AREA ZERO. Santello: un progetto che cresce

PROFESSIONISTI | 05/02/2014 | 09:06
Grande soddisfazione per tutto il clan di Area Zero D’Amico che domenica a Donoratico al suo debutto ha subito centrato un magnifico podio con Andrea Pasqualon, terzo alle spalle della forte coppia Neri Yellow Fluo Simone Ponzi e Mauro Finetto.

Sotto il podio il più commosso ed emozionato di tutto il team era senza dubbio Paolo Santello, il preparatore atletico di Area Zero D’Amico che segue quotidianamente i suoi ragazzi. Preparatore ma non solo, Paolo Santello, classe 1951 veneto di Pianiga (Venezia), è colui che più di ogni altro ha lavorato con impegno, passione e dedizione insieme ai team manager Andrea Tonti e Ivan De Paolis alla realizzazione del progetto Area Zero.

Santello cosa ha provato domenica a Donoratico?
"Vedere Andrea sul quel podio è stata una gioia immensa. Sono contento soprattutto per lui. Prima della partenza l’ho abbracciato e ci siamo parlati e lui sa bene il perché. Quindi a fine corsa a vederlo li, sul podio, non ho potuto fare a meno di commuovermi. Tutti noi abbiamo sempre creduto nelle sue possibilità. E’ un corridore che può andare lontano e puntare a risultati importanti e questo risultato sono sicuro che gli darà ulteriore slancio e sicurezza nei suoi mezzi rinforzandolo nel fisico e soprattutto nella testa."

Il Gp Etruschi doveva essere il km zero, non male come partenza?
"Siamo molto soddisfatti. Non poteva esserci esordio migliore, penso che tra le continental italiane siamo quella che ha meglio figurato reggendo bene il confronto con le compagini World Tour e Professional. E’ la dimostrazione che lavorare sodo, con sacrifici e impegno alla fine paga sempre. Il podio ha rappresentato la ciliegina sulla torta. In realtà anche se fossimo arrivati quarti o comunque con un altro piazzamento tra i dieci saremmo stati ugualmente soddisfatti perché abbiamo visto un gruppo fantastico. Non dimentichiamoci che sono tutti giovanissimi e che fatta eccezione per Pasqualon e Ciavatta, tutti gli altri erano all’esordio tra i prof. Nonostante la distanza importante di circa 200 km e il finale molto duro, con il doppio passaggio sulla salita di Segalari, con punte al 13% tutti i corridori hanno chiuso la corsa, ma soprattutto hanno dato il 100% interpretando in modo perfetto la lettura che avevamo dato alla corsa."

Insomma la tattica è stata rispettata?
"Si, i ragazzi hanno messo in pratica alla lettera gli insegnamenti impartiti Andrea Tonti e dall’altro d.s. Massimo Codol. Dovevamo esserci nella fuga con almeno un uomo e siamo riusciti a entrare con due corridori, Tecchio e Chinello che sono rimasti poi fuori con il gruppo dei battistrada per quasi 150 km. Nel finale poi le nostre punte erano proprio Ciavatta e Pasqualon e così è stato con Pasqualon bravissimo a tenere in salita e giocarsi poi le sue chances in volata. Complimenti a tutti anche Silvio Giorni, Gianluca Mengardo, Simone Petilli e Stefano Tonin si sono mossi molto bene a supporto della squadra per finalizzare il risultato."

Avete dimostrato di essere un bel gruppo...
"Penso proprio di si. Il gruppo è la nostra forza, siamo una famiglia una squadra. Ci tengo a ricordare anche gli altri tre componenti del team questa volta rimasti ai box, perché per Area Zero D’Amico gli 11 corridori che formano la rosa sono sempre tutti titolari e pronti a correre: Gianluca Leonardi, Charly Petelin e Giovanni Carboni che con i suoi 18 anni è il più giovane professionista in Italia. Tre ragazzi splendidi, durante l’inverno tutti hanno lavorato con il massimo impegno e nell’arco della stagione avranno modo di mettersi in luce e dimostrare il proprio valore già a partire dai prossimi impegni, il 21 saremo al via del Trofeo Laigueglia. C’è grande entusiasmo, i ragazzi non vedono l’ora di rimettersi il dorsale sulla maglia e partire!"

Un gruppo che Tonti e De Paolis hanno allestito con molta attenzione...
"Certo, gli 11 corridori che compongono area Zero non sono qui per caso, sanno che sono stati cercati, scelti e voluti per fare parte di questo progetto. Una selezione che si è basata oltre che sull’aspetto sportivo soprattutto su una forte componente etica che sta alla base del progetto Area Zero. Chi ha deciso di partecipare a questa squadra, atleti e staff, si impegna a rispettare le nostre regole e la componente etica per noi è fondamentale, su questo non si transige. Anche gli altri componenti del team meccanici, massaggiatori, medico, mental trainer, responsabili della comunicazione tutti sono stati scelti perché siamo convinti che con la loro professionalità possano dare un valore aggiunto ai corridori, alla squadra, al progetto. Vogliamo dare il massimo ai nostri corridori che sono qui per correre, vincere ma soprattutto per crescere e imparare ad essere dei veri professionisti."

Per Paolo Santello cos’è il ciclismo?
"Il ciclismo è tutta la mia vita. Andrea Tonti lo sa, lui per me è come un figlio. Sono stati il suo d.s tra dilettanti nel 1996 alla Pasta Montegrappa ma poi non ho più smesso di seguirlo. Ho lavorato con lui per tanti anni quando era un corridore e l’ho visto raggiungere traguardi importanti che lo hanno portato a vincere e ad avere un ruolo importante anche in nazionale ma soprattutto l’ho visto fare un percorso di maturazione con impegno e sacrificio. Ora che è sceso dalla bici continuiamo a lavorare insieme con lo stesso impegno e la voglia di mettere la nostra esperienza a disposizione dei nostri corridori con la speranza di vederli andare molto lontano. Andrea, e anche Massimo Codol, possono trasmettere davvero tanto a questi ragazzi. Tonti e De Paolis stanno portando avanti un progetto importante e il ciclismo ha bisogno di voltare pagina e guardare avanti e il futuro sono proprio i giovani, come i nostri corridori."

Nelle foto Paolo Santello assieme ad Andrea Pasqualon e ad Andrea Tonti, Massimo Codol e Ivan De Paolis.
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COMMENTI
Cosa altro aggiungere?!?
5 febbraio 2014 12:10 Fra74
Ha già detto e spiegato, benissimo, tutto, PAOLO SANTELLO, un grande UOMO in primis, a mio parere, e forse, "dimenticato" dal CICLISMO per un certo periodo, solo, perchè, forse, non usa, e mi permetto,non sa usare, bonariamente e scherzosamente, twitter e facebook come qualche altro: ogni riferimento a persone e fatti non è puramente voluto, è il frutto del caso.
Complimenti a PAOLO SANTELLO che segue questi ragazzi in modo quasi PATERNO, complimenti a Lui per aver scommesso su ciclisti giovani e, forse, ancora inesperti, vedi TECCHIO e GIOVANNI CARBONI, ma sopratutto, GRAZIE, Sig. PAOLO SANTELLO, per aver scelto tutti ragazzi che sono volenterosi e caparbi, magari, non saranno CAMPIONI, ma sono già una SQUADRA e si toglieranno numerose soddisfazioni in questo ambito,anche al LAIGUEGLIA, io presumo. In bocca al Lupo, Paolo...e saluta la "VIOLA" e la tua splendida FAMIGLIA!!!!
Francesco Conti-Jesi (AN).

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