Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di nuovi eventi, maschili e femminili, nell’ambito dell’Africa Tour Uci, pronto a passare da 16 a 26 e ad offrire dunque una grande proposta.
Effetto Kigali 2025, visto che l’eredità duratura di una rassegna iridata ha la sua rappresentazione più evidente proprio in Rwanda, dove farà il proprio debutto una gara di un giorno (Kigalian Classic, 1.1) proprio al termine del Tour du Rwanda, ormai consolidato in veste di appuntamento principale su scala continentale (aggiungiamo con un format che permette di ospitare le migliori compagini sviluppo del World Tour, garantendo però la presenza di continental africane e nazionali, in primis la corazzata Eritrea).
Nel Paese delle Mille Colline, l’altra novità di rilievo è rappresentata dall’Isonga Junior Men Tour, inserito in Coppa delle Nazioni Juniores (ragazze e ragazzi, dal 14 al 16 maggio), con tutto il blasone che ne consegue. Non è finita: a fine settembre ecco il Tour du Rwanda donne, seguito da una corsa di un giorno, estensione delle gare femminili che diventa ancor più propizia nel momento in cui Team Amani accoglie Ashleigh Moolman Pasio come General Manager.
Con una certa Kim Le Court come faro del movimento, alle Mauritius daranno quindi vita nel prossimo mese di giugno ad un giro a tappe sempre per le donne (appendice maschile di una giornata).
Tornando al Tour du Faso, le tappe pianeggianti che si susseguono mettono in mostra la superiorità dei ciclisti algerini, in particolare lo sprinter Yacine Hamza (3 successi) e con lui Anes Riahi. Si dirà che sono cognomi di seconda schiera sul piano mondiale, molti di loro parrebbero destinati a restare in questo novero, eppure i fermenti provenienti dal Burkina tracciano una rotta: dalla Capitale Ouagadougou, il Presidente, Capitano Ibrahim Traoré, ha deciso di triplicare i premi, fino al totale di 82 mila euro, di cui 7 mila al vincitor e(sarà ancora il local hero Paul Daumont?).
Poi, per capire cosa sta succedendo, torna utile uno sguardo ai recenti campionati africani svoltisi per il terzo anno consecutivo in Kenia. Fanalino di coda in termini di gare Uci ospitate (a meno che non si parli di Cape Epic), il Sudafrica ha lanciato Lisa Bone, 27enne che attraverso il titolo a cronometro ed il secondo posto in linea, ha gettato le basi per il passaggio nel World Tour con EF Education – Oatly. Non trascurabile l’affacciarsi di nuove nazioni nelle gerarchie africane, basti pensare al secondo posto, sempre nella keniana Kisimu del marocchino Driss El Alouni, argento tra gli Elite. Chi tocca in cielo con un dito è poi il senegalese Neriah Meunier Sow, per il quale la partecipazione al Tour de l’Avenir con la maglia del World Cycling Center, ed il quinto posto ai campionati africani in linea, premia, con il passaggio al Team Bike Aid del promettente 21enne, l’azione della struttura legata all’Uci.
Una strategia chiara quella del centro con sede principale a Paarl, in Sudafrica, tradottasi anche in un camp ai 2000 metri di Edloret, sede d’allenamento in altura fin qui conosciuta specialmente dai podisti. Ma le cose cambiano e rapidamente: un programma di sviluppo promosso dal Cio e rivolto ai giovani atleti ha permesso ad esempio al sudafricano Madison Bateson di diventare campione africano juniores, mettendo a frutto quelle pedalate in quota. Ai Giochi Olimpici della Gioventù di Dakar, per la prima volta sul suolo africano, il compito di consolidare ancor di più la traiettoria di crescita. Un ponte sportivo tra Continente e Mondo intero: una festa unica.

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