LE PAGELLE DI STAGI. Gilbert immenso, Valverde poca cosa
PROFESSIONISTI | 20/04/2014 | 17:37 Gilbert cala il tris, noi risaliamo qualche posizione. Dopo il 50° con Pozzato alla Roubaix ecco l’8° di Gasparotto all’Amstel. Corsa molto controllata e fin troppo tattica. Diciamo pure una delle edizioni dell’Amstel meno spettacolari in assoluto (voto 5). Solo sull’ultimo Cauberg si accende la gara, quando è ormai tempo di spegnere il televisiore.
Philippe GILBERT. 10. Un colpo perfetto sul Cauberg, quando Valverde, Kwiatkowski e Gerrans sembrano pronti a giocarsi l’Amstel. Ma questi tre non hanno fatto i conti con lui, con Philippe Gilbert, il quarto uomo che coglie un fantastico tris nella corsa della birra. Una sparata da campione del mondo, che su questo traguardo ha conquistato la maglia iridata nel 2012. Autentico cacciatore di classiche, nel suo ricco palmares figurano una Liegi-Bastogne-Liegi, due Giri di Lombardia, una Freccia Vallone, due Parigi-Tours, una Clásica San Sebastián, una tappa al Giro, una al Tour e cinque alla Vuelta a España. In carriera, con quella di oggi, ha totalizzato 56 vittorie. Quest’anno - dopo la Freccia del Brabante – conta due vittorie personali.
Enrico GASPAROTTO. 7. Arriva 8°, e dopo il sesto posto di Sonny Colbrelli alla Milano-Sanremo per il ciclismo italiano questo è il miglior risultato in questa arida primavera ciclistica. È una corsa che gli si addice, e la corre con grande attenzione e lucidità. Ma non ha lo smalto dei giorni migliori.
Christophe RIBLON. 8. Una corsa tutta all’attacco e contro vento. Assieme a Van Heck è l’ultimo e cedere a 10 chilometri dal traguardo. Da applausi. Bravi, bravissimi anche Greg Van Avermaet e Jakob Fulgsang, che corrono con grande temperamento e lucidità in ottica squadra.
Matej MOHORIC. 7. Giovane lui, giovanissimo anche Alexey Lutsenko, iridati tra gli Under 23 rispettivamente nel 2013 e 2012. Entrano tutti due nella fuga dei dieci, con i nostri Manuel Belletti e Nicola Boem: a proposito, bravissimi anche gli uomini dell’Androni Giocattoli e della Bardiani CSF. Danno un senso alla loro giornata di Pasqua: voto 7.
Vincenzo NIBALI. 6. Buon lavoro per la squadra, ma buono anche per se stesso dopo 16 giorni di lavoro a Tenerife. Forse, nel penultimo giro, si muove un po’ avventatamente in un pezzo di strada pianeggiante battuto però da un vento laterale maledetto: prova a mettere alla frustra il gruppo, ma Valverde lo blocca prontamente. In ogni caso le «prove tecniche» di trasmissione sono buone: domenica prossima alla Liegi ci si può divertire.
Joaquin RODRIGUEZ. 7. D’incoraggiamento in vista del Giro. Cade, picchia lo sterno, lo trasferiscono all’ospedale per accertamenti. Nessuna frattura, solo una buona serie di botte.
Alberto RUI COSTA. 5. È lì, nelle posizioni migliori per poter dire la sua. Ci sono anche Cunego (5,5) e Ulissi (5), ma sul Cauberg perdono il treno e vengono rimbalzati indietro. Bene il giovane Mattia Cattaneo (6,5), che riporta nel finale Rui Costa nelle prime posizioni.
Alejandro VALVERDE. 5. Considerato che era dato in grande condizione e al momento clou era lì a recitare la parte del protagonista, resta sul più bello con un piede su e uno giù al momento dello scatto di Gilbert. Di fatto è il grande sconfitto di giornata.
BMC. 9. Una corsa perfetta per i rossoneri di Gilbert. Nelle fasi calde della corsa tutto il giorno. Sono i primi a muoversi per tenere controllata la fuga e poi ad uno ad uno si muovono per rendere la corsa dura e tirata. Determinante anche l’attacco finale sul Cauberg di Samuel Sanchez che accende la miccia. Poi Gilbert mette d’accordo tutti.
