TECNICA | 12/06/2014 | 08:07 Vi proponiamo il lavoro del dottor Paolo Menaspà, ex corridore e
attualmente Master of Science presso l’Australian Institute of Sport,
dal titolo “Consistency of Commercial Devices for Measuring Elevation
Gain” pubblicato sull’International Journal of Sports Physiology and
Performance nel quale Menaspà con Franco M. Impellizzeri, Eric
Haakonssen, David T. Martin e Chris R. Abbiss ha confrontato 6 strumenti
(garmin e SRM) sulla stessa salita per valutarne potenzialità e limiti,
per poi confrontare più di cento tracciati Garmin della Maratona delle
Dolomiti.
INTRODUZIONE I dispositivi che sfruttano
microtecnologie disponibili in commercio sono ampiamente utilizzati per
monitorare l’attività fisica e sportiva. Per molte attività all’aria
aperta (ad esempio ciclismo, escursionismo, sci di fondo) la distanza
verticale percorsa (cioè il dislivello) contribuisce in modo
significativo al carico di lavoro. Detto questo il dislivello totale
(TEG) è un fattore chiave che influenza l’esito della prestazione. Gli
scienziati, allenatori e atleti spesso utilizzano dati TEG per
monitorare, quantificare, riprodurre e/o organizzare un piano di lavoro
con determinati carichi. I dispositivi disponibili in commercio
calcolano il dislivello con altimetri barometrici e/o sistemi di
posizionamento globale (GPS) per determinare l’elevazione. Nonostante
l’importanza di conoscere il dislivello affrontato durante il
monitoraggio dell’attività fisica e della performance sportiva, la
coerenza dei dispositivi disponibili in commercio non è stata stabilita.
Pertanto, lo scopo di questo studio era di determinare la consistenza
dei diversi dispositivi tipicamente utilizzati per la misurazione
dell’elevazione e del dislivello in attività all’aperto e manifestazioni
sportive.
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