MAGRETTI, lo scienziato che andava a pedali

STORIA | 26/12/2013 | 10:12
Tre indizi fanno una prova, recita un consolidato detto. Nel caso di Paolo Magretti, il vincitore della Milano-Torino corsa il 25 maggio 1876, la più antica classica del ciclismo italiano, della sua identità, del suo essere dapprima corridore ante litteram in gioventù e quindi, nella vita, scienziato naturalista entomologo di rilevanza internazionale, sono stati acquisiti e provati molti più di tre indizi.
Questo grazie anche a un soprassalto di curiosità e interesse attorno alla figura di Paolo Magretti, nato a Milano nel 1854 e morto a Paderno Dugnano, nella frazione di Cassina Amata dove c’è la tomba di famiglia, nel 1913. Proprio in occasione della ricorrenza del centenario dalla scomparsa, la municipalità di Paderno Dugnano ha patrocinato un attivo Comitato, formato da varie realtà locali, per celebrare la ricorrenza. 

Il comitato ha iniziato l’attività il 25 settembre 2012 con un riuscito convegno alla biblioteca Tilane sulla figura di Paolo Magretti corridore ciclista, proprio alla vigilia della Milano-Torino, la classica de La Gazzetta dello Sport riproposta, dopo qualche anno d’interruzione, dalla valida organizzazione dell’A.C. Arona di Antonio Bertinotti. 

Alla partenza di Settimo Milanese, il feudo di un notissimo personaggio del ciclismo quale Alcide Cerato, l’assessore alle Attività Culturali del Comune di Paderno Dugnano, Rodolfo Tagliabue, e il presidente del Consiglio di Quartiere di Cassina Amata, Christian Gorla, presenti Francesco Moser e il presidente F.C.I. Renato Di Rocco, hanno consegnato, con le riprese TV di Raisport, un trofeo destinato al primo classificato al “traguardo Magretti”, posto, in tema, dopo 100 chilometri dalla partenza, vinto dal corridore bresciano Federico Rocchetti della Utensilnord, mentre il vincitore della corsa è stato il notissimo campione spagnolo Alberto Contador, solitario primo nella magnifica ambientazione della Basilica di Superga.

Proprio in occasione del convegno, brillantemente condotto dal giornalista della “rosea” Marco Pastonesi con molti altri suoi colleghi e personaggi di varie epoche e estrazioni del ciclismo, un’altra firma di primo piano della Gazzetta, Claudio Gregori, sempre attento e acuto ricercatore, avallava con quasi certa convinzione la tesi che Magretti ciclista e scienziato fosse la stessa persona. Formula quindi una pubblica promessa, quasi ad personam, rivolta a Francesco Spinello, l’appassionato naturalista-ricercatore e motore sempre in azione per valorizzare la figura del concittadino Magretti in tutti gli ambiti, privilegiando, in particolare, le prospettive verso i giovani studenti. 

Gregori assicura di voler approfondire l’argomento nel quadro delle sue ricerche, a tutto campo, su temi di corridori e biciclette anche e soprattutto in visione culturale, scavando in biblioteche, emeroteche, archivi di vario genere.
Promessa mantenuta da “Greg” (e non c’era da dubitarne). Claudio Gregori, in arte anche “Greg”, ha comunicato con una mail d’auguri a Spinello dello scorso 18 dicembre quanto riportiamo integralmente “Chiudiamo il 2013 con una bella sorpresa che conferma la nostra tesi. Che Paolo Magretti il naturalista e Paolo Magretti il ciclista sono la stessa persona. Cercando altro – sto facendo un libro sulla donna in bicicletta – ho trovato questo pubblicato su LA STAMPA del 21 luglio 1939, a firma Betra, in un articolo rievocativo sugli uomini di cultura e spettacolo che hanno amato la bici scrive «il dott. MAGRETTI, naturalista insigne, che con un biciclo di legno munito di gomme piene non esitò a lunghe escursioni in territorio africano…». SOLO QUESTO MA BASTA. Claudio Gregori”.

E la “certificazione” di Gregori, intelligente, curioso, serio e determinato ricercatore ha il valore di una sentenza, definitiva, risolutrice.
Una comunicazione che è in pratica giunta in concomitanza con l’ultima riunione del comitato Magretti che ha prefigurato altre iniziative nel nome dello scienziato-ciclista o ciclista-scienziato, secondo le preferenze, in tema di sostenibilità e sensibilizzazione ambientale per giovani e non, dove la bicicletta gioca un ruolo sempre più importante e sempre più attuale.

g.f.

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