I MIEI MAESTRI DI GIORNALCICLISMO

TUTTOBICI | 04/10/2014 | 09:56
Seguo il ciclismo da che ho undici anni: nel 1946 mio padre mi portò a vedere una riunione su pista, o forse era­no i campionati italiani, al Mo­to­ve­lodromo di Torino, e ricordo che nell’inseguimento un poco più che giovanotto, un certo Coppi, fe­ce penare il più valutato Ortelli. Non so se prima o dopo quella riu­nione su pista, comunque in quell’anno, mio padre mi portò su una strada dell’hinterland torinese, a veder passare il Giro d’Italia, pri­ma tappa classica, quasi rituale, la Milano-Torino. Era il 15 giugno (sono andato a controllare), vinse Giordano Cottur, triestino dunque di una città amatissima dagli italiani.

Scoprii che mio padre mica era andato sulla strada per vedere il Giro, o almeno che il motivo nu­me­ro 1 era un altro: salutare un ce­lebre giornalista suo amico. Scorse l’auto da lontano, portava enormi targhe di riconoscimento, papà si portò sulla strada e urlò un “ciao Raro!” ricambiato davvero al volo da un “ciao Ezio!”. Raro, cioè Rug­gero Radice, su Tuttosport firmava per esteso, su La Gazzetta del Po­polo, che allora concorrenziava eccome La Stampa, usava Raro, da Ra-dice Ro-ger. Massì, Roger alla francese perché era nato in Pro­venza, a Salon, il paese di No­stra­damus. Mio padre mi disse, credo proprio in quell’occasione, che conosceva anche un altro giornalista famoso, però si occupava di calcio, si chiamava Vittorio Pozzo, scriveva su La Stampa, tifava Toro come noi due e faceva il commissario tecnico della Nazionale.

Raro e Pozzo sono tornati nella mia vita di lavoro, il primo come compagno di tante avventure ciclistiche, su tutte il primo mio Tour, anno 1960 e Nencini in maglia gialla a Parigi, stessa auto e lui che mi presentava a mezza Francia, il secondo soprattutto in occasione dei Giochi olimpici di Tokio 1964, quando mi si affidò perché lo portassi alle prove del ciclismo, ogni tanto ricordandomi cose di mio padre che da sette anni non c’era più. Con Raro ho spartito davvero tanta vita, fra noi c’è sempre stato un grande affetto nonostante lo spazio anagrafico di anni, una del­le foto più belle di quell’uomo brutto che sono io è quella scattatami quando, a Castellania, lo celebro ai cosiddetti astanti, fra i quali ovviamente i figli di Coppi, in oc­casione dell’inaugurazione di una via dedicata a lui. La targa stradale recita: “Via Ruggero Radice -“Ra­ro” - Amico di Fausto e Serse - Gior­nalista”.

Ma ho conosciuto, frequentato, accompagnato sul lavoro, persino “passato” (si dice così non solo degli articoli che il redattore controlla prima di mandare alle stampe, ma anche dei loro autori) giornalisti diciamo pure storici, giornalisti dei tempi eroici. Su tutti direi Giuseppe Ambrosini, che all’occaso di una vita tutta per la bici seguì un paio di Giri d’Italia per Tutto­sport.
Lo ricordo dedito ad una divinità, la Media. “Avvocato (lui il primo Avvocato dello sport, mica Gianni Agnelli) - gli dicevo -, ma se i corridori hanno speso tempo per superare un dinosauro che ostruisce la strada e la media è bas­sa, lei li bolla egualmente?”. E lui a dirmi che alla fine la Media non mente mai. Amava il giornalismo scientifico, misurava agli atleti, arti e torace, e si basava abbastanza su ciò per giudizi e pronostici. Era un giornalista preciso, perfetto, di cristallo.

