KWIATKOWSKI. «Dovevo far qualcosa per la Polonia»

MONDIALI | 28/09/2014 | 16:46
Il primo campione del mondo polacco della storia del ciclismo professionistico ha il volto scolpito nel legno di Michal Kwiatkowski, talento che in questa stagione ha cominciato a vincere già in primavera e ha continuato fino a piazzare l'attacco vincente nella discesa da Confederacion, lancioandosi verso il mondiale.
E se ancora le grandi corse a tappe lo hanno respinto, sicuramente le grandi corse in linea sono il suo terreno di caccia.
«Oggi la squadra ha lavorato in maniera perfetta, ha controllato la corsa rincorrendo la fuga. Da parte mia, sentivo la responsabilità di fare qualcosa per la Polonia, ho provato l'attacco in discesa perché sapevo che fare la differenza sull'ultima salita sarebbe stato difficile. Quando ho scollinato con qualche secondo di vantaggio ho capito di potercela fare: ad ispirarmi è stato quello che ho visto fare al norvegese nella corsa degli Under 23. La dedica? Per la mia fidanzata Agata, per la mia famiglia e per la Polonia».
Nonostante la giovane età (è nato il 2 giugno del 1990), Kwiatkowski è già impegnato in prima persona a costruire il futuro della Polonia che pedala: in patria ha infatti aperto una scuola di ciclismo che permette a tanti ragazzi di dar sfogo alla loro passione per le due ruote.
Kwiatkowski, che nel 2008 è già stato campione del mondo vimncendo la crono iridata tra gli juniores, in questa stagione ha vinto in Spagna il Trofeo Serra de Tramuntana (Challenge Mallorca), due tappe e la classifica finale della Volta ao Algarve in Portogallo e le strade Bianche. Si è piazzato terzo sia nella Freccia Vallone e nella Liegi-Bastogne-Liegi.
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