Pier Augusto Stagi – direttore di tuttoBICI, tuttobiciweb.it e tuttobicitech.it
Avessimo noi italiani una "poca cosa" come Valverde, in questa gara! Considerando poi che è dall'inizio di stagione che si batte. Sicuramente non è il più simpatico
del gruppo, ma in bici è un grande.
pagelle
20 aprile 2014 19:13colt
sono daccordo con i voti dati dal direttore a parte cunego che secondo me un 5.5
e troppo alto.e arrivato 50esimo a 1,01 da gilbert.per fortuna che era in un periodo di forma.
mah !
20 aprile 2014 20:09effepi
secondo me paragonare la corsa delle magnifiche tre punte lampre con il "in grande forma" Cunego con mezzo voto più di altri ( chissà perchè !?) a Valverde non mi sembrano voti imparziali
Naturalmente
20 aprile 2014 21:55warrior
Il direttore si è dimenticato del secondo degli italiani all'arrivo, con un tredicesimo posto che è certamente un ottimo risultato, considerata l'età ed il fatto di non avere avuto, come Gasparotto, uno squadrone e un gregario d'eccellenza come Nibali. Per non parlare dell'altra squadra italiana wt.
Boem e Belletti
20 aprile 2014 23:33jack64
A loro un bel 7,5/8. Gli altri di questi team darei un 5 politico.
Italia poca cosa...
21 aprile 2014 10:08rebelde
E'comunque avvilente il panorama che si staglia all'orizzonte anche per le prossime Freccia e Liegi per noi italiani. Tecnici impreparati,materiale umano non all'altezza perché privo di esperienza internazionale fin dagli under23'poconabituati a correre all'estero e mancanza di sana "FAME". Il rischio concreto e'che tanti giovani neopro prendano ad esempio Filippo Pozzato, il ciclista forare più sopravvalutato della storia della pedivella italica. Dopotutto i giornali son sempre a dedicargli articoli e copertine,trascurando tanti bravi giovani, ma alla fine mi chiedo-Pozzato cosa ha vinto?-. Una Sanremo direte voi, grazie, rispondo io, quella l'ha vinta pure un tale Marc Gomez nei primi anni 80, ricordate? Poi Pozzato ha vinto qualche corsa di seconda categoria e un campionato italiano,dove deve ringraziar finché vive il buon Mazzanti...quindi?Avete visto il palmares di Gilbert?E mica fa dichiarazioni roboanti come il vecchio biondino di Sandrigo...povera Italia....
Ed un bel 4 in pagella anche ai giornalisti
21 aprile 2014 15:33runner
Mi spiace direttore, ma un bel 4 in pagella lo merita anche lei, insieme ai giornalisti della Rai per aver completamente dimenticato - per l'ennesima volta - Davide Rebellin, che alla straordinaria età di 43 è giunto 13° e 2° degli italiani. Neppure una citazione, neppure un'intervista, neppure un voto in pagella. Perchè? Solo in Italia siamo capaci di non dare il giusto merito ad un corridore modesto e serio che in oltre 20 anni è sempre stato ad altissimi livelli con un palmares da fare invidia a chiunque: Liegi, Freccia Vallone, Amstel, Tirreno Adriatico, Giro del Mediterraneo ed un mucchio di altre vittorie e piazzamenti importanti. In quasiasi altra nazione sarebbe osannato e portato ad esempio. Meno in Italia, naturalmente, dove per anni esaltiamo mezze figure come Pozzato, Scarponi ed altri...La scusa è che Rebellin 6 anni fa (l'unica volta in oltre 20 anni di carriera...) è stato coinvolto in una storia di doping? Ma allora facciamo lo stesso anche con i vari Contador, Valverde, Basso e compagnia, anziché far finta di nulla. Due pesi e due misure, come sempre...
Pagelle
21 aprile 2014 18:38Alfonso
Direttore Stagi lei è troppo permissivo nei confronti di Basso e co ed è stranamente severo per non dire spietato con Rebellin che sta dimostrando con i fatti e non con le parole di essere un atleta straordinario, ma lei puntualmente, come si dice a Napoli 'lo schifa'. Le suggerisco inoltre di non avventurarsi in troppo ottimistici pronostici con Filippo Pozzato perché si rischiano figuracce, pare che lei ne è un grande collezionista..... Senza rancore naturalmente.
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