Giancarlo Ferretti: «Moser e Pozzato battano un colpo»

PROFESSIONISTI | 27/06/2014 | 07:29
In occasione del ritiro della Nazionale Italiana a Malè (TN) abbiamo incontrato Giancarlo Ferretti, professionista dal 1963 al 1970 e successivamente brillante e vincente direttore sportivo di Bianchi, Ariostea, GB, MG Maglificio, Riso Scotti e Fassa Bortolo. Oggi Ferron è il consigliere personale del Commissario Tecnico Davide Cassani, che ha voluto al suo fianco il Sergente di Ferro nell’avventura azzurra da poco iniziata.

Come si trova in questa veste?
«Bene, ho pochi problemi nel mio ruolo. Affianco Davide con grande piacere, gli dico la mia, ci confrontiamo, ma alla fine decide tutto lui. Davide ha le idee chiare e le qualità necessarie per essere un ottimo CT. Non potrei dire altrimenti, se non pensavo che avesse tutte le carte in regola per svolgere questo mestiere al meglio non avrei accettato di stargli a fianco».

Che Nazionale state costruendo?
«È meglio dire che sta costruendo e precisare che siamo ancora lontani dal mondiale. Siamo a fine giugno, a Ponferrada si correrà a fine settembre. Dopo il Tour de France sarà tempo di tirare le fila. Ho visto i nomi che Davide ha convocato a questo ritiro e condivido le sue scelte. Ha selezionato 20 ragazzi, quelli che sono andati bene finora, con i quali può costruire una bella squadra. Battaglin, Colbrelli, Modolo e gli altri si sono distinti con prestazioni molto positive. Gli unici due che devono ancora dimostrare di meritare la convocazione sono Pozzato e Moser. Moreno ha dimostrato appena passato professionista di essere un corridore di valore, è impossibile che sia sparito nel nulla. Pippo ha talento ma ciò che importa alla fine per vestire la maglia azzurra è far vedere che vai forte quando serve, il resto non conta. Spero si ritrovino entrambi perché sarebbero due pedine importanti per Ponferrada, ma ripeto al momento “sarebbero” non “sono”».

Come possiamo vincere il mondiale?
«Non so se Davide avrà una squadra adeguata a un’ambizione così grande, ma la speranza è l’ultima a morire. Visto il materiale umano a disposizione può costruire senz’altro un bel gruppo in grado di muoversi bene e fare bella figura, con giovani alle prime esperienze in un mondiale questo sarebbe già importante. Abbiamo ragazzi promettenti che hanno un avvenire sicuro, ma obiettivamente quest’anno partiamo con una possibilità molto piccola di centrare il risultato massimo. Dobbiamo puntare a una bella gara fatta bene, gli italiani che verranno in Spagna a fare il tifo agli azzurri o seguiranno il mondiale davanti alla tv devono divertirsi. Se poi arriva subito un bel risultato tanto meglio».

da Malé, Giulia De Maio
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COMMENTI
Non mi piace l'accoppiata
27 giugno 2014 08:19 venetacyclismo
Bè parere tutto personale , non mi piace l'accoppiata Cassani/Ferretti, il cambiamento con il passato , un passato da cancellare un futuro speranzoso di cambiamento , non so , me lo auguro ma dubito ........per favore Pozzato , ma dai!! Moser cosa è successo ? la tegola Ulissi non doveva succedere era la punta , non siamo messi bene , ma lo sappiamo e Cassani deve lavorare con calma e noi lasciarlo lavorare senza fargli fretta, saremo capaci ?

La (giusta) ragione del duo Cassani/Ferretti
27 giugno 2014 09:49 Bartoli64
Il duo Cassani/Ferretti potrà anche non piacere, però è stato proprio l’attuale CT (al suo primo incarico tecnico nel ciclismo) a volere il suo vecchio Maestro al fianco, e c’è anche da capirlo.

D’altronde chi meglio di Cassani conosce le qualità tecniche, il carisma, l’esperienza e le particolarità caratteriali del “Sergente di Ferro”?

Evidentemente a lui quelle qualità servono, così come gli occorre una persona più anziana e più navigata con il quale confrontarsi su pareri, impressioni e scelte e poi, anche l’indimenticabile Franco Ballerini, non era solito andare spesso a trovare il "CT dei CT" (Alfredo Martini) per conoscere il suo sempre illuminato parere?

