TEAM COLOMBIA. Corti: dobbiamo crescere ancora

PROFESSIONISTI | 23/11/2014 | 00:00
Terminata la stagione 2014 Claudio Corti e i suoi “escarabajos” già pensano alla prossima. Se quest’anno han­no raccolto tanti piazzamenti e tre vittorie - il Campionato Nazionale con Miguel Angel Rubiano, la seconda tappa della Vuelta a Colombia con Jef­frey Romero e, proprio all’inizio della stagione, la prima tappa del Tour de Lan­gkawi in Malesia con Duber Quin­tero - per il 2015 puntano a un ulteriore salto di qualità con un occhio di riguardo ai grandi giri.

Tiriamo le somme di questa stagione.
«Sono contento, soprattutto per come ci siamo comportati al Giro d’Italia. La squadra è stata all’altezza, abbiamo raccolto due secondi posti a Monte­cam­pione e al Rifugio Panarotta con Fabio Duarte e un terzo a Oropa con Jarlinson Pantano, piazzamenti im­por­tanti in tappe mitiche. Sono molto soddisfatto perché i ragazzi si sono dimostrati pronti e siamo stati ripresi ore e ore dalle telecamere della tv».

Cosa può essere migliorato ancora?
«La costanza di rendimento. Tenere tutto l’anno un buon ritmo è difficile, soprattutto per ragazzi giovani costretti a stare 8-9 mesi lontano da casa e dalla famiglia, mantenere la concentrazione spesso è problematico, ma stiamo lavorando anche su questo».

Il sogno per il prossimo anno è partecipare a un altro grande giro, vero?
«Sì, abbiamo rafforzato il team proprio in quest’ottica. Il Giro resterà il nostro obiettivo più importante, ma grazie a 18 corridori, tra cui alcuni più maturi, pensiamo di poter ambire a disputarne due in modo onorevole. Ottenere la wild card non è semplice, ma ancora più difficile è fare bella figura in gara. Voglio avere un organico forte per far bene, esserci tanto per far presenza non è il mio obiettivo. Le figure che han­no fatto certe squadre invitate al Tour o alla Vuelta non fanno per noi. L’obiettivo è ben figurare in generale nelle corse World Tour, la squadra or­mai è conosciuta e ambita dagli organizzatori che hanno capito che alle spalle ha un progetto serio e la propria identità».

Nella formazione ci sono numerose no­vità.
«Il roster sarà completamente colombiano in quanto anche l’anno prossimo la squadra sarà finanziata all’80% dal governo colombiano. Il gruppo sarà im­preziosito da elementi giovani e di grande prospettiva e da atleti più esperti, che ci auguriamo possano la­sciare il segno fin da subito come Josè Cayetano Sarmiento Tunarrosa (ex Cannondale, ndr) e Alex Norberto Ca­no Ardila, affermatosi negli ultimi anni come uno dei migliori corridori colombiani nelle corse a tappe. Quest’ultimo si mise in luce da dilettante in Italia conquistando nel 2007 il Giro della Valle d’Aosta ma è alla pri­ma occasione da élite in Europa. Ho tanta curiosità di vedere come si comporterà. Ol­tre a loro ho scelto l’esperto scalatore Walter Fernando Pedraza Morales, al ritorno nel ciclismo europeo ai massimi livelli dopo il triennio 2006-2008 quando aveva corso con le maglie della Diquigiovanni Selle Italia e della Tin­koff Credit Systems partecipando tra l’altro alla corsa rosa, l’atleta completo Jorge Camilo Castiblanco Cubides e due giovani talenti come il ve­locista Juan Sebastian Molano Be­navides e il cronoman Carlos Mario Ra­mirez, tutti inserimenti non casuali. Infine credo mol­to in Brayan Stiven Ramirez Cha­con, che ricorderete in fuga all’ultimo giro del Campionato del Mondo Under 23 di Ponferrada, in testa quando è caduto l’azzurro Mo­scon al suo inseguimento. Si tratta di un corridore completo, che va bene in salita e può essere una bella sorpresa».

Cosa prevedi per il 2015 del Team Co­lombia?
«Un ulteriore salto di qualità. Con­ti­nueremo a portare in giro per il mondo la bandiera della Colombia e marchi prestigiosi come Wilier, con cui proseguiamo una proficua collaborazione. Di questi tempi mi sento fortunato e orgoglioso di poter portare avanti il rapporto instaurato con un governo e un’amministrazione pubblica che crede e investe tanto nel ciclismo».

Giulia De Maio, da tuttoBICI di novembre
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