MOSER. Gli 80 anni di Aldo

STORIA | 10/02/2014 | 08:55
In ritardo, ma non fuori tempo massimo, almeno lo speriamo, dobbiamo – e con grande piacere – fare giungere al capostipite (primo dei dodici fratelli nati dal matrimonio fra Ignazio Moser e Cecilia Simoni) e capostitpite anche ciclistico della dinastia dei Moser, Aldo,i più vivi auguri e le felicitazioni per il significativo traguardo che  ha superato venerdì 7 febbraio: ottantanni.
E' stato un eccellente corridore, titolare di una lunga carriera – professionista per ventanni, dal 1954 al 1974 – con soli dodici (lui dice, sempre sommessamente, sedici contando forse le maglie) successi ad illustarne il palmarès e una serie infinita di piazzamenti. Un corridore veramente completo e, nel suo caso, assolutamente competitivo su tutti i terreni penalizzato però, in fatto di vittorie, dall'assoluta mancanza di spunto veloce.
Il “bocia”, questo l'appellativo che gli fu attribuito all'esordio nel glorioso sodalizio dell' U.S. Montecorona, passaggio obbligato per l'iniziazione ciclistica dei Moser e di altri protagonisti del ciclismo trentino, era corridore di sicuro affidamento, serio, taciturno, costante che ha catalizzato la passione del Trentino per le due ruote cedendo poi il testimone al vulcanico fratello Francesco. Le sue caratteristiche erano, e sone, praticamente, l'identikit del carattere dei trentini.
Ha iniziato da “bocia” e, proseguendo con la terminologia alpina, ha finito da “vecio”. E, se non fosse incorso in un incidente con un'autovettura, avrebbe continuato ancora. Un personaggio schivo ma vero.
A festeggiarlo nella sua Palù di Giovo, al Palazzetto dello Sport, quasi una festa a sorpresa, erano circa in quattrocento fra i quali il presidente della Provincia Autonoma di Trento Guido Rossi con l'assessore Tiziano Mellarini, grande amico del ciclismo, e altre autorità come i sindaci della valle.
E tanti, molti amici a testimonianza dell'affetto di cui sempre gode, meritatamente, il grande Aldo che, schivo come sempre, emozionato per la circostanza, ha ringraziato nel suo stile, con poche ma commosse parole.
Ancora auguri.

g.f.
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