TOUR DE FRANCE | 16/07/2014 | 08:10 Le imprese di “Squalo” Vincenzo Nibali in maglia gialla al Tour de France stanno facendo vivere dei giorni indimenticabili agli appassionati di ciclismo di Mastromarco e dintorni. I supertifosi dell'asso siciliano, annidati nel famigerato Fan Club dei CanNibali a lui intitolato, non sono stati certo con le mani in mano e qualcuno di loro ha addirittura seguito dal vivo l'impresa del campione messinese sul traguardo di Planche del Belle Filles. E' il caso dell'irriducibile Rudi Ancillotti, che è stato accompagnato sulle strade francesi dal figlio Alberto e dall'altro supertifoso Raniero Bindi: «Siamo tornati a Mastromarco a tarda notte ed è stata una trasferta durissima ma indimenticabile. Eppure era cominciata male, poiché al traguardo di Mulhouse, dove ci siamo aggregati alla Grande Boucle, Vincenzo ha dovuto cedere la maglia gialla al francese Gallopin. La sera di domenica eravamo veramente distrutti, temevamo di portare jella. Poi c'è stata la meravigliosa tappa successiva, che ha fatto tornare il nostro entusiasmo alle stelle e adesso ci sembra di vivere in un sogno».
Anche Raniero Gradi, che accompagnò letteralmente a... piedi la vittoria di Nibali nella Vuelta di Spagna 2010, sulle rampe della terribile salita della Bola del Mundo, esprime tutta la sua gioia: «Vincenzo è stato fantastico e qui al Tour l'ambiente è indescrivibile, per certi aspetti quasi... militarizzato a causa degli infiniti controlli anche sui tifosi. Appena ci ha visti Vincenzo ha scansato una decina di televisioni, ci è venuto incontro e ci ha regalato una maglia gialla ma non ha voluto autografarla, per scaramanzia ha detto che lo farà soltanto a Parigi...».
Ancilotti ci racconta anche un altro gesto scaramantico di Nibali: «Vincenzo sta raccogliendo tutti i leoncini di peluche che gli vengono dati dagli organizzatori quando sale sul podio, alla fine di ogni tappa. Li ha sistemati tutti sul vetro anteriore del pullman del Team Astana e quello spazio è ormai pieno... Guai però a chiedergli se ha già vinto il Tour, quasi si arrabbia !Vincenzo mi è sembrato molto rilassato, la sua giovane famiglia e la figlioletta Emma Vittoria gli garantiscono serenità e piena consapevolezza nei propri mezzi. Intanto a Mastromarco si sta preparando una festa memorabile, anche se lui ha detto che prima intende celebrare la maglia tricolore conquistata a fine giugno. Ma forse lo dice per scaramanzia...».
Dalla sede del Fan Club i CanNibali, nei locali situati sopra il bar “Gli Schizzati”, parla il presidente, Mauro Innocenti: «Giovedì prossimo, 17 luglio, alle 13, una troupe televisiva della Sky verrà a girare un reportage su di noi e la cosa ci inorgoglisce. Non dimentichiamo che proprio nel Team Sky professionistico milita l'australiano Richie Porte, secondo in classifica e che, come Vincenzo Nibali, ha gareggiato da dilettante per il GS Mastromarco. Un bravissimo ragazzo e un ottimo atleta che non ha dimenticato la nostra cittadina».
Due (ciclisti) Mastromarcani in cima al mondo, si potrebbe dunque affermare. Ma la popolarità, come spesso accade, provoca dei fastidi alle persone che ne devono subire forzatamente il peso. E' quello che ci racconta Meri Malucchi, allenatrice ed ex-giocatrice di Volley, moglie di Mauro Innocenti e definita la “pasionaria” del Fan Club i CanNibali: «Ho parlato oggi alle 13 al telefono con Vincenzo che mi ha detto di avere l'albergo assediato da giornalisti di tutto il mondo. Facile salire sul carro del vincitore adesso...Ma noi del club, fondato nel 2002, abbiamo sempre creduto nelle enormi possibilità di Vincenzo, arrivato a Mastromarco quando aveva 17 anni e cresciuto da noi, come uomo e come atleta. Mio padre Bruno, storico presidente del GS Mastromarco scomparso il 17 giugno dello scorso anno, sarà contento, lassù in cielo, di vedere due suoi ragazzi in testa alla corsa ciclistica più importante del mondo. Vincenzo era come un figlio per lui, lo ha sempre considerato un fuoriclasse ed ha sempre ritenuto che avrebbe vinto prima il Tour de France che il Giro d'Italia poiché lo vedeva più adatto ai percorsi francesi. Anche Richie Porte gli piaceva molto, un ragazzo rispettoso e determinato come pochi. Giovedì sera partiremo in una decina per seguire le tre tappe del prossimo fine settimana. Poi in parecchi torneremo in Francia per l'eventuale apoteosi finale di Parigi, ma incrociamo le dita per scaramanzia: come dice il nostro idolo il Tour non è ancora vinto».
Comprensibilmente felice il diesse storico di Nibali e Porte, Carlo Franceschi, attuale presidente del GS Mastromarco: «E' impossibile esprimere tutta la mia gioia, nel vedere due ragazzi che ho diretto al vertice del Tour de France. Vincenzo è in una condizione atletica eccezionale, superiore addirittura a quella del Giro d'Italia dello scorso anno e può vincere sicuramente il Tour. Il podio attuale mi sembra probabilmente quello finale, con quel Richie Porte che conosco bene e che rispetto. Ha corso un anno con noi e all'arrivo della Parma-La Spezia 2008 l'ammiraglia dell'ex-ciclista russo Piotr Ugrumov lo urtò inavvertitamente causandogli la frattura del bacino e il susseguente stop di oltre un mese. Tuttavia stiamo seguendo un Nibali strepitoso, fortissimo, tranquillo e determinato, che mi ha sorpreso sul pavé della quinta tappa e che sta meritatamente entrando nel novero dei grandi campioni di ogni epoca».
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