LE PAGELLE DI STAGI. Contador Olé. Quintana e Froome che botta

PROFESSIONISTI | 02/09/2014 | 19:00
di Pier Augusto Stagi

Chi di cadute perisce di cadute non gioisce ma ne ha chiari benefici. È il ciclismo ragazzi, e i contrattempi sono all’ordine del giorno e dietro all’angolo per tutti, nessuno escluso. Se poi il povero Nairo Quintana se le va anche a cercare, allora non c’è proprio rimedio. Anche se alla fine rimedia al capitombolo portando pellaccia e bicicletta oltre al traguardo. Tappa che alla vigilia di una bella frazione di montagna (domani arrivo tosto in salita al Santuario di Aralar dopo 153 km) lascia il segno, nel morale, nelle e sulle gambe (è il caso del colombiano) dei protagonisti. Vuelta chiusa? No, anche se non sarà semplicissimo rallentare la marcia del fuoriclasse madrileno, che stupisce più per il recupero-lampo che per la sua crono-razzo. Voto al recupero dall’infortunio di Contador? Nessuno. Solo un bacio accademico.

Tony MARTIN. 9. Era il logico favorito, e come la logica ci invitava a pensare il tedesco volante vince confermandosi una volta di più il miglior interprete delle prove contro il tempo. Fatica nel primo tratto in salita, poi mette il turbo e chi si è visto si è visto.

Rigoberto URAN. 9. Che avrebbe fatto una grande crono era più che prevedibile, ma il colombiano viaggia alla velocità di crociera di Martin. Anzi, Rigoberto è di una regolarità eccezionale. Quarto tempo assoluto dopo 11 km, miglior tempo al km 30: chiude secondo per molto poco.

Alberto CONTADOR. 10. Si può arrivare quarti e sentirsi vincitori? Secondo me si, perché il vero vincitore di giornata oggi è proprio lui. Miglior tempo dopo 11 km, terzo tempo dopo 30 km. Quarto tempo finale a conferma che va forte su tutti i terreni, su tutte le superfici: sembra che pedali sul velluto. Cose da fuoriclasse.

Samuel SANCHEZ. 8. Quinto nella crono di oggi, settimo nella generale: una bella soddisfazione per l’ex campione olimpico che ha faticato a trovare squadra. La Bmc lo prende e fa l’affare della vita. Forse gli costa anche molto meno di tanti pseudo campioni che ha a libro paga.

Cadel EVANS. 7. Il vecchio Cadel mette in mostra una buona prova a cronometro. Che gli serva come dose di autostima in vista delle grandi montagne?

Alejandro VALVERDE. 9. Stefano Zanini ce l’aveva detto proprio ieri: «sarà la sorpresa, pedala molto forte». Detto fatto. Ora che Quintana è caduto, sarà proprio il colombiano l’alleato ideale dello spagnolo.

Chris FROOME. 4. È il vero sconfitto di giornata. È la brutta copia di quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Va piano su tutti i terreni, in tutti i settori di questa crono molto difficile da interpretare. Va piano anche nei “drittoni” che piacciono tanto a lui. Va molto meglio Kiryenka (voto 7), che non è mai stato un pollo nelle prove a cronometro, ma rispetto al capitano – oggi – pare un gigante. Tornando a Froome, non so se essere più sorpreso per l’evoluzione degli ultimi anni o l’involuzione degli ultimi mesi…

Bob JUNGELS. 6,5. Il ragazzo ha soli 21 anni, e disputa anche una buonissima cronometro. Finisce 13°: questo ragazzo, tra qualche anno, farà vedere i sorci verdi a tutti.

Winner ANACONA. 6.5. Buona la sua prova a cronometro, che gli consente di risalire in quarta posizione nella generale e far sorridere lo staff della Lampre-Merida. Dopo mesi di inattività, torna per far vedere a tutti che anche lui contribuisce a far grande la sua Colombia.

Joaquin RODRIGUEZ. 6,5. Alla fine pensavo che andasse anche più piano, invece “Purito”, generalmente non a proprio agio nelle prove contro il tempo, si difende egregiamente. Perde soli 17” da Froome, e con questo ho detto tutto.

Fabio ARU. 6. Va bene ma non benissimo. Forse teme di pagare troppo nella seconda parte della crono, quella meno congeniale a lui e non forza più di tanto nel tratto di salita. Disputa una crono di grande regolarità, senza punti di eccellenza ma mira a mantenere la “macchina” a velocità di crociera più che rispettabile.

Nairo QUINTANA. 5. Nel primo tratto fa segnare il quinto tempo, 16” in più di Contador. Una crono che per lui inizia in salita, ma prosegue peggio in discesa. Una leggerezza clamorosa: Nairo si sistema lo scarpino destro, scende a tutta velocità, e poi imposta goffamente la curva che lo porta verso sinistra e contro il “guard-raill”. Volo clamoroso. Un vera e propria piroetta e tanto spavento. Perde una montagna di tempo (4’) ma riparte. Un grave errore di sufficienza, che merita l’insufficienza.
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