NEL MONDO DI NIBALI. Quelle litigate con Paolo Slongo...

PROFESSIONISTI | 02/09/2014 | 08:00
È un veneto atipico, l’uomo dei numeri, che non li dà mai. Nel senso che è sempre pacato, misurato, perché è abituato a guardare dentro alle persone e a misurarne il talento. Lavora con i nu­meri, ma non li dà nemmeno se si prende una bala, perché non beve: per questo è un veneto atipico. Astemio non proprio: non beve vino e birra, solo li­quori. Ha una bella faccia, rassicurante, da buon amico, e per Vincenzo lo è per davvero. Ha il volto di chi ispira fiducia e la maglia gialla l’ha riposta nelle sue mani dal 2009.
«Nibali è una bella macchina, davvero bella. Prima però ho dovuto impararla a guidarla, ma anche lui, perché Vincen­zo ha cominciato a conoscersi davvero da un paio di anni, quando ha davvero fatto un grande salto di qua­lità a livello mentale. 63,5 kg distribuiti su un bel fisico di 180 centimetri. Bradicardico, 32 battiti a riposo, 165/175 alla soglia, può arrivare a 192. PO2 max/kg 84/85: grossa cilindrata (un buon atleta arriva a 75)».

Paolo bada alla preparazione, ma non ditegli che è un preparatore «questo termine è stato troppo sputtanato, preferisco di gran lunga allenatore», dice.  Si conoscono fin dai tempi della nazionale juniors, dal 2001, ma la collaborazione ad personam inizia solo nel 2006.
«Vincenzo è un corridore d’istinto, mol­to determinato, in certi momenti anche testardo. Quando incominciammo la nostra collaborazione non capiva a cosa servissero certi test, per lui era­no una perdita di tempo. Un modo per da­re del lavoro a qualcuno. Poi ha ca­pito, si è documentato, ha studiato. Agli inizi abbiamo anche discusso pa­recchio: un giorno gli ho detto che po­teva anche fare le valigie e tornarsene a casa. Musi lunghi per due giorni, in questo lasso di tempo ha fatto le sue ri­flessioni ed è tornato sui propri passi».

Paolo Slongo è geometra e si è formato sul campo come allenatore, arrivando al quarto livello della scuola dello sport del Coni.
«Sbloccato a Sheffield? Macché. Vin­cen­­zo si è sbloccato a Fondo, al Cam­pionato italiano».

Se durante il Tour uno si imbatteva nelle pagine di Le Monde scopriva che in gruppo di corridori puliti non ce ne sono. Cose da cadere in depressione e non rialzarsi più…
«Cosa vuoi che ti dica. L’ho letto anch’io, e sono rimasto perplesso di certi ragionamenti. Il lato temporale è giusto. Ok, la salita di Chamrousse è stata percorsa in 50’, ma il tempo va interpretato. Loro hanno calcolato quei dati come se fosse stata una cronoscalata (come accadde nel ’91), invece Vincenzo quel giorno ha corso spesso sul­le ruote degli altri con un ri­sparmio di almeno 20 watt e questo risposta i valori fisiologici nella norma: 349».

Paolo Slongo, da Silea (Treviso), dal 2008 allenatore e soprattutto amico di Vincenzo Nibali. Papà maestro vetraio, Paolo ha 42 anni e il diploma di geometra. Da dilettante, due stagioni con la Trevigiani e due con la Record Ca­neva, dove c’era Leonardo Piepoli come compagno. Da dilettante ha vinto una corsa in volata: «Una piccola corsetta, in Sardegna, con la maglia Tre­vigiani. Da allievo sono stato molto più bravino, ero anche molto più competitivo: ho portato a casa una ventina di vittorie. Ero un tipino veloce, ma niente di ec­ce­zionale. Cosa ho di Vincenzo? Solo la passione».

