Trek, la nuova sfida di Luca Guercilena

PROFESSIONISTI | 31/10/2013 | 09:16
Ha voluto la bicicletta e ora a Luca Guercilena tocca pe­dalare. In verità lui non si è mai tirato indietro, anzi, il noto e apprezzato preparatore milanese (è di Cassinetta di Luga­gna­no, un bor­go di duemila anime alle porte del ca­poluogo lombardo) è sempre stato uno che quando c’era da pedalare l’ha sempre fatto con grande passione e pro­fitto. Soprattutto quest’anno, quando si è trovato suo malgrado e per ac­clamazione (sono stati principalmente i corridori, da Cancel­lara ai fratelli Schleck, a chiederglielo) a prendere in mano il vascello di Ra­dio­Shack targato Flavio Becca. In pratica, dopo l’inchino molto poco ben riuscito al tycoon lussembuburghese, a Guercilena è toccato il difficile compito di salvare in corsa tutto il vascello, mettendo in pratica tutte le operazioni necessarie, così come per la Costa Con­cordia - adagiata sulle coste dell’isola del Giglio - è stato necessario il “parbuckling”.
«Non ti nascondo che ho passato mesi molto duri e difficili - ci confida Luca, in un incontro milanese a pochi giorni dal trionfale successo di Chris Horner alla Vuelta -. Ma ho dovuto farlo, perché era giusto mettermi a disposizione di un gruppo di lavoro che meritava di uscire dalle secche in cui eravamo finiti. Alla fine, devo dire che ha prevalso da parte di tutti il buonsenso e la volontà di fare il bene del team. Così Becca ha fatto quello che era nelle sue possibilità e la Trek ha fatto la sua par­te».

Ora quindi si riparte: con quali basi?
«Diciamo che si prosegue, perché Trek c’era e si è resa ancora più disponibile. Io stesso sapevo che Trek è un co­losso, ma fin quando non ho visto con i miei occhi e non ho toccato con mano, non potevo immaginare realmente cosa fosse la galassia Trek. Con loro abbiamo gettato le basi per un progetto triennale, ma non ci si è posti limiti. Il grande capo, John Burke, il signor Trek, crede moltissimo in questo progetto. Ci crede quanto i suoi più stretti col­laboratori, ad incominciare da Si­mon Thompson, sport-manager di Trek, che segue tutti gli investimenti sportivi del gruppo e che si è rivelata persona strategica per la realizzazione di questo progetto. Unitamente anche a Jo Vandenboncour, vice-presidente del gruppo e responsabile del marketing. Noi sul tavolo dalla Trek Bicycle Corporation (produttore di Trek, Gary Fisher, Bontranger, Klein e recentemente Le Mond Racing Cycles, con più di 800 milioni di dollari di fatturato, ndr), con sede a Waterloo, nel Wiscon­sin, abbiamo a disposizione per la stagione 2014 un budget di 13 milioni di euro».

Quali sono i corridori che terrete?
«Busche, Cancellara, Devolder, Didier, Hondo, Irizar, Jungels, Kiserlovski, Nizzolo, Rast, Roulston, Frank e Andy Schleck, Sergent, Voigt, Zubeldia».

E quelli nuovi?
«Il colombiano Arredondo, l’austriaco Zoidl, il belga Jasper Stuyven, i no­stri Alafaci e Felline, il portoghese Sil­vestre, i fratelli olandesi Boy e Dan­ny Van Poppel, l’australiano Calvin Wat­son, il giapponese Beppu e il campione belga della crono Vandewalle».

Lo staff tecnico quale sarà?
«Il direttore sportivo sarà Kim An­der­sen, che sarà coadiuvato da De­mol, Mes­sermann, dall’allenatore Joso La­razabal e da Adriano Baffi. Punto di domanda per Gallopin: aspetto da lui una risposta. Poi, nel corso della stagione, potrebbe anche salire in ammiraglia Jens Voigt, qualora decidesse di appendere la bicicletta al proverbiale chiodo…».

Sempre che non vinca la Vuelta…
«Non fare lo spiritoso. Lo so che la vittoria di Chris Horner ha suscitato una in­finità di dubbi e interrogativi…».

Per te, quindi, è più che normale vincere un Grande Giro alla soglia dei 42 an­ni?...
«Premesso che io non metterò mai più in vita mia la mano sul fuoco per nessuno, di­co che la vittoria di Chris può anche essere spiegata in questo modo. Chris ha corso pochissimo quest’anno, per via di un infortunio e una conseguente operazione al ginocchio. In più i suoi diretti avversari, da Nibali a Rodri­guez per arrivare a Valverde e, erano chiaramente molto più logori di lui per una stagione molto difficile e dispendiosa. Se si valutano bene i dati, ci si accorgerà che il livello medio era tendente al basso, io non ho visto cose incredibili».

Però, tu Horner non lo tieni…
«Dobbiamo puntare sui giovani e so­prattutto non posso dare a Chris quello che lui vorrebbe (si parla di ol­tre 800 mila euro a stagione, per due anni, ndr): abbiamo altre priorità».

Scusa Luca, la società di gestione del Team Trek dove sarà?
«In Belgio, a Gand. Avremo lì sia la società di gestione che il magazzino. Avevamo anche ipotizzato l’Italia, ma come puoi ben immaginare la strada si è rivelata immediatamente non percorribile».

Quando è nata l’idea di Trek di prendere tutto in mano e salvare in pratica la Ra­dioShack?
«Subito dopo le classiche di primavera. Il mese di maggio, poi, è servito per mettere giù il progetto. Non hai idea di quante riunioni, quante mail, di quanti viaggi in California… A giugno è stato messo tutto nero su bianco».

