OSCAR. Ottavio Dotti segue le orme di Luca Paolini

TUTTOBICI | 06/11/2013 | 09:00
Ottavio Dotti ha conquistato l'Oscar tuttoBICI Gran Premio GR Grafiche riservato alla categoria Allievi. Nato a Erba (Co) il 27 giugno 1997, corre per la Polisportiva Molinello, la stessa squadra in cui è cresciuto il "Gerva" Luca Paolini, e nel 2013 si è aggiudicato cinque corse tra cui il Trofeo Squillario a Biella e la classica Pavia-Lirio. In occasione della prestigiosa Coppa d’Oro si è dovuto accontentare della piazza d'onore, ma mercoledì sera 13 novembre sarà premiato come il numero uno della sua categoria a livello nazionale. Conosciamolo.

Sai che la Notte degli Oscar tuttoBICI sarà trasmessa in diretta su Raisport2? «L'ho letto (sorride, ndr). Questa vittoria non è capitata per caso, è da inizio stagione che con il mio allenatore Luciano Checchetto abbiamo puntato ad aggiudicarci questo premio. Ho preso parte appositamente a quasi tutte le corse valide per i punti, ho saltato solo quelle in occasione delle quali ero ammalato. Sono emozionato perché non so bene cosa mi aspetta in questo grande e prestigioso teatro, anche se ho sempre visto in tv la premiazione».


A quando risalgono le tue prime pedalate? «Ho iniziato a correre a 7 anni nella categoria G2. Prima ho praticato judo ma non mi divertiva tanto quanto la bici. La passione me l'ha trasmessa mio zio Roberto Dotti, che è stato campione del mondo stayer in pista. Mi ha proposto di provare e così ho iniziato, dalla seconda gara in poi le ho vinte praticamente tutte. Mi piaceva e andavo forte così ho continuato appassionandomi sempre più alle due ruote».


Come vai a scuola? «In bici (scherza, ndr). Frequento il 3° anno dell'Istituto Tecnico per Geometri a Erba e nel complesso me la cavo bene».

Da grande ti immagini ciclista? «Chiaramente mi piacerebbe arrivare al professionismo, ma ritengo sia importante proseguire negli studi per avere una valida alternativa. Nello sport, come sappiamo bene, può accadere di tutto».

Il tuo idolo? «Paolo Bettini, ho tutte le sue foto di quando correva vicino a casa e andavo a vedere le corse dei professionisti. Subito dopo di lui nella mia personale classifica c'è Luca Paolini perché è cresciuto nella Molinello e il mio allenatore è stato il suo primo allenatore quindi potete immaginare come sia venerato nella nostra squadra. Per di più quest'anno ha vinto al Giro d'Italia e indossato la maglia rosa…».

La tua corsa dei sogni? «Una tra le più affascinanti secondo me è la Parigi-Roubaix, io però sono uno scalatore veloce e non ho idea dell'atleta che potrò diventare. Un big a cui potrei assomigliare in futuro? Non ne ho idea, cercherò di fare del mio meglio perché Ottavio Dotti sia conosciuto con il suo nome, senza dover fare paragoni. Ad ogni modo è presto per pensare così in grande, intanto vengo a ritirare l'Oscar come miglior allievo poi per il domani vedremo...».

Giulia De Maio

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