Si annuncia una battaglia molto aperta tanto per la classifica generale quanto per i successi parziali all’Arctic Race of Norway 2026. Assente tutto il podio dello scorso anno (né il campione uscente Corbin Strong né Tom Pidcock e Christian Scaroni saranno della partita a questo giro), la breve corsa a tappe norvegese incoronerà un nuovo campione e, verosimilmente, premierà anche nuovi vincitori di giornata lungo il suo svolgimento.
Andiamo ad analizzare dunque, passando in rassegna la startlist ufficiale, chi andrà con grande probabilità ad infiammare da oggi fino a domenica la tredicesima edizione della gara scandinava .Pro che, in maniera assolutamente paritetica, proporrà due giornate per le ruote veloci e altrettante (le ultime due) per i puncheur e gli aspiranti al trionfo finale.
Guardando il campo partenti che si è andato a radunare in queste ore in terra norvegese, in base alle loro caratteristiche e a quanto fatto vedere in stagione, i primi due nomi da indicare come primi favoriti sono quelli di Lennert Van Eetvelt e Thomas Silva. Entrambi esplosivi e dotati di quel kick per lasciarsi alle spalle gli avversari sulle pendenze in doppia cifra, il belga e l’uruguaiano potrebbero essere i veri fari di una corsa che però, per quanto concerne la conquista della maglia gialla “sole di mezzanotte”, vedrà sicuramente anche altri atleti coltivare importanti sogni di gloria.
È questo il caso, ad esempio, di Byron Munton (apparso molto solido in salita al Sibiu Tour concluso al secondo posto dietro a Lorenzo Finn), di Sebastian Berwick (vincitore del Presidential Tour of Türkiye a inizio maggio), di Johannes Kulset (che, da norvegese, avrà dalla sua motivazioni extra) e di un super veterano come Wout Poels (con i suoi 38 anni il più anziano in corsa) a cui, certamente, non mancano esperienza e solidità per tentare di primeggiare in manifestazioni del genere.
In casa Unibet Rose Rockets (alla disperata ricerca di punti UCI per chiudere la stagione fra i migliori tre ProTeam del ranking) l’olandese potrebbe fare corsa parallela a quella di Odd Christian Eiking che, mosso da dolcissimi ricordi (l’ex Intermarché nel 2019 ha vinto su quello che sarà quest’anno il traguardo della terza tappa), potrebbe ritagliarsi un ruolo di primo piano al pari di uomini che magari non partiranno con i principali favori del pronostico come Bjoern Koerdt (che non ha affatto sfigurato alla Vuelta a Burgos di settimana scorsa), Mark Donovan (4° al Sibiu Tour all’inizio dello scorso mese), Jon Agirre (Euskaltel-Euskadi) e Joris Delbove (TotalEnergies).
Punti di riferimento assoluti per quanto riguarda invece le tappe con finale adatto agli sprinter dovrebbero essere da una parte Ethan Vernon e dall’altra Casper van Uden. Tutti e due vittoriosi in stagione, sia l’inglese della NSN (che all’Arctic Race ha sempre combinato grandi cose come dimostrano le tre vittorie in classifica generale ottenute in passato) che l’olandese della PicNic PostNL hanno sulla carta qualcosa in più rispetto al resto della concorrenza che si troveranno al fianco nelle frazioni con i finali veloci che però, è risaputo, non sono mai scontate.
Non è da escludere quindi che dalla mischia possano uscire vincitori anche corridori che partono appena dietro di loro nelle gerarchie come Erlend Blikra (in cerca di riscatto dopo le difficoltà palesate al Giro e un opaco Tour of Denmark), Lionel Taminiaux (Lotto Intermarché), Paul Hennequin (Euskaltel-Euskadi), Cole Kessler (Modern Adventure), Jason Tesson (TotalEnergies), lo stagista in maglia XDS Astana Nikiforos Arvanitou e Karsten Feldmann (Unibet Rose Rockets) che, sgravato delle mansioni da ultimo uomo di Groenewegen, potrebbe aver carta bianca per andare a caccia di un successo nella corsa di casa.
