CONTADOR e il sogno segreto di disputare la Vuelta
PROFESSIONISTI | 07/08/2014 | 12:36 In silenzio, forse anche con un po’ di timore di non farcela. Però anche con feroce determinazione, come nel suo dna. Alberto Contador sta provando a mettere a segno un colpo clamoroso, essere sabato 21 a Jerez de la Frontera per il via della Vuelta. Non da ospite d’onore, con un dorsale appiccicato sulla schiena. Là, nel cuore dell’Andalusia, essere un «valiente», un coraggioso, è una dote molto apprezzata. E lui, idolo della Spagna ciclistica, dovesse riuscire nell’impresa di essere in corsa dopo l’infortunio, verrebbe venerato. Alberto aveva nei piani la doppietta Tour-Vuelta, ma la caduta a 95 km dal traguardo di La Planche des Belles Filles, decima tappa della Boucle, lo aveva costretto alla resa tra le lacrime. Si era parlato di frattura alla tibia destra, addirittura in un primo momento si era ipotizzato l’intervento chirurgico. Poi, più che la gamba, a tormentare il fuoriclasse di Madrid era la delusione. Ma da quel 14 luglio sono passati già 23 giorni e Contador, non da oggi, è tornato in sella. Prima con cautela, poi mano a mano con la voglia di provare a esserci, a non arrendersi al destino. E anche la squadra, nonostante le smentite ufficiali, non si dà per vinta. Anzi comincia proprio a crederci e, nella lista dei preiscritti della Vuelta, il primo nome che si legge è quello di Alberto Contador. Un indizio pesantissimo. E anche qualche suo fedelissimo comincia a essere ottimista. Certo, nelle prime tappe potrebbe non essere al top della condizione, ma lui è Contador. Nel 2012 la Vuelta sembrava persa, poi venne la tappa di Fuente Dè e la storia cambiò...
da La Gazzetta dello Sport a firma di Claudio Ghisalberti
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