ISCHIA. Nasce la "Cento chilometri dell'Isola"

AMATORI | 02/02/2014 | 07:45
Il vento burrascoso di scirocco, ieri, aveva tenuto lontano da Napoli gli amici di Ischia, da Enzo Scotto a Roberto Albano, da Gianluca Trani a Luigi Lombardi, al vernissage della prima edizione della loro “100 Chilometri dell'Isola di Ischia”. Ma aveva, al tempo stesso, innescato in parallelo lo zefiro gentile del ricordo autobiografico, in Davide Cassani, riferimento istituzionale, nel ruolo di nuovo C. t. della Nazionale azzurra, vista l'assenza annunciata del presidente della FCI Renato Di Rocco, impegnato all'estero.
«Per me, venire a Napoli, anche quando è cattivo tempo, anche quando sole non c' è, è sempre un gran bel giorno - raccontava Cassani - anche perchè, qui da voi, nel '92, ho vinto forse la corsa più bella della mia carriera, il Giro della Campania. Battendo, a Sorrento, io che uno sprinter proprio non ero, due campioni come Franco Ballerini e Maurizio Fondriest...».
«Una vittoria inattesa, e perciò ancora
più bella, nella memoria». E la provocazione spontanea scivolava appunto, considerata anche la sua inedita responsabilità federale, su una richiesta della platea di appassionati, che ha bisogno appunto di un tramite forte, e non solo locale, per avere un adeguato riscontro.
«Come sarebbe bello, certo, che tornasse in calendario una classica nobile, come il vostro Giro della Campania...».
La più antica delle corse del ciclismo del Centro-Sud, nata nel 1911, e che all' esordio aveva vissuto anche l' ambizione della gara a tappe, per poi acquisire il suo fascino definitivo di classica in linea principe, e che sarebbe tenacemente sopravvissuta alle due Guerre ed avrebbe coniugato la sua gloria alle imprese di Learco Guerra e Fausto Coppi. Il 'Giro della Campania', e la sua festa di primavera, in genere, sul bordo della 'Sanremo', avvinta alle pagine preziose de 'Il Mattino', pensiamo a Riccardo Cassero, fino al congedo nel 1993, già, proprio l'anno dopo il successo di Cassani, con il trionfo ultimo di Stefano Della Santa. E prima di una effimera ripresa, meritevole di miglior sorte, nel biennio 2000-01 ed i successi di Dario Frigo ad Agropoli, in una giornata di tregenda, e Dimitri Konychev, a Caserta: già uno Zar dell' ultima Russia, davanti alla Reggia dei Borbone, noi c' eravamo. 63. edizione, 2001, save the date.

«Come sarebbe bello che tornasse il Giro della Campania...» ribadiva Davide Cassani, dunque, uno che di corse se ne intende. Per la bellezza dei paesaggi e la varietà delle altimetrie, per la spettacolarità tecnica di un territorio che non ha - pure nel ridotto ciclistico - eguali, in Italia.
Una corsa dai tracciati variegati, che ha conosciuto, a Napoli, gli arrivi all'Arenaccia e gli sprint a via Caracciolo, ma ha saputo altresì coinvolgere il tessuto di tutte le province, per uno spartito dalle letture varie. Con i traguardi diversi di Sorrento, abbiamo detto, dove il 'Campania' (Paolini, '77) fu anche valido come prova unica di Campionato italiano, Agropoli, Caserta...
Una corsa nazionale profondamente azzurra, anzi bianco-celeste, se pensiamo all'immagine di Coppi nel '55 sull'Agerola, e che il primo vincitore straniero l'avrebbe conosciuto solo nel '76, con lo sprinter più veloce del mondo, Rik Van Linden, a superare Marino Basso e Roger De Vlaeminck.
Alla Camera di Commercio, ieri, sensibili alla lezione del passato sportivo, c'erano imprenditori attenti ascoltatori. E nel 2014, che saluta giusto un nuovo atleta napoletano - Gennaro Maddaluno - nel plotone dei professionisti, forse è l'occasione giusta, con l'input di Davide Cassani, portavoce, e solo testimonial, di pensare alla candidatura di un Giro della Campania per il 2015. Il ciclismo, nella volatile Napoli ancor più, non può vivere di soli ricordi. Poniamo, il deja vu della partenza del Giro nel 2013 da declamare ai posteri. No, vuole ritorni.
 
GIAN PAOLO PORRECA
da 'Il Mattino', 1 febbraio 2014

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