PROFESSIONISTI | 13/06/2014 | 10:00 Nonostante sia di Avola, e a dispetto della sua pelle ambrata, Paolo Tiralongo difficilmente è nero. I cinque minuti vengono anche a lui, perché è un tipo sanguigno, vero. Ma in questi anni da bergamasco, ha anche imparato a gestire le sue emozioni e a riordinare i suoi pensieri. Dopo le tante polemiche che hanno accompagnato questo Giro d’Italia, il trentasettenne (li compirà l’8 luglio, cinque giorni dopo Aru) corridore dell’Astana ci confida alcune sue osservazioni, che da idee potrebbero anche diventare regolamento. Come si dice in questi casi? Quando le critiche sono civili e costruttive…
Paolo, da questo Giro d’Italia cosa hai imparato? «Si impara sempre, tutti i giorni, però credo che si sia giunti al momento in cui qualcosa di nuovo e di diverso vada fatto, in materia di regolamento. Intanto, quando ci sono delle tappe come quelle del Gavia e dello Stelvio, secondo me l’organizzazione dovrebbe comunicare fin dalla presentazione del Giro quale è il piano B. Non trovo giusto che tutto rimanga secretato fino a poche ore dal via. Non trovo giusto che noi corridori e le nostre squadre non possano andare a provare anche la tappa e le tappe alternative che potrebbero andare a sostituire quelle a rischio».
E qui ci siamo. Poi… «Sempre per la chiarezza e la sicurezza, abolirei i rifornimenti fissi. Il ciclismo è cambiato. Oggi questo esercizio è diventato anacronistico e pericoloso. Ognuno di noi vai due tre quattro volte alle ammiraglie, non è più necessario andare avanti con questo rito che non ha più senso».
Hai altre idee? «Sì, ancora una. Oggi, nelle tappe piatte, quelle adatte ai velocisti, giustamente la classifica viene congelata a 3 km dal traguardo. Io allargherei, sempre per la sicurezza, questo spazio a 5 chilometri». Tre idee che meritano una riflessione.
... che derivano da una grande esperienza e da una grande competenza.
Bravo Paolo, hai perfettamente ragione!!
Bartoli64
P.S. (Nota per l'articolista) il "riordino dei pensieri" e la "gestione delle emozioni" non sono caratteristiche pressochè esclusive dei bergamaschi. E dalli con stè affermazioni eh!
il Pelo
13 giugno 2014 20:07ewiwa
Su tutti i blog pur di fare polemica insensata ci si attacca "al pelo".....qui il pelo è la gestione bergamasca delle emozioni......vogliamo accontentare i polemizzatori a tutti i costi? bene la gestione delle emozioni è uguale in tutto il mondo conosciuto ed in quello da scoprire....ora va bene?
Ma Basta
14 giugno 2014 00:32Line
scusate piano B ?
ma andate a vedere l'ordine di partenza del prologo di domani del giro di svizzera
tutti i migliori delle squadre partono nei primi
come mai ' perché le previsioni meteo possono vederle tutti
perciò la tappa dello Stelvio al Giro dove si andava a 2800 metri non andava fatta
la salute dei corridori e questa ?
complimenti ai regolamenti
Marco
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