La provocazione di Santi: dimettiamoci tutti e...

| 01/07/2006 | 00:00
Claudio Santi, vicepresidente dell'Unione Europea del Ciclismo, interviene sul caso Basso-Tour, offrendo una provocazione che vi proponiamo. Chi ama il ciclismo deve amare il brivido, la velocità, una montagna, una leggenda, una favola, un sogno. Il risveglio quando è il contrario e realtà è doloroso, terribile. Ma rimane la filosofia, rimane il ciclismo. Rileggerei i miei interventi e articoli negli otto anni di Federazione, e la ricerca continua negli anni di direttore del professionismo italiano per migliorare, volontà che mi ha fatto escludere dalla Federazione Ciclistica Italiana seppur avendo diritto per essere stato eletto vicepresidente Europeo e a pieno diritto dato dallo statuto (articolo 15 comma 2) dovrei partecipare ai consigli. Ma i dirigenti hanno promesso "fuori quelli che la pensano diversamente, vi proteggeremo noi", via libera quindi e testa bassa, omertà, si è potuto illudere, fino all'esclusione dal Tour del più grande atleta italiano. E ora? dirigenti UCI a lavarsene le mani, nemmeno capaci di fare e far rispettare i loro regolamenti. Dirigenti FCI in silenzio, con un passato da nascondere e un presente dittatoriale. E allora come si fa? dove si va? e i volontari? e la gente? e le leggende? e i ragazzini? e i sogni? Per salvare quelli bisogna dire la verità. Il doping è un sistema e Pantani, etichettato dai codardi come l'unico dopato non è servito a cambiare, e, se Basso sarà scaricato, come sembra dalle prime dichiarazioni, si farà come dove c'è la pena di morte, trovato un buon colpevole, che sia lui o meno cambia poco, si chiude la pratica e gli altri sono liberi di continuare a fare le stesse cose. Fino alla prossima volta. Ma qui ci sono le colpe, è marcio il sistema, tutti sanno e nessuno parla, basta un voto o un incarico per essere contenti. E cosi forse ci troviamo con dirigenti che truccavano gare e facevano Gh? ripeto il forse. E ci troviamo presidenti che erano segretari nel periodo in cui i corridori hanno voluto i controlli perchè i dirigenti non li fermavano? forse. E allora diamo la colpa a chi ci deve convivere (corridori) o a chi dovrebbe impegnarsi per cambiare (dirigenti)? A tutti e due ma molto di più ai secondi, e faccio una proposta: dimettiamoci tutti, io ci sto (non ad essere il solo) e ripartiamo da assemblee di idee con gente comune e con tutti i nostri figli corridori, ripartiremo con il ciclismo, quello vero senza slogan, senza falsità, scalando una montagna e alzando le mani felici, con chi come me, alla bicicletta deve tanti momenti stupendi della vita, di conquiste, di sfide, di racconti e di viaggi. Basso è un bravo ragazzo, gli voglio bene, avrà sbagliato? se sì, peccato, ma rimane un bravo ragazzo e gli voglio bene, come a Marco, che veniva a trovarmi in Federazione con Boifava, con la Ronchi, e chi ci conosce lo sa. Gli voglio bene come a tanti peccatori che devono cambiare, come a tanti illusi che devono capire, ma non come a tanti maneggioni falsi che se ne devono andare. claudio santi vice presidente unione europea del ciclismo
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
E' già un altro ragionare. Il Giro rialza la testa e con un bellissimo finale consegna la maglia rosa a Ciccone, nome adeguato al prestigio, non perchè sia italiano (via, non siamo così meschini), ma perchè è comunque un signor...


«È uno di quei giorni in cui è difficile trovare le parole: sin da bambino il mio sogno da ciclista è sempre stato quello di indossare la maglia rosa anche solo per un giorno». Fatica a parlare per l'emozione Giulio...


Jonathan Narvaez centra il suo terzo successo in carriera sulle strade del Giro d'Italia e conferma il suo feeling con la corsa rosa: «Penso che sia davvero importantissimo aver vinto oggi: questa vittoria arriva per me dopo tre mesi di...


Giulio Ciccone,  abruzzese, conquista la maglia rosa del Giro d’Italia sul traguardo di Cosenza al termine di una tappa combattuta e vinta dall’ecuadoriano Jhonatan Narvaez. Un grande risultato per l’Italia del ciclismo che festeggia così il simbolo del primato, come...


Tappa oltremodo scoppiettante e avvincente quella che ha riportato la carovana del Giro d'Italia sulle strade della Penisola. A vincere la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri, al termine di una giornata che ha visto la maglia rosa Thomas Silva (XDS Astana)...


«Vorrei che chiunque provasse almeno un giorno cosa significa essere un corridore» (Damiano Caruso, veterano della Bahrain, su Repubblica si rivolge a molti suoi colleghi). L’organizzazione precisa che le difficoltà di spostamento alla partenza di Catanzaro sono state un problema...


Il Giro d'Italia continua a perdere pezzi importanti. Dopo la cascata di ritiri registrati in seguito alle cadute occorse nella prima e nella seconda tappa, oggi è toccato ad altri due corridori rimasti coivolti nei capitomboli dei primi giorni abbandonare...


Prima tappa italiana del Giro d'Italia ed è subito l'occasione per incontrare Matxin e fare con lui il punto sul difficilissimo inizio della UAE Emirates XRG: «Adam Yates è un sogno svanito, avrebbe fatto un grande Giro. Ma sono convinto...


Nicoletta Savio, figlia di Gianni, ci ha scritto una breve lettera per ricordare Mario Androni. Ci è sembrato giusto proporla alla vostra attenzione. Quando è mancato il mio papà, Mario Androni scrisse una lettera colma di affetto, amicizia, stima e...


Se nello scorso aprile abbiamo conosciuto la Endurace CFR,  punta di diamante della famiglia all-road, oggi è il turno delle versioni Endurace CF SLX e Endurace CF, una conferma che questo modello non è più da considerarsi una bici che spicca per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024