Mentre gran parte dei protagonisti del Tour de France 2026 si stanno finalmente concedendo qualche giorno di meritato riposo, Remco Evenepoel ha già rimesso il casco e fissato il prossimo traguardo. Dopo il brillante secondo posto conquistato a Parigi alle spalle dell'imbattibile Tadej Pogacar, il campione belga tornerà in gara già sabato alla Clásica San Sebastián, una corsa che ha già vinto tre volte e che rappresenta il primo passo verso l'obiettivo più importante della seconda parte di stagione: i Campionati del Mondo in Canada.
Pogacar si gode il quinto Tour della carriera, Isaac Del Toro festeggia il podio e la maglia bianca, Paul Seixas si lascia alle spalle un esordio straordinario nella Grande Boucle. Evenepoel, invece, ha scelto una strada diversa. Nessuna lunga vacanza, nessuna pausa prolungata. Il belga vuole sfruttare il momento di forma costruito durante tre settimane di Tour e trasformarlo in un trampolino di lancio per l'appuntamento iridato.
Una scelta che, secondo il commissario tecnico del Belgio Serge Pauwels, ha una precisa spiegazione. «Correre già sabato significa evitare quella fase di decompressione che inevitabilmente arriva dopo il Tour. Remco avrà certamente qualche momento di relax durante la settimana, magari uscirà a cena, ma San Sebastián resterà sempre nella sua testa. In questo modo guadagna un'altra settimana preziosa in vista dei Mondiali di Montréal. Solo dopo potrà riposarsi davvero e preparare l'autunno».
A molti potrebbe sembrare un azzardo affrontare una classica durissima appena cinque giorni dopo aver concluso il Tour de France. Per Pauwels, invece, è esattamente il contrario.
L'ex professionista conosce bene questa situazione, avendola vissuta in prima persona nel 2016. «È molto realistico pensare che Remco possa essere fortissimo già sabato. Tutto dipende dalla supercompensazione, un fenomeno davvero particolare. Ricordo che dopo il Tour ero completamente distrutto: non riuscivo ad allenarmi, sudavo continuamente durante la notte e pensavo di essere senza energie. Poi il venerdì precedente alla corsa le gambe hanno improvvisamente iniziato a girare e il sabato avevo una potenza incredibile. Credo che succederà la stessa cosa a Remco. Per me è il grande favorito».
Secondo Pauwels, il Tour produce un enorme stress fisico e ormonale, ma quando il recupero viene gestito correttamente può trasformarsi in un vantaggio competitivo difficilmente replicabile.
Anche Greg Van Avermaet, oggi allenatore della nazionale belga e più volte protagonista sulle strade di San Sebastián, conferma questa teoria.
«Capitava spesso che il giorno prima della corsa mi sentissi malissimo. Anche durante i primi cento chilometri non avevo buone sensazioni. Poi, quando iniziavano le salite più dure, improvvisamente le gambe cambiavano completamente. È difficile da spiegare, ma succede. Naturalmente bisogna essere usciti bene dal Tour, e Remco lo è sicuramente».
Per Van Avermaet il Tour lascia un patrimonio atletico che può fare la differenza. «Quando arrivi dal Tour hai tutte quelle grandi salite nelle gambe e sei anche un po' più leggero. In una corsa impegnativa come San Sebastián questo rappresenta un vantaggio enorme».
Le sensazioni raccolte durante l'ultima settimana della Grande Boucle rafforzano ulteriormente l'ottimismo dello staff della nazionale.
Pauwels è convinto che il belga abbia concluso il Tour addirittura meglio di come lo aveva iniziato. «Quando l'abbiamo visto restare alle spalle di Richard Carapaz, accanto a Tadej Pogacar e Isaac Del Toro, era evidente che nella terza settimana fosse persino più forte rispetto alla seconda. Anche i criterium che sta disputa in questi giorni sono perfetti: si riduce il volume di lavoro ma si mantiene alta l'intensità. È esattamente ciò che serve per ottenere la supercompensazione».
Un aspetto che conferma quanto il Tour abbia rappresentato una svolta nella crescita dello scalatore belga. Se fino a pochi mesi fa era considerato soprattutto il miglior cronoman del mondo, oggi Evenepoel ha dimostrato di poter restare con i migliori anche sulle grandi montagne.
La Clásica San Sebastián, dunque, non è un semplice ritorno alle corse. È il primo tassello di un programma studiato nei minimi dettagli per arrivare al massimo della condizione ai Campionati del Mondo. Pauwels riassume tutto con un'immagine molto efficace.
«Quando hai il Tour nelle gambe è come avere una sesta marcia. È curioso, perché non ti senti un supereroe. Vale ancora la frase di Greg LeMond: Non diventa mai più facile, vai soltanto più veloce».
Remco Evenepoel riparte quindi senza fermarsi. Il secondo posto al Tour de France gli ha dato la certezza di poter competere con i migliori scalatori del mondo. Adesso vuole trasformare quella consapevolezza in nuove vittorie. San Sebastián rappresenta il primo banco di prova, ma lo sguardo del campione belga è già rivolto molto più lontano: verso il Canada, dove proverà a conquistare un'altra maglia iridata e a confermare di essere uno dei grandi protagonisti del ciclismo mondiale.
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