MACCHI. Fabrizio e la galleria del vento Ferrari. FOTO
TECNICA | 05/04/2014 | 09:09 Alta tecnologia, determinazione ferrea e un pizzico di ironia che soprattutto nell’ambito sportivo non dovrebbe mai mancare. In più il prolungamento del tesseramento con il Gruppo Sportivo Forestale: e siamo a 3 anni consecutivi.
Con questi presupposti Fabrizio Macchi è pronto per i Mondiali su pista che si disputeranno ad Aguascalientes, in Messico. L’ironia nasce dal disegno di Speedy Gonzales (quale gesto simpatico verso il popolo dell’America Centrale) sul casco, la determinazione è quella che lo ha sostenuto nei giorni di allenamento sulla pista di Montichiari (pari a 1339 km ovvero 5356 giri); l’alta tecnologia porta dritti dritti alla galleria del Vento della Ferrari ed è questo l’aspetto più interessante di una preparazione meticolosa come sempre.
Per conquistare la prima maglia iridata (su pista) Fabrizio Macchi, 43 anni, ha sostenuto una serie di prove con lo scopo di scegliere i materiali - body e casco prima di tutto - e stabilire quale sia, nei confronti dell’aerodinamica, la posizione migliore in bicicletta.
I test sono stati coordinati da Ferdinando Cannizzo, responsabile della Ferrari per il programma olimpico in collaborazione con il Coni. E’ proprio lui che spiega il valore del lavoro svolto nella galleria del vento.
«La galleria del vento viene utilizzata per ottimizzare la posizione del ciclista sulla bicicletta e l’assetto/configurazione della bicicletta stessa con l’obiettivo di ridurre al minimo la resistenza aerodinamica. La considerazione che Fabrizio corra con una gamba sola non ha creato nessun problema. Non riesco a ricordare neanche un episodio in cui questo aspetto abbia avuto rilevanza se non durante la progettazione del nuovo supporto moncone che Fabrizio ci ha chiesto di migliorare per aerodinamica, ergonomia ed integrazione con la bicicletta».
Fabrizio Macchi non è l’unico atleta ospitato dalla Ferrari. Cannizzo spiega: «In generale la galleria del vento viene utilizzata per tutti gli sport olimpici in cui gli aspetti tecnologici rivesto un ruolo importante per l’ottenimento della prestazione. Recentemente tra gli altri siamo stati coinvolti con tiro con arco, canoa (strumentazione pagaia), canottaggio per gli sport estivi e pattinaggio short track, sci discesa libera e salto, bob, slittino per gli sport invernali. Noi speriamo che la collaborazione con CONI e con il CIP, Comitato Italiano Paralimpico, continui ancora a lungo».
Macchi è uscito dalla galleria del vento della Ferrari con soluzioni nuove per la scodella sulla quale si appoggia il moncone della gamba sinistra, per il materiale con cui è composta la superficie posteriore (la schiena) del body.
Adesso non resta che aspettare i giorni iridati: 10-13 aprile ai 1900 metri d’altitudine di Aguascalientes. Macchi darà l’assalto alla medaglia d’oro in tre specialità: l’inseguimento individuale, specialità dove ha conquistato un bronzo olimpico ad Atene 2004 e tre medaglie di bronzo ai Mondiali. Poi sarà al via del km da fermo, dello scratch (all’esordio come disciplina paralimpica) e parteciperà al Team Sprint insieme con Elia Botosso e Andrea Tarlao. La spedizione azzurra, c’è anche Fabio Anobile, sarà diretta dal cittì Mario Valentini.
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