Concentrandoci invece sul comparto azzurro che sarà chiamato a performare i prossimi quattro giorni in Norvegia, le aspettative (e le speranze) maggiori sono riposte su Alessandro Pinarello, Giovanni Lonardi e Ludovico Crescioli.
Il primo, se vicino alla condizione palesata alla O Gran Camiño di aprile, potrebbe inserirsi nella lotta per la maglia gialla e provare ad ambire a qualcosa d’importante nelle ultime due tappe a lui favorevoli, frazioni queste in cui potrebbe mettersi in luce anche il giovane portacolori della Polti VisitMalta che certamente, dopo aver dipinto un’annata fin qui decisamente rosea, non vuole smettere di stupire e scoprire i propri limiti. Restando tra le fila della formazione di Ivan Basso e Alberto Contador, Lonardi ha invece tutte le carte in regola per ben figurare allo sprint e contendere fino in fondo, anche con l’aiuto di uomini preposti a lanciarlo a dovere come Mirco Maestri e Andrea Pietrobon, la vittoria nelle tappe di oggi e domani.
Assieme a loro, tingerà di tricolore le strade del Nordland anche Alessandro Covi (Jayco AlUla) che non è escluso possa avere la possibilità, leggendo cosa la corsa gli offrirà, di giocarsi le sue cartucce in qualche circostanza. Nel complesso quindi, come l’anno scorso, saranno sei gli italiani al via, tutti alla prima esperienza nella corsa oltre il Circolo Polare Artico, latitudine questa dove da domani quindi, insieme ad 65 atleti (il totale è di 71 esordienti su 108 partenti), si troveranno a dare il loro primi colpi di pedale.
Sarà interessante vedere chi, tra le fila delle tante Continental scandinave invitate per l'occasione, saprà lasciare un segno nel corso delle quattro giornate di gara provando non solo a correre alla pari con gli alfieri delle formazioni professionistiche ma anche a ritagliarsi uno spazio in mezzo a loro.
Da questo punto di vista c'è curiosità attorno alla Svezia che si riaffaccerà dopo 13 anni sul palcoscenico dell’Arctic Race of Norway con l’unica formazione Continental attualmente in attività nel paese, il Lucky Sport Cycling Team: dopo un anno di adattamento, la formazione gialloviola ha notevolmente aumentato il livello del suo calendario prendendo parte a gare .1 e .Pro dove gli appassionati hanno avuto modo di osservare da vicino gesta come quelle del campione, finlandese su strada Axel Källberg, del giovane Teodor De Luca (secondo miglior giovane all’ultimo Tour of Denmark) e del campione estone in carica contro il tempo Frank Aron Ragilo che saranno i tre nomi da tenere maggiormente d’occhio nei prossimi giorni in Norvegia.
Un discorso simile, ma in casa Drali-Repsol, vale per Tobias Risan Nakken (settimo a Corato nello scorso Giro Next Gen) e soprattutto Toralf Rydnigen Martinsen, rivelatosi al grande pubblico quest’anno con le convincenti prestazioni al Tour of Rhodes, alla Fleche du Sud e in particolare al Tour of Austria dove ha terminato ottavo sia nella tappa regina che in classifica generale.
In corsa Toralf ritroverà da avversario quella che fino all’anno scorso era la sua squadra, il Team Lillehammer CK, dove le maggiori responsabilità le avrà molto probabilmente l’ex EF Education-NIPPO Development Henrik Teslo Fjellheim. Stesso ruolo, ma nel Team Ringerike, lo ricoprirà Kevin Andre Messel, vincitore della gara di casa (il sempre combattuto GP Ringerike) e solo elemento della squadra in grado, assieme a Ludvik Holstad (anche lui convocato), di ottenere un piazzamento nei dieci in questo 2026.
Anche grazie a loro, la Norvegia (paese che nei libri dei record della corsa vanta il maggior numero di successi di tappa) sarà la nazione meglio rappresentata al via da Evenes domani con ben trenta elementi, diciannove in più di Belgio e Francia: chissà se, fra questi, vi sarà anche il nome di colui che riuscirà a rompere un digiuno che per i padroni di casa dura ormai da quattro anni visto che l’ultimo corridore norvegese capace di far sua l’Arctic Race è stato Andreas Leknessund nel 2022.
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