Ho anche co­nosciuto Bru­no Roghi, gran musicologo, accompagnava tutto il ci­clismo che vedeva e di cui scriveva canticchiando arie celebri, era scan­dalizzato dalla mia ignoranza musicale assoluta. Mi diede una lezione di umiltà quando, mio di­rettore per pochi mesi a Tutto­sport, dovette scrivere in anticipo su una finale mondiale dello sprint fra due italiani, programmata ad un’ora avanzatissima nella sera, e di cui il giornale avrebbe potuto al massimo ospitare l’esito, non il racconto. Un articolo per un finalista, un articolo per l’altro, “e pubblicate quello su chi vince, sono di lunghezza eguale”.
Sono stato diciamo allievo prediletto di Carlo Ber­go­glio detto Car­lin, gran giornalista ma anche pictor optimus, piemontesardo. Fu lui nel 1959 ad aprirmi il Giro d’I­ta­lia, con una sorta di lascito: aveva annunciato in redazione che mi avrebbe portato con sè, morì il 25 aprile, le sue parole fecero legge. Lui andava alle corse soprattutto per individuare dove era, come pe­dalava, come stava Nino Defilip­pis, il suo figlio in bici, da lui battezzato Cit, piccolo in piemontese. Carlin era integerrimo, imparzialissimo, tifava Bartali e Juventus e sapeva che io tifavo Coppi e To­rino e mai mi chiese, pur avendolo io frequentato stretto per anni, per chi ero: perché se gli avessi detto di tifare come lui mi avrebbe pensato bugiardo e ruffiano, se gli avessi detto il vero (che lui conosceva, credo) avrebbe dovuto spiegarmi che sbagliavo tutto, e forse non ne era così certo… Glissai ga­glioffamente, ricordo.
Potrei scrivere un libro su questi giornalisti, compreso Emilio De Martino, popolarissimo, che al mio primo Giro io salutavo ogni mattina, “buona tappa direttore”, e lui “grazie caro, ti leggo”, e manco sapeva chi ero, ma era gentile, educato. Forse scriverò un altro articolo, e nessuno poi dica di non essere stato avvertito.

Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di settembre
Copyright © TBW
COMMENTI
E' una perla nera
5 ottobre 2014 09:14 cesco381
E' meraviglioso poter leggere un articolo così. E' come avere una perla nera tra le mani e poterla guardare con gli occhi della passione. Ho avuto il privilegio di conoscere GP Ormezzano nei vari mondiali a cui ho partecipato, e' stato ed è tuttora un vero privilegio per me. GIampaolo con tutti quelli che hai citato e anche qualche altro siete stati i veri cantori delle gesta ciclistiche dei nostri "forzati della strada". Leggerti e' sempre un vero piacere.
Un ringraziamento al Direttore che ci da questa gioia.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ci sarà a raccontare il padre, Marco Torriani, che ricordiamo di aver conosciuto giovanissimo, Roccaraso, primo Fabbri, era il 1976. Ci saranno a salutare Carmine Castellano, la figlia Milena e il nipote Tonino Maresca…. Ma ci saranno, ma quale contumacia...


La prima stagione di Juan Ayuso in maglia Lidl Trek non sta andando come lo spagnolo e il team si attendevano: dopo aver vinto la Volta ao Algarve, infatti, Ayuso è stato costretto al ritiro sia nella Parigi-Nizza che nella...


Arride all'XDS Astana la tappa regina del Tour of Hainan 2026. La formazione kazaka, seconda ieri con Malucelli, ha fatto sua la frazione più impegnativa della breve corsa a tappe cinese grazie a Guillermo Silva che, in volata, ha...


La nuova sella Proxim W460 powered by Prologo è stata studiata per affrontare in totale sicurezza e controllo i sentieri gravity più adrenalinici. Un leggero restyling di forme e imbottiture ha reso questa sella ancora più performante e confortevole soprattutto quando si affrontano discese tecniche...


Sviluppata sulla base dell'originale "Master of Speed",  la nuova misura da 50 mm porta il suo pedigree da gara cross-country nel gravel più spinto. Il profilo più stretto migliora l'efficienza di rotolamento mantenendo il grip e il controllo che lo hanno...


Le classiche di Muri e pavé sono finite ed ecco arrivare le Ardenne. Il calendario si apre venerdì 17 aprile con la 66a Freccia del Brabante (Brabantse Pijl), che anche nel 2026 conferma una formula collaudata: percorso nervoso, ricco di...


Ci sono fatti reali che battono qualsiasi fantasia, semplicemente vanno oltre. E ci sono ciclisti che inaspettatamente si trovano a pedalare con un ladro di biciclette... È accaduto domenica scorsa a Sobótka,  sud-ovest della Polonia: gli agenti in servizio a bordo...


La vittoria di Wout Van Aert alla Parigi-Roubaix rivissuta da chi l’ha raccontata. Il sesto appuntamento con Velò, la rubrica di Rete8 dedicata al mondo del ciclismo, vedrà la coppia di Eurosport formata da Luca Gregorio e Riccardo Magrini, rivivere...


Nel 1949, a 30 anni, Brera dirige “La Gazzetta dello Sport”. Fra le polemiche del popolo del ciclismo scrive un editoriale in prima pagina in cui difende la maglia rosa del Giro d’Italia – la prima nella storia per un...


Torna questa sera alle 20.30 sulle frequenze di Teletutto l'appuntamento con Ciclismo Oggi, lo storico appuntamento dedicato al ciclismo giovanile. Ancora una volta una puntata monotematica interamente dedicata al Giro della Castellania. A Pettenasco, sulle rive del Lago d'Orta, in uno scenario davvero...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024