E aggiunge: «Ero uno che vedeva la corsa, sapevo interpretarla, diciamo che potevo essere un buon regista Ave­vo una bella visione di corsa, così appena smesso nel 1996 ho subito superato i tre livelli federali da direttore sportivo e sono entrato nel giro della Nazionale con le ragazze juniores. Con me sono cresciute Guderzo e Bronzini. Poi il quarto livello al Coni per diventare allenatore: 600 ore di corso».

Sposato con la signora Valeria, ha chiamato Teide la sua cagnetta nera.
«Perché l’ho chiamata come il vulcano delle Canarie? Perché fin dai tempi della Liquigas e adesso con l’Astana passo ormai più tempo lassù che a casa».

Il primo incontro con Nibali?
«In Nazionale nel 2000, ritiro a Sal­so­maggiore Terme. Vincenzo era nel gruppo juniores sotto la gestione di Fusi e Montedori: si parlava insieme, gli facevo anche dietro-moto. Ma la prima volta vera è stata nel 2008, quando sono arrivato alla Liquigas».

Com’era il vostro rapporto?
«Come ti ho detto all’inizio non è stato un colpo di fulmine. Vincenzo è un tipo diffidente, deve capire, comprendere, valutare prima di concedersi completamente. Avevamo anche punti di vista diversi, ci siamo scontrati, siamo due caratteri forti. Vincenzo era un talento, ma faceva quasi tutto a sensazione e io non riuscivo a fargli capire che ci doveva essere una parte scientifica per migliorare i punti critici e programmare i picchi di forma. Vincenzo con­siderava davvero queste cose come fumo per gli occhi. Poi quando ha capito che non siamo degli stregoni, ma dei professionisti e che certe cose si possono davvero programmare, il nostro sodalizio è diventato un moloch».

Ma è vero che un giorno l’hai davvero preso di petto e gli hai detto: se vuoi puoi anche tornartene a casa…
«Certo che è vero, chiedilo a Vincenzo che te lo conferma. Era il 2008. Lui fa­ceva i test controvoglia, si vedeva che non ci credeva. Per lui erano aria fritta. Io volevo che entrasse nel mio modo di pensare: programmazione, avvicinamento con gare e training camp, test e palestra dall’inverno, lavorare senza fretta. Mi diceva: “Ma a che cosa serve questo?”. E mi dava fastidio».

Quando è arrivata la svolta?
«Al Trofeo Melinda del 2010, che vinse, e poche settimane dopo alla Vuelta, dove io guidavo l’ammiraglia. Gli dissi: “Non pensavo che vincessi”. E da quel mo­mento è cambiato. Ha trovato l’equilibrio tra la sua natura, istintiva, e la scienza e la metodologia. In fon­do, siamo simili: tutti e due pi­gnoli e testardi, e non ap­pariscenti, facciamo parlare più i fatti. Ci sono tanti che ad un certo punto a puledri di razza come Vincenzo sanno dire solo sì, perché hanno paura che qualcosa si rompa, ma io ho il dovere di far capire il senso del mio lavoro e qualche no a volte serve. Vincenzo ha l’intelligenza di capirlo. Sa che al suo fianco ha dei professionisti, non dei leccaculo».

È vero che oggi tu hai una bancadati incredibile?
«Verissimo. Di Vincenzo ho tantissimo se non tutto, ma anche dei suoi più diretti competitor. Io passo le giornata o le serate a raccogliere video, dati, informazioni, per capire quel corridore come lavora, come corre, come reagisce in certe situazioni. Sono dati che poi mettiamo sul tavolo, per improntare le nostre discussioni, le nostre strategie».

Ma i dati che molti siti danno solo reali o verosimili?
«Verosimili. Sono quasi tutti spannometrici. Se vuoi un valore vero, autentico, o molto vicino alla realtà devi prenderli in corsa, in una fase precisa della corsa. Vincenzo sta scalando una determinata salita con a fianco a ruota Contador? Bene, da quella situazione si possono trarre delle indicazioni. Il resto è aria fritta».

Adesso vivete in simbiosi.
«Vincenzo è un artista, e come tutti i geni ogni tanto perde il filo del lavoro e va troppo a sensazioni. E allora bisogna riportarlo sulla strada».
Sui Campi Elisi, vorrai dire...

