BARTALI. L'omaggio di Montecatini

STORIA | 19/07/2014 | 14:16
Un grande successo per la conferenza su Gino Bartali “Il postino della Pace” nel giorno del Centenario della nascita del grande campione fiorentino svoltasi nella sala conferenza del Centro Commerciale Ipercoop dove oggi sabato si chiude la mostra dedicata non solo a Bartali ma anche a Franco Ballerini, altro grande personaggio del pedale ricordato nel corso dell’incontro di Montecatini. C’erano Luciano Rossetti direttore dell’organizzazione soci Unicoop.fi, l’assessore Helga Bracali e Alfio Dal Porto per il Comune di Montecatini, Fiorella Luchi per quello di Massa Cozzile, i dirigenti del ciclismo Bacci, Talini, Gradassi, Ciucci, il presidente della Montecatini Terme e Sport De Angeli, che ha gestito la rassegna nazionale dei giovanissimi, Luigi Ricasoli, suocero di Ballerini, il collega e scrittore Marcello Lazzerini, l’ex campione del pedale il pistoiese Loretto Petrucci. Proiettato uno splendido filmato realizzato dalla televisione spagnola con testimonianze di vari personaggi che hanno conosciuto da vicino Bartali. Il collega Lazzerini che vinse nel 1993 il Premio Bancarella Sport con il libro “La leggenda di Bartali” ha ricordato molti aspetti di Gino Bartali con il quale trascorse molte ore prima di scrivere il libro. Ha raccontato Gino campione di ciclismo ma soprattutto campionissimo di umanità come testimoniato dal riconoscimento di Giusto tra le Nazioni per avere salvato la vita a centinaia di ebrei. Bartali hanno detto gli intervenuti, un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato solo come rivale eterno di Coppi. La sua è stata una storia di coraggio e di eroismo, Bartali ha vinto l’avventura della vita, Bartali in una parola sola è stato tutto. Frizzante come suo solito Loretto Petrucci nel ricordare i suoi trascorsi come atleta a fianco di Fausto Coppi nella Bianchi, ma anche grande amico di Gino Bartali, “sicuramente più forte di Coppi, il quale sarà stato anche più grande ma anche più fragile”. Gino era un atleta che amava la fatica, che fumava anche un paio di sigarette prima di una gara, chi diceva per intimorire gli avversari, chi per sollecitare il suo fisico prima di affrontare le fatiche. “Bartali è stato fin troppo all’ombra di Coppi, un campione come lui non lo meritava” ha detto Petrucci. Commosso anche il ricordo riservato a Franco Ballerini con una curiosità che si è notata nella mostra all’Ipercoop di Montecatini. Il “Ballero” aveva il n. 31 quando vinse la Parigi-Roubaix, così come Gino Bartali quando nel 1948 a 10 anni di distanza tornò a vincere il Tour. Ginettaccio infine hanno detto tutti, è stato uomo a pane e acqua, come dire campionissimo straordinario anche in questo.

Antonio Mannori
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COMMENTI
5 MAGGIO 2000
19 luglio 2014 15:27 canepari
Ei fu. Siccome mobile
per tanta pedalata
varcò l\'anima mitica
la soglia tribolata,
così per niente tacita
l\'Italia al nunzio sta.

Canta le lodi ultime
al Gino nazionale,
né sa quando un simile
bel colpo di pedale
le sue montagne splendide
ad esaltar verrà.

Dal Rolle alla Scoffera,
dal Galibier al Ghisallo,
quel gran securo al rosa
fece seguire il giallo.
Trionfò nella Sanremo
sui monti di Briancon

Fu vera gloria? I posteri
non daran sentenza,
ma chineran la fronte
al creator e alla sua potenza
che volle su una bici
più vasta orma stampar.

Oh, quante volte àfono
narrar se stesso imprese...
Senz\'altro anche nell\'esito
i suoi ricordi accese
e dei giorni che furono
lo assalse il sovvenir.

Pensò alle balze ripide,
alle volate impàri,
ai lampi dei fotografi,
all\'ombra dei gregari
e al timido gregario
che Fausto diventò.

Coppi arrivò! due uomini
un contro l\'altro armati
divisero l\'Italia
dal tifo frastornati.
La morte or li accomuna
nel nostro gran dolor.

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