La tappa del Mostro fa paura. Ma con tutto il rispetto per Michael Rogers che non ha rubato nulla, così come i Pellizotti, i Bongiorno e tutta la brigata degli attaccanti del mattino (19 corridori evasi dopo soli 8 km di corsa), la tappa dello Zoncolan non sarà ricordata per l’emozione di una sfida tra gli uomini di alta classifica. Sarà ricordata per come è stata ancora una volta confezionata a regola d’arte da Enzo Cainero, l’alpino-commercialista che fa tornare sempre i conti (voto 10). Pubblico delle grandi occasioni. Alcuni di questi un tantino svitati, con quell’insano desiderio di mostrare la propria deficienza in favore di telecamera, salendo in groppa ai corridori. A loro - ai pirla - voto 1. Come il loro QI (quoziente intellettivo).
Michael ROGERS. 9. Ha la fortuna di trovare lungo la sua strada un tifoso idiota che sbilancia il povero Bongiorno e in pratica gli dà il via libera.
Franco PELLIZOTTI. 8. Vorrebbe regalare e regalarsi una bella vittoria di tappa. La insegue in questa ultima settimana tutti i santi giorni, con impegno e pazienza. Gli manca sempre qualcosa. Oggi, diciamolo pure, gli manca solo un pizzico di fortuna.
Manuel BONGIORNO. 8. Trova sulla sua strada un deficiente. È bravo a non precipitare e a salire fino in cima difendendo il suo terzo posto. Io sarei sceso a riempire di botte il tifoso.
Dario CATALDO. 6,5. Ancora all’attacco. Purtroppo ancora respinto dalla montagna.
Mattia CATTANEO. 6,5. Chiude in crescendo il suo Giro. Ieri una buonissima crono, oggi tutto il giorno a prendere aria in faccia.
Nairo QUINTANA. 6. Vince il Giro, ma oggi, non lo nascondo, speravo nel sigillo finale. Invece gioca sulla difensiva. Conta le pedalate come un ragioniere di Cuneo. Il pubblico dello Zoncolan si meritava ben altro atteggiamento da parte della maglia rosa. Lo so, ci saranno tantissimi che diranno che si sono divertiti da pazzi. Io no. Vince Quintana, il colombiano triste. Che tristezza.
Rigoberto URAN. 7. Non è Quintana in salita, nemmeno Aru, ma difende il suo secondo posto andando all’attacco. Nel dopocorsa si fa apprezzare per la simpatia. Battutista incallito, lo batte solo Quintana.
Rafal MAJKA. 6,5. Dopo aver sofferto tanto nei giorni scorsi potrebbe precipitare. Invece sulle aspre pendenze dello Zoncolan rimane bene attaccato ai primi.
Fabio ARU. 7. Giornata difficile. Diciamo pure difficilissima. Ci avevo fatto la bocca buona ed ero pronto a festeggiare il suo secondo posto in classifica generale, e invece vive una tappa durissima che potrebbe pagare carissimo. Con lucidità da corridore navigato, non si fa prendere né dallo sconforto né tantomeno dalla smania di recuperare. Le gambe sono buone, e lo sapevamo: ma che testa.
Domenico POZZOVIVO. 5. Fa quello che può, con le energie che gli sono rimaste. Forse fa anche di più. Difende il suo 5° posto, sputando l’anima. Ma chiude chiaramente in flessione.
Pierre ROLLAND. 5. Arriva alla resa dei conti con le gambe in croce. Forse, visto come aveva corso nelle precedenti tappe, non aveva ben presente il finale di questo Giro.
Cadel EVANS. 4. Già ieri con la spia rossa. Anche oggi. Peccato per il vecchio e caro Cadel.
Ivan BASSO. 4. Aveva dato appuntamento sullo Zoncolan, ci arriva tardi. Onore, in ogni caso, ad un grande corridore che ha fatto di tutto per onorare questa corsa.
Ryder HESJEDAL. 4. Ci ha messo l’anima, e forse anche qualcosa di più. Ma non è bastato.
Quintana ha vinto il giro perché è stato il più forte. Caro direttore, lei stesso mi insegna che non è la maglia rosa che deve attaccare ( solo il grande Eddy Merckx lo poteva fare )ma al contrario gli avversari. se non l'hanno fatto è solo perché non avevano gambe. Aru ha corso bene e sicuramente ha un futuro ma questo giro l'ha perso come gli altri. Questa è la verità anche se non piace. La tristezza non è la faccia di Quintana ma vedere giornalisti e media dare la colpa alla tappa dello Stelvio, questa è tristezza. Bisogna saper perdere ed onorare sino in fondo i vincitori, niente più il resto è aria fritta. Il colombiano avrebbe vinto in ogni caso.
Il voto a Rolland
31 maggio 2014 23:35pickett
Bisognerebbe dargli 8,altro che 5!Anzi,invece di dargli un voto,bisognerebbe fargli un monumento,perché se questo Giro noioso non é stato noiosissimo lo dobbiamo solo a lui,l'unico che ha attaccato veramente(non a 500 metri dall'arrivo)e lo ha fatto praticamente in tutte le tappe di montagna.Fossero tutti come lui big stranieri che vengono al Giro!
Per gilocas e pickett
1 giugno 2014 08:58Piccio
Complimenti: Quanto avete scritto è Perfetto!!!
... in barba alle tante scempiaggini esposte da cosi detti giornalisti, improduttivi sia per l'economia nazionale che per il rispetto allo sport
Stagi lascia perdere
1 giugno 2014 11:13paree
Stagi lascia perdere non dare i voti non li sai dare, se un giornalista oggi dà lo stesso voto a Aru e a Uran non è il suo lavoro lascia perdere Aru oggi ha deluso ed Uran è stao superiore alle aspettative, senza parlare del voto a Basso oggi e a questo giro merita un NC solo per il fatto che ha dichiarato che arrivava nei 10 al termine del giro...
Stagi ha ancora toppato
1 giugno 2014 13:53runner
Mi perdoni Direttore, ma è tutto il Giro che da' voti fuori luogo e, come prova di questo, sono numerosi i commenti dei lettori a questo proposito.
Innanzitutto lei si permette di affibbiare voti esageratamente negativi a questo o a quell'altro corridore senza motivi.
Come fa a dare un misero 6 a Quintana che nella tappa dello Zoncolan ha controllato alla perfezione la corsa, guadagnando anzi ancora altri secondi su tutti?
E come fa a dare un miserissimo 5 a Pozzovivo che ha tirato il gruppetto dei migliori dietro a Quintana per tutta la salita, senza ricevere (ancora una volta, come ad Oropa)un solo cambio né da majka, né da Rolland né da Aru?
Aru è una bellissima sorpresa e merita di essere valorizzato, ma mi pare che vi sia una disparità di trattamento da parte della stampa (e di conseguenza dei tifosi)nei confronti di Pozzovivo, ottimo 5° in generale, spesso all'attacco che è maturato molto come atleta.
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