Scarponi: il mio sogno è un posto sul podio

| 06/05/2006 | 00:00
Michele Scarponi è partito per il Giro con grandi speranze, anche se non si è fissato obiettivi precisi: l’ambizione del marchigiano è quella di riscattare la delusione dello scorso anno. «Nel 2005 un virus mi ha messo ko e stavolta voglio riscattarmi: sono molto motivato, anche perché so di essere un corridore adatto alle corse di tre settimane e perché posso contare su una squadra molto forte, adatta soprattutto a far buone cose in montagna. Con me ci sono corridori come Unai Osa, Serrano, Caruso e Abeja che hanno forza ed esperienza». Il Giro resta l’obiettivo principale del tuo 2006. «Sì, almeno della prima parte. Finora le cose non sono andate come avrei voluto, ma ora ho ritrovato la condizione ideale. Non faccio previsioni, voglio solo andare forte. In questo Giro la qualità dei partecipanti è molto alta e mi piacerebbe salire sul podio». Sei andato a scoprire le tappe più difficili? «Sì, anche se a Plan de Corones non ho potuto salire a causa della neve. Ma ho percorso tutte le salite principlai, in particolare quelle della penultima tappa». 1uanto conteranno le crono in un Giro pieno di salite? «Io credo che conteranno molto - Basso per esempio può guadagnare molto terreno - ma nella terza settimana in salita può cambiare tutto: anche chi perderà tempo a cronometro, potrà recuperare terreno». Chi vedi come favorito? «Dico Savoldelli, perché nessuno interpreta la corsa come lui. Poi Basso e Simoni. Un gradino sotto vedo Cunego e Di Luca». Quale sarà la vostra corsa? «Non toccherà a noi controllare il gruppo, ma abbiamo gli uomini per essere protagonisti nelle fughe e sulle montagne». Dove si deciderà il Giro? «Ci sono tappe difficilissime, ma io credo che la penultima da sola valga un Giro intero. E sarà la tappa che assegnerà la maglia rosa».
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