del lavoro che spetterà alla PROCURA ANTIDOPING, però ho letto i nomi degli atleti italiani e stranieri a riguardo. Si, insomma, mi pare che ci siano tanti elementi per poter LAVORARE bene, speriamo che la PROCURA possa svolgere al meglio la propria attività a tutela del CICLISMO.
Francesco Conti-Jesi (AN).
P.S.: Così come scrive VOCIDAL GRUPPO, anche io sono curioso, ora, di andare a leggere i vari messaggi sui profili twitter dei vari ciclisti oggi menzionati.
voci dal gruppo , fra74
10 dicembre 2014 14:01bernacca
mi unisco a Voi! son proprio curioso! intanto spero nella giustizia sportiva poi al famoso CODICE ETICO :)
Qualcosa non mi torna.
10 dicembre 2014 16:20Bastiano
Ma, se Di Luca si serviva del Dr. Santuccione, perchè ha parlato solo dei clienti di Ferrari?
Per me, anche un solo baro scoperto, è da salutare con gioia ma, le confessioni a metà non mi piacciono.
Acclarato che tutti si dopavano, malgrado il passaporto biologico, chi ci garantirà dei risultati di domani?
L'ho detto e lo ripeto, l'unico deterrente sono i controlli da ripetere a distanza di anni, quando ci saranno tecniche nuove ed oggi sconosciute!
NON TUTTI SI DOPANO
10 dicembre 2014 16:46Marcy
CI.SONO DEI PROFESSIONISTI MOLTO SERI CHE NON SI DOPANO E PURTROPPO X LORO VICONO POCHISSIMO PERSONALMENTE NE CONOSCO MOLTI CHE SONO DEI VERI TALENTI IO LI AMMIRO E INVECE CASSANI NON LI CHIAMA CREDO CHE SIA STATO CHIARO ANCHE SE NON IMPORTERA A NESSUNO
E IL SISTEMA SANTUCCIONE?
10 dicembre 2014 18:21tonifrigo
Manca clamorosamente all'appello il sistema Santuccione, che Di Luca potrebbe non ignorare... La cosa triste è stata aver sprecato, raccontando il ciclismo, tanto inchiostro. Era meglio armarsi di matita, così si andava bene a cancellare e sostituire i nomi negli ordini d'arrivo e nelle classifiche finali. Per non parlare dei - virtuali - punti esclamativi. Ciao ciclismo, ci vediamo quando alcuni nomi saranno spariti.
10 dicembre 2014 18:43foxmulder
Ma avete letto che la IAAF (federazione internazionale atletica ) ha coperto 150 (centocinquanta!) atleti sospetti tra il 2006 e il 2008 (anno delle Olimpiadi di Pechino dove l'unico ad essere beccato è stato il solito ciclista sfigato)? Di cosa vi meravigliate? Lo sport professionistico (e cosa assai più triste anche quello amatoriale) sono marci! Io so che i film sono finti (sono fiction, per parlare bene...), ma non smetto di guardarli. Per lo sport è la stessa cosa....
Inchiesta nota
10 dicembre 2014 19:22Per89
Chi ha seguito il caso Armstrong sicuramente si ricorderà che l'inchiesta di Padova è stata il primo tassello che ha permesso di far crollare il "CASTELLO" Armstrong. Quindi l'esistenza di questa inchiesta era nota da qualche anno, quello che è era ignoto erano i contenuti che con un po' di ritardo sono emersi. Ci hanno raccontato per anni che gli asini volavano, ora dicono che gli asini non volano più, ma da quanto emerge gli asini continuano a volare!!!! è questo il nocciolo della vicenda. I nomi che leggiamo a parte Marcato non sono nuovi è da questa inchiesta che il provvedimento che portò alla squalifica di Scarponi, Visconti e Pozzato... La cosa che deve far riflettere è questa o Ferrari è un genio e ha trovato il modo per eludere i controlli o i controlli non funzionano... Aspettiamo notizie!!!
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