Si lo so, il passato di “Ferron” non depone bene in quanto a vicende poco chiare con il doping, ma cerchiamo di non dimenticare che ha lavorato nel periodo più buio e difficile della farmacia proibita, un periodo in cui le mani nella “melma” ce le dovevano infilare tutti, anche i massaggiatori.

Per questo (e vale per quasi tutti i protagonisti di quell’infelice periodo) sarebbe il caso di “amnistiare” anche i ricordi, cosa che anche Ivano Fanini ha auspicato più volte.

Bartoli64

bartoli64
27 giugno 2014 12:17 limatore
Non sono d'accordo. L'Ariostea è stato l'inizio di tutto. Se vuoi ripulire devi "tagliare" con il passato. E invece? CT e consigliere arrivano da lì. A me non piace.

Concordo pienamente
27 giugno 2014 13:35 fieracicly
Non è questo un bel segnale una bella immagine di cambiamento , ma non è detto che la FCI voglia cambiare , quindi avanti .......poi non dite che lo si sapeva, già abbiamo iniziato , il capitano non c'è più .....ciao Ulissi e ora ?

Ok, ma allora da dove lo tagliamo stò "fil rouge"?
27 giugno 2014 13:37 Bartoli64
Caro Limatore,
ma se ragioni così allora ci devi collegare la PDM degli anni ‘80, il caso-Simpson degli anni ‘60, le "anfe" ai tempi di Coppi e via discorrendo fino agli albori del ciclismo…

Posto il fatto che è tutto da dimostrare come sia stata realmente l’Ariostea l’inizio di tutto (mentre per più esperti di questo ambiente l’inizio del c.d. “doping scientifico” è ascrivibile al Record dell’Ora di Moser), ma ora che vogliamo fare?

Stò “fil rouge” che unisce il doping nel ciclismo di tutte le epoche da qualche parte bisognerà pur tagliarlo non trovi? E non trovi che tagliarlo da troppo indietro non serva assolutamente a nulla?

Bartoli64

Io sarò ancora più drastico, come mio solito...
27 giugno 2014 16:03 Fra74
ma, personalmente, non avrei convocato e non convocherei mai più tutti quei ciclisti che, seppur possano gareggiare, in passato hanno subito una squalifica; in merito al Sig. Pozzato, nota la vicenda della frequentazione con il Dott. Ferrari.
Ma la FCI ci aveva provato per poi tornare indietro, ahimè.
E, comunque, non vi è bisogno di una postilla della FCI, basterebbe che l'attuale CT non li convocasse stile codice etico, ma forse, è chiedere TROPPO.
Francesco Conti-Jesi (AN).

Grande Ferretti!
27 giugno 2014 18:00 teos
Mi chiedo come sia possibile che un grand'uomo di ciclismo come lui sia a casa, lui che è stato capace di guidare Petacchi a vincere una Sanremo e tutto quel popò di tappe nei GG nel magico 2005 (e scusate se è poco..)! Personalmente mi ritrovo al 100% nelle sue parole: Pozzato e Moser sono due indiscussi talenti ma la maglia azzurra bisogna meritarsela con i risultati e non col nome o col potenziale. Pozzato l'ho supportato per tanto tempo, ma da un paio d'anni ho perso la speranza che possa mai riuscire a correre sui livelli di un campione, Moser invece spero che possa riuscire a ritrovarsi anche se penso che per quest'anno al massimo potrà avere qualche lampo nella migliore delle ipotesi ma non un picco di forma tale da poter convincere Cassani a convocarlo.

Spero comunque si tengano bene a mente le sue parole:

"Abbiamo ragazzi promettenti che hanno un avvenire sicuro, ma obiettivamente quest’anno partiamo con una possibilità molto piccola di centrare il risultato massimo. Dobbiamo puntare a una bella gara fatta bene, gli italiani che verranno in Spagna a fare il tifo agli azzurri o seguiranno il mondiale davanti alla tv devono divertirsi".

Non mortifichiamo i ragazzi qualora arrivi un 10o o un 20o posto, stiamo piuttosto attenti che centrino l'obiettivo principale di interpretare al meglio la corsa. Sarebbe già una vittoria.

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