Libri, Rasmussen chiama in causa Riis, i Sorensen e l'Uci
DOPING | 30/10/2013 | 13:00
Nuovo libro di un ciclista e nuove rivelazioni sul doping. Yellow Fever è il titolo del libro di Michael Rasmussen, che mette sotto accusa, tra gli altri, il suo team manager e alcuni compagni di squadra ai tempi della CSC.
Il «Chicken» scrive che Bjarne Riis era perfettamente al corrente nel 2002 - quando Rasmussen correva nel team danese - del doping organizzato nel suo team. «Ho incontrato un medico in una camera d'hotel, con Bjarne Riis e Tyler Hamilton. Tyler si è fatto iniettare una siringa di cortisone e mi ha proposto di fare altrettanto. Bjarne non aveva obiezioni da fare, anche perché il giorno dopo c’era da affrontare una tappa di montagna di 225 chilometri, quindi mi sono fatto iniettare 0,2 millilitri nella spalla».
Nel suo racconto Rasmussen punta il dito contro Nicki Sorensen (ancora in forza alla Saxo Bank) che «ha nascosto sostanze nel giardino della sua casa in Toscana» e contro l’ex corridore Rolf Sorensen che «in hotel si è iniettato una siringa piena di una preparazione a base di cortisone».
Ma anche l’Uci non viene risparmiata: il danese afferma che avrebbe dovuto essere escluso dal Tour de France 2005 a causa di un tasso anomalo di globuli rossi: «Avevo un valore di 0,23 quando il limite era fissato a 0,3. Ma non sono stato sospeso né escluso dalla corsa».
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