Pier Augusto Stagi, da tuttoBICI di Agosto
Copyright © TBW
COMMENTI
bravo Paolo
2 settembre 2014 21:39 drinn
Bravo Paolo e complimenti.
Il lavoro paga sempre e il vostro gruppo è fortissimo.
Sono convinto che la maggior parte del nostro ambiente non sa cos'è un tecnico di quarto livello e soprattutto non sa quanti ce ne sono nel ciclismo.
Roberto Damiani

In effetti, DRINN,
3 settembre 2014 15:54 Fra74
apprendo solo ora di questo 4^livello, io ero rimasto, pensa te, al 3^ livello con i corsi a SALSOMAGGIORE TERME o in altra località: non è sarcasmo il mio, debbo fare i miei complimenti al Sig. PAOLO SLONGO, che non conosco personalmente come te, ma che con i fatti, come te, ha saputo dare lustro al CICLISMO ITALIANO.
Una unica pecca, caro Roberto, che in Italia non ci sia più una compagine con staff italiano come Voi, personale italiano e sopratutto ciclisti italiani, chissà, mai dire mai...in un futuro che spero non sia troppo lontano!
Francesco Conti-Jesi (AN).

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La stagione volge al termine ma non siete ancora stanchi di pedalare? Beh, considerate il fatto che potete farlo - anche se in maniera virtuale - con il numero uno del mondo, Tadej Pogacar. L'occasione viene offerta da MyWhoosh, segnate...


Sul palco posto proprio al fondo di corso Garibaldi, Dorian Godon si gusta Il bis ravvicinato. Dopo il Giro del Lazio anche il Gran Piemonte e' del solido trentenne transalpino della Netcompany Ineos: «Come è stato il finale? Caotico, devo...


Dorian Godon ha vinto allo sprint il Gran Piemonte dopo un finale adrenalinico e caratterizzato da una caduta proprio sull'ultima curva. Il corridore francese del Team Netcompany Ineos si è fatto trovare nella posizione perfetta per lanciarsi in volata dove...


Finalmente i campionati italiani a cronometro... hanno trovato casa! Il comunicato ufficiale della Federazione Ciclistica recita: «Si comunica che, con Delibera Presidenziale n. 58 dell’8 ottobre 2026, è stata disposta l’assegnazione dei Campionati Italiani Cronometro Individuale 2026, riservati alle categorie...


L'UCI continua il suo impegno nel disegnare il ciclismo del futuro e annuncia la costituzione di un comitato direttivo incaricato di guidare la prossima fase della riforma del ciclismo su strada professionistico, sia maschile che femminile. Per supportare tale attività,...


Otto opere esposte, tre inedite, un laboratorio con gli studenti e cinque opere realizzate dal vivo durante la XXIX edizione de L’Eroica. Per l’artista abruzzese un nuovo incontro tra le sue due grandi passioni: la pittura e il ciclismo. Colore,...


Avete voglia di pedalare anche in inverno e volete andare a caccia di un titolo mondiale? C'è una grande novità in arrivo: UCI e MyWhoosh annunciano l'edizione inaugurale dei Campionati del Mondo UCI di Ciclismo Esports per le categorie Junior e...


Anche il 4 ottobre di un anno fa Emilien Jacquelin si era trovato in sella a una bici: tra una sessione sugli ski-roll e l’altra, il biatleta di Villard-de-Lans aveva infatti inserito, a poco meno di due mesi dal debutto...


L'ultima edizione del Giro del Piemonte ad aver premiato un corridore della Regione riporta a Italo Zilioli. Era Il 1970, si partiva e arrivava nel piccolo Comune novarese di Marano Ticino, e quel successo subalpino, datato 30 luglio era la...


Sarà un 110° GranPiemonte presented by Crédit Agricole a tinte iridate quello che andrà in scena giovedì 8 ottobre sulle strade di Langhe, Monferrato e Roero. per seguire il racconto in diretta dell'intera corsa a partire dalle 11.55 CLICCA QUI...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra