ANDRONI. Savio: non siamo vassalli di nessuno

GIRO D'ITALIA | 21/05/2014 | 20:46
Nella tappa partita da Collecchio, era prevista una fuga di uomini fuori classifica che, per la lunghezza del percorso, sarebbe arrivata al traguardo di Savona. Nella strategiadella Androni Venezuela, era prevista la presenza di un suo portacolori, in grado di giocarsi il successo finale. Per varie ragioni, nessun corridore della formazione italo venezuelana è riuscito ad inserirsi nel drappello di 14 fuggitivi. Ragion per cui, caso più unico che raro, in una grande corsa come il Giro d’Italia, un team di categoria Professional si è assunto totalmente l’onere della corsa mettendosi ad inseguire i fuggitivi. La condotta di gara dei corridori diretti da Gianni Savio e Giovanni Ellena, è stata criticata da più squadre e una polemica è sorta quando, in occasione della caduta che ha coinvolto alcuni corridori, la maglia rosa Cadel Evans ha invitato gli Androni Venezuela a desistere dall’inseguimento.
«Non siamo vassalli di nessuno – ha dichiarato il Team Manager Gianni Savio - non
accettiamo ordini, meno che mai da Cadel Evans. Noi lo rispettiamo e lui deve rispettare noi. Noi abbiamo attuato il fair play quando c’è stata la caduta e quindi, accertato che tutti i corridori si erano rialzati, abbiamo detto ai nostri di riprendere a tirare».
Da quel momento la formazione italo venezuelana è riuscita a recuperare un distacco di quasi cinque minuti per preparare l’attacco finale del proprio capitano Franco Pellizotti che sull’erta finale, prima dell’arrivo a Savona, è passato al terzo posto nel Gran Premio della Montagna vinto da Julian Arredondo. Pellizotti - che occupa ora il ventesimo posto della Generale - e gli altri cinque attaccanti sono stati ripresi in
discesa dove dal gruppetto dei migliori si è sganciato l’australiano Michael Rogers giunto vittorioso al traguardo.
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