PIEPOLI. Lotta al doping, capiamo che è “cosa da non fare"

STORIA | 18/04/2014 | 08:26
La Scuola Volontari di Truppa dell’Aeronautica Militare (SVTAM) di Taranto ha ospitato il convegno “No Doping” organizzato dalla Federazione Ciclistica Italiana. All’evento hanno partecipato il presidente del Comitato Regionale FCI Puglia Pasquale De Palma, il vice presidente regionale Giovanni Monaco, il referente provinciale FCI Taranto Giovanni Nardelli, il Colonnello Roberto Leo (comandante della scuola) e il consigliere comunale della città di Taranto Michele De Martino oltre alle numerose società agonistiche ed amatoriali della regione Puglia.
 
L’incontro, primo di una serie di eventi che coinvolgono il capoluogo jonico quale prossima sede della quinta tappa del Giro d’Italia (con arrivo a Viggiano in Basilicata), mercoledì 13 maggio, è stato anche occasione per premiare gli atleti pugliesi che si sono distinti per i risultati conseguiti nella scorsa stagione.
 
L’agenda dei lavori si è incentrata principalmente sul tema del doping, sul quale è intervenuto tra gli altri, l’ex ciclista professionista Leonardo Piepoli che raccontando la propria esperienza personale in maniera toccante ed emozionante, ha evidenziato fortemente la necessità di educare i giovani alla cultura dei veri valori dello sport, ripudiando in maniera categorica il ricorso alle sostanze proibite quale “scorciatoia” per facili quanto ingannevoli successi.
 
Leonardo Piepoli ha rivolto le sue parole principalmente ai bambini e ai giovani ciclisti sottolineando che non sono i due anni di squalifica per doping il vero problema, ma quello che ne deriva, affrontando vari aspetti della sua esperienza.
 
Ha ricordato che il perdono delle persone che ti vogliono bene non è tardato ad arrivare, ma perdonare se stessi per avere tradito le persone che ti amano è molto più complesso e difficile. Ancora oggi, dopo 5 anni, gli basta incrociare un suo antico tifoso per sentire integro il peso di averlo deluso.
 
La parte conclusiva del sincero ed onesto intervento di Leonardo Piepoli riguarda il futuro. Piepoli si è rivolto in maniera particolare agli adulti presenti per dire: «I giovani vanno educati alle “regole”. Poche regole, semplici, chiare ma percepite. Ho voluto fare un parallelismo di “regola” evidenziando che “l’omicidio” non è preso in considerazione nella risoluzione dei problemi nella vita di tutti noi. Qualsiasi sia l’entità e la gravità del problema, nessuno di noi sognerebbe di compiere un delitto umano. Conosciamo talmente bene che è “sbagliato” quell’atto che il blocco nasce già nel nostro inconscio, questa è la “regola” che intendo". La speranza è che ciascuno di noi riesca a trasmettere la “regola” del “no doping” a qualcuno vicino a noi con tutta la sua profondità in modo che il doping sparisca dalle possibilità che la nostra mente possa prendere in considerazione».
 
Nonostante tutto, Piepoli dichiara di essere ottimista per le nuove generazioni, affermando che rispetto a 15-20 anni fa, quando ancora in maniera superficiale si vedeva nel doping un semplice “aiutino”, oggi il doping è percepito come una vera e propria “cosa maledetta” su cui tutti “puntano il dito”. La vittoria sul doping si fonda proprio sulla percezione della “cosa da non fare” .
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COMMENTI
Ma è mai possibile .........
18 aprile 2014 14:04 passion
che per maturare questi sani principi bisogna prima "delinquere" ? Persone come Piepoli che riescono ad elaborare pensieri così intelligenti e propositivi, NON DOVEVANO permettere che il ciclismo arrivasse dove è arrivato. Penso che lui abbia colto l'aspetto più importante è fondamentale della lotta al doping. Alle nuove generazioni va insegnato che la cosa più importante è che barare significa anche e soprattutto rispondere un domani alla propria coscienza, l'unica che non ci farà mai sconti. Bravo Piepoli, molto più bravo di quando correvi e vincevi!!!

uno, cento, mille....Piepoli
18 aprile 2014 14:19 canepari
FORZA RAGAZZI!!! dobbiamo farcela.... l'inganno non è bello. SALVIAMO IL NOSTRO SPORT!

W i contributi dei Piepoli ma, guardiamo ad un futuro migliore.
18 aprile 2014 17:10 Bastiano
Io sono molto felice che ogni persona che ha fatto ricorso pesante al doping oggi critichi prima se stesso e poi, il sistema. Senza ipocrisia, dovrebbero tutti ammettere che c'è stata un epoca dove TUTTI ricorrevano al doping e chi è stato preso, non è diverso da chi l'ha fatta franca.
Per il futuro, è fondamentale che si arrivi ad istituzionalizzare il secondo controllo obbligatorio dopo sette anni che, potrebbe smascherare chi oggi può accedere ad un doping più avanzato.

doping
18 aprile 2014 19:02 siluro1946
Nooo, un altro predicatore, l'Italia è piena di predicatori che parlano bene e razzolano male. Diamo spazio a chi si è sempre comportato con coerenza. No, anche Piepoli, no.

Al "mostro di coerenza" (Siluro1946)
22 aprile 2014 16:58 Bartoli64
Dai siluro che ne hai sparata un’altra delle tue (caxxate)!!

Ma si può sapere di che prediche vai cianciando? Qui si tratta semplicemente di un ex professionista che, sia pur facente parte di un sistema-doping che si era ormai “istituzionalizzato”, ha riconosciuto di aver sbagliato ed ora è li davanti ai ragazzi a parlarne senza nascondersi e senza scaricare colpe sugli altri.

Dai fenomeno! Dimmi un po’ quali sarebbero quelli “coerenti” ai quali bisognerebbe dare spazio?
Quelli che si sono mandati dentro di tutto però non lo hanno mai confessato (specialmente perché mai beccati), oppure quelli che (sia pur presi con le mani nella marmellata) ancor oggi si professano innocenti.

Dai siluro1946, esci allo scoperto e fai il “coerente” anche tu!

Bartoli64

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