Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto questo e altro ancora, verrà svelato nel documentario “Anatomy of a G.O.A.T.”, in uscita oggi, dove verranno raccontati i dati raccolti da WHOOP e analizzata la prestazione del campione sloveno. Ma i numeri, da soli, non spiegano il primato.
C’è un dato che colpisce più degli altri: durante il Tour de France 2026, mentre l’intensità della corsa metteva alla prova il riposo di tutta la squadra, Tadej Pogacar avrebbe dormito in media otto ore a notte. E con una regolarità del sonno dell’84% è risultato il più costante tra i corridori dell’UAE Team Emirates-XRG. Le informazioni, rese note da WHOOP, partner del campione e della squadra, sono al centro di “Anatomy of a G.O.A.T.”, il documentario che debutta oggi su Eurosport e HBO Max.
Il sonno è soltanto un tassello del ritratto. La frequenza cardiaca a riposo dello sloveno è di 38 battiti al minuto, contro una media di 42 registrata fra sei compagni di squadra. La sua variabilità della frequenza cardiaca (HRV) arriva a 100 millisecondi; quella degli stessi compagni si attesta, in media, intorno a 80. Sono misurazioni raccolte con dispositivi indossabili e riferite da WHOOP: indicatori utili per descrivere il recupero e la risposta dell’organismo, ma da leggere nel contesto individuale, non come un verdetto assoluto sulla forma.
Il documentario prova a collegare quei parametri alla prestazione in gara. Geraint Thomas ricorda una salita affrontata insieme a Pogacar, durante la quale entrambi superavano i 400 watt. Thomas era concentrato sullo sforzo; lo sloveno, racconta, trovava il fiato per conversare. Un aneddoto che rende l’idea della facilità apparente con cui Pogacar riesce a sostenere ritmi durissimi.
C’è poi la scalata al Plateau de Beille, al Tour de France 2024. Analizzando 73 ascese del campione a partire dalla Vuelta del 2019, il fisiologo Fred Grappe del team Groupama FDJ ha stimato per quella salita una potenza media di circa 460 watt, ipotizzando un peso corporeo di 65 chilogrammi. Nel confronto proposto, Jonas Vingegaard avrebbe mantenuto 444 watt, Remco Evenepoel 422 e Félix Gall 380. Si tratta di stime, non di misurazioni dirette: il peso ipotizzato è parte essenziale del calcolo.
Il documentario mette in evidenza anche la capacità di recupero indicata dall’ex allenatore Iñigo San Millán, che cita test metabolici e parametri legati alla risposta dell’organismo. Accanto alla fisiologia, però, c’è una routine meno spettacolare e forse decisiva: Pogacar attribuisce importanza alla cena, al rilassamento e all’organizzazione della mattina successiva. E il compagno Tim Wellens riassume così la difficoltà di allenarsi con lui: «È più facile gareggiare che uscire ad allenarsi con Tadej».
I numeri aiutano a descrivere un atleta fuori scala; non sono, da soli, una formula per replicarlo. Il documentario li accompagna con testimonianze e analisi per raccontare il rapporto fra corpo, recupero e prestazione. Il primo documentario di Anatomy of a G.O.A.T. - serie dedicata ai numeri uno dello sport - sarà trasmesso su Eurosport 2 oggi alle 13:50 e disponibile in streaming su HBO Max.

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