INIZIATIVE | 09/12/2013 | 09:02 Com’era nelle intenzioni, rilevabile dalle premesse, conoscendo l’ideatore-realizzatore dell’evento – come si usa dire – una “firma” di primo rilievo della Gazzetta dello Sport, Marco Pastonesi, “Viva la fuga” coglie in pieno gli obiettivi per i quali è ideata. La location è prestigiosa, è la sala Parlamentino del Palazzo Giureconsulti, nella centralissima piazza dei Mercanti di Milano che immette in piazza Duomo. Il tutto nel contesto dell’importante rassegna Sports Movies & TV, la creatura di respiro internazionale del suo ideatore, Franco Ascani, poliedrico uomo di sport e cultura, nell’occasione attento spettatore. Tono disincantato, più happening che evento, il conduttore, brillante e bonariamente graffiante (e non c’è contraddizione in termini), Paolo Maggioni di Caterpillar, un pubblico motivato e interessato agli argomenti proposti e così le due ore trascorrono con interventi, variegati, rapidi sui vari aspetti e volti delle due ruote e dintorni. E’ presentata quella che è già più di una moda o di una novità, la bicicletta a scatto fisso, con la squadra Iride-demodé SC. con evoluzioni e acrobazie riservate a pochi. Poi la bella realtà della stazione delle Biciclette di San Donato. Segue poi la presentazione di libri “a cronometro” tre minuti ma non fiscali – cronometrista, bonario nel caso, Paolo Maggioni - a disposizione per ognuno degli autori di libri recentemente pubblicati in tema ciclismo-bicicletta, ma non solo. Apre Myriam Nordemann, poi, in successione, Sergio Meda, Matteo Sametti, Paolo Bottiroli, Stefano Peruch con Gabriele Pagani, Mauro Colombo e la poesia di Ennio Buongiovanni. Claudio Gregori, altra firma della rosea, declama, è il caso di dire, le dieci frasi ritenute più nobili, di vari personaggi, riferite alla bicicletta. I quiz e relativi premi per i vincitori sono naturalmente in tema ciclistico. Happening puro, e anche di più, nella riproposizione del “best of the best” della serie “Colazione al Giro”, rubrica quotidiana seguitissima di Gazzetta TV durante il Giro d’Italia. Ideatori, autori, sceneggiatori, attori protagonisti, tutto insomma, Marco Pastonesi e Paolo Condò, altra stimata firma, e di lungo corso, del giornale rosa, specializzazione calcio che da anni pratica, con passione, il Giro d’Italia. I due rivendicano con orgoglio – e coraggio goliardico – la paternità dell’idea vissuta con il fiato sospeso e le sopracciglia inarcate, invece, da gallonati della struttura redazionale. I due coinvolgono stimati colleghi giornalisti, corridori – tutti, siano campioni, siano gregari – d.s., meccanici, massaggiatori, camerieri e varia umanità che incrociano nell’albergo, ogni mattina prima della partenza della tappa, nelle loro performances davanti alle telecamera alla quale si concedono senza riserva mentale alcuna come si vede, divertendo e divertendosi. Fra i giudizi “tecnici” dei due compari è sottoscrivibile quello per il miglior buffet al Giro d’Italia riservato al comitato tappa di Saltara. Marco Pastonesi, il giorno prima di “Viva la fuga”, aveva ritirato nel salone d’onore del CONI, a Roma, il premio giornalistico per la saggistica con il libro “Attenzione, ciclisti in giro”, scritto con Fernanda Pessolano, Ediciclo Editore. Abbandonata l’ufficialità del Palazzo dei Giureconsulti, l’happening prosegue, in tema enogastronomico, per Pastonesi e la sua abituale compagnia di giro con bici e palla ovale mischiate, nella cave alternativa di Cabrio, zona Fiera, sede deputata e rinomata di tanti “terzo tempo”, non solo rugbistici.
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