LUTTO | 14/03/2014 | 16:13 Una valanga che si è staccata poco dopo le 14 ieri dalle pendici dell’Alpe di Succiso, in località Rio Pascolo nell’Appennino Reggiano, ha travolto due giovani scialpinisti di Berceto. Tragico il bilancio: il primo escursionista, Vincenzo Romano di 32 anni, è stato individuato a distanza di alcune ore dall’incidente ma era già morto. Liberato dai due metri e mezzo di neve sotto cui era sepolto, nonostante i tentativi di rianimarlo i soccorritori non hanno potuto far altro che costatarne il decesso.
Gli uomini del Saer hanno poi estratto dalla neve Simone Marraffi, 21enne di Berceto che purtroppo è morto questa mattina all’Ospedale Maggiore di Parma, dove era giunto in condizioni gravissime nel pomeriggio di ieri trasportato dall’elisoccorso. Maraffi aveva corso fino allo scorso anno, quando ha vestito la maglia della Podenzano tra i dilettati per due stagioni.
Sul posto, a seguito dell’allerta giunto da altri escursionisti presenti in zona – tra i quali un giovane di Felino, - sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino Emilia Romagna. L’allarme è scattato da un testimone oculare che ha assistito al notevole distacco delle dimensioni di circa 250 metri per 150, nel pendio est della montagna, tra il Monte Casarola e l’Alpe di Succiso.
I due giovani bercetesi stavano praticando lo sci d’alpinismo, uno con lo snowboard e l’altro con gli sci, ed entrambi erano provvisti di A.r.t.v.a, il dispositivo per rintracciare le persone sepolte dalle valanghe.
Sul posto, oltre ai tecnici del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico di Reggio Emilia (Stazione Monte Cusna) e Parma (Stazione Monte Orsaro), anche l’elisoccorso del Saer di stanza a Pavullo nel Frignano – che ha trasportato sul posto anche due unità cinofile da valanga – e l’eliambulanza inviata dall’Ospedale di Parma. La zona – al confine con Parma e Massa Carrara – è tra le più ambite in Emilia per lo scialpinismo. La procura di Reggio Emilia ha aperto inchiesta.
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