Il primo contratto?
«Quello di Fabian (Cancellara, ndr)».

Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato per la stagione 2014?
«Riconfermarci nelle classiche del nord: Roubaix e Fiandre su tutte. Ma con Fabian stiamo anche pensando di prolungare la primavera inserendo Am­stel e Liegi. L’altro obiettivo che vorrei centrare è quello di recuperare i fratelli Schleck. È chiaro che per loro e per noi la prossima stagione sarà fondamentale: dentro o fuori. Non ci sono dubbi. Io sono fiducioso: Frank tornerà ad es­sere competitivo come prima, mentre Andy va ricostruito. Diventerà papà e penso che questo contribuirà a fornirgli un rinnovato senso di responsabilità. Il terzo obiettivo è posto sui giovani: vorrei che i ragazzi di 25/26 anni facessero il definitivo salto di qualità. Parlo, per esempio, di atleti di grande valore come Nizzolo e Ser­gent, ma an­che di Vandewalle, Arre­dondo, oppure dei due fratelli Van Pop­pel».

Ma Fabian ha sempre in mente il record dell’ora?
«Ci stiamo pensando e riflettendo con grande attenzione. Stiamo facendo tut­te le valutazioni del caso. Ci siamo dati da uno a due anni di tempo per mettere a punto anche questo progetto. Io sto anche valutando le piste dove sarebbe più giusto tentare questo record. Molti velodromi si sono proposti, ma la scelta deve essere molto oculata. Potrem­mo anche scegliere il nuovo velodromo di Grenchen, in Svizzera, ma bisogna verificare bene la scorrevolezza, proprio perché la pista è nuovissima».

Ma non era in ballo anche Elvio Chia­tel­lino, il grande industriale che è riuscito a portare a Pinerolo non solo il Giro, ma il Tour de France?
«Ho letto, ma non ho mai saputo nul­la».

Se ti dovessi sbilanciare, il record dell’ora lo tenterete nel 2014 o 2015?
«In questo momento ti direi primavera 2014, dopo le classiche del nord. Ma è anche vero che il prossimo anno sarà il primo anno di un nuovo corso e do­vrem­mo mettere a punto tante cose. L’inverno ci aiuterà a capire meglio e a prendere le decisioni migliori».

di Pier Augusto Stagi, da tuttoBICI di ottobre
Copyright © TBW
COMMENTI
SENZA VERGOGNA
31 ottobre 2013 12:38 jaguar
Quindi Horner che è stato sempre un modestissimo ciclista senza vincere mai nulla ha vinto la Vuelta perchè gli altri erano talmente stanchi e scarsi che non poteva fare altro...tutto questo all'improvviso...e poi tutto ancora all'improvviso gli stessi scarsi corridori hanno fatto mirabilie al campionato del mondo e chi, Rodriguez,lo ha perso per un pelo ha vinto anche il giro di Lombardia e la classifica mondiale....Certo che questo Horner ha un c.u.l.o. così ma è costante ed ha aspettato per 42 anni l'occasione propizia......E bravo Guercilena....

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano, amministratore delegato della Glencore, una delle società più grandi al...


Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca sulle tonalità del blu, loghi argento e preziosi dettagli dorati. continua la lettura...


Penultimo appuntamento iridato a Montreal con la prova riservata alla categoria donne elite. La gara si preannuncia durissima e selettiva: le 141 atlete al via, in rappresentanza di 57 nazioni, si sfideranno sulla distanza inedita...


Sarà un Mondiale più aperto, per via dell’assenza di Pogacar, dominatore delle ultime due edizioni: che poi qualcuno sia più favorito di altri è nella natura delle corse. Sarà un Mondiale impegnativo quello che Montreal vivrà come il secondo evento...


Mathieu Van der Poel si presenta al Mondiale di Montreal come uno dei principali candidati alla maglia iridata, già sua a Glasgow nel 2023. L’olandese arriva all’appuntamento dopo un’ottima stagione e con una condizione confermata dalla straordinaria vittoria ottenuta negli...


Sono cinque le WILIER FILANTE SLR ID2 create per "WE RIDE PARIS" e sono già all’asta: si tratta di pezzi unici realizzati con la speciale livrea ideata dal Paris Saint-Germain. Cinque Wilier Filante SLR ID2 pronte a diventare vere fuoriserie per i collezionisti...


È una settimana di ricorrenze mondiali per Paolo Bettini. Due titoli iridati, due date – 24 e 30 settembre – che rimandano alla doppietta 2006-2007. Giorni speciali che meritano di essere rivissuti.«Seguo il Mondiale da appassionato e da tifoso dell’Italia....


Dopo oltre un decennio da ciclista professionista, Max Walscheid ha deciso di ritirarsi dalle corse al termine di questa stagione. La sua decisione è stata facilitata dall'opportunità di transizione ideale offerta da Lidl-Trek e Schwarz Group. Al termine della stagione...


Pinarello ha inaugurato un nuovo flagship store a New York, la prima "Bottega di Pinarello" situata al di fuori dell'Europa. Il nuovo spazio si trova al civico 114 di Wooster Street, nel cuore di SoHo, portando a quattro il numero...


QT8, Quartiere Triennale 8, a Milano. Quello della ottava edizione della Triennale a Milano, dopo la Seconda guerra mondiale. Quello nato dalle macerie, e sulle macerie, della guerra. Quello della Montagnetta. Quello del progetto dell’architetto Piero Bottoni, della chiesa circolare...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra