Bartoli: ciclisti trattati peggio dei delinquenti. AUDIO

PROFESSIONISTI | 13/10/2013 | 08:02
Il caso Santambrogio ha scosso il mondo del ciclismo, inutile negarlo. E se ne è parlato anche sul traguardo del Giro dell'Emilia. A Bologna, Laura Guerra ha incontrato per noi Michele Bartoli, ha parlato con lui della corsa e poi del caso.
«Non parlo di Santambrogio, ma del ciclismo in particolare. E dico che conviene essere delinquenti piuttosto che ciclisti... L'atleta può anche sbagliare e in quel caso deve pagare, ma la persona non va messa all'indice come invece accade oggi».
Ascoltiamo insieme le parole dell'ex campione toscano.

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COMMENTI
l'atleta è una persona
13 ottobre 2013 10:46 limatore
Egr Sig Bartoli, dissento. Un uomo, una persona è quello che fà della sua vita. Il rispetto nel prossimo, la lealtà, la correttezza, Se si sceglie di "barare" non è che lo fà l'atleta, lo fà l'uomo, l'atleta che bara è un uomo che bara, che sceglie quella strada per defraudare un'altra persona del successo dei guadagni. Non mi venga a dire quando uno è atleta gli è tutto permesso, ma come uomo è onesto. E' semplicemente un baro. Comprendo il dramma dei familiari del Sig Santambrogio, come quello di altre famiglie che hanno giovani in difficoltà.

Mi associo..
13 ottobre 2013 11:27 teos
.. completamente al pensiero di limatore.

Bugno delirante ....
13 ottobre 2013 13:42 lattughina
Le parole di Bugno sono frutto di un delirio totale! Ma come si può affermare che è meglio delinquere che fare il ciclista!!!! Ma come si può affermare che bisogna capire lo sbaglio di un atleta e non tollerare lo sbaglio di una persona!!!!! Chi è atleta è prima una persona, dotata di testa per pensare, consapevole di ciò che sta per compiere, giusto o sbagliato che sia!!! Bartoli, sei completamente fuori, in tutti i sensi!!!!

Con il limatore
13 ottobre 2013 14:44 uybello79
Purtroppo manca il distacco per essere più oggettivi e capire il peso e il fenomeno doping: assumere qualsiasi sostanza dopante non è come bere un bicchiere d'acqua...Bartoli è ancora troppo "corridore".

anch'io con limatore
13 ottobre 2013 16:56 effepi
penso che quello che ha scritto limatore sia perfetto . mi piacerebbe sapere se il sig. Bartoli dica le stesse cose di chi svolge altre professioni , politici, amministratori pubblici o altri che non rispettano le leggi

anch'io con limatore
14 ottobre 2013 08:53 bernacca
come aveva scritto un follower tempo fa , ci sono troppi ex corridori con la coscienza sporca che vivono nel e col ciclismo. Ci sono in tv, in ammiraglia, consulenti, uomini immagine (!?!) etc. Finchè siamo circondati da persone che ragionano in modo "confuso" non ne verremmo fuori. La sparata di Bartoli è inconcepibile.

Sig. Bartoli,
14 ottobre 2013 09:54 Fra74
mi scusi, quindi, se ad esempio, IO, Francesco Conti, partecipo ad una corsa di ciclo-amatori e vengo trovato positivo come ciclista ciclo-amatore, ribadisco, poi chiedo scusa come Francesco Conti, uomo, posso sperare di non essere squalificato?!? Mi scusi l'ironia,la battuta...ma la Sua uscita mi pare un poco "distante" dalla realtà...va bene...per carità, pure Lei ha tutto il diritto di esprimere le Sue opinioni, fortuna che, comunque, ognuno poi ragiona a suo modo, sopratutto come LIMATORE che appoggio in PIENO, in TOTO.
Francesco Conti-Jesi (AN).

semmai radiazione, ma mai eliminazione
14 ottobre 2013 11:15 ruotone
La punizione del doping deve essere sportiva e non una eliminazione umana.
Che il corridore venga radiato dallo sport a vita piuttosto, ma che si eviti la sua distruzione a mezzo stampa, come alcuni invece desiderano.
Che nel paese degli evasori totali e dei furbi ci si debba accanire umanamente sui dopati appare paradossale.
Anche la responsabilità penale dei corridori dopati ha fallito, perché è rimasta sostanzialmente inapplicata verso le figure attorno agli sportivi.
Le responsabilità di medici, "paramedici" e dirigenti andrebbero punite maggiormente, ma preventivamente la soluzione ai problemi del doping andrebbe ricercata nell'ambito sportivo e scientifico in maniera efficace e non ideologica come la caccia alle streghe ha portato a fare.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Inutile la ricerca della purezza più pura, salvo smentita a breve.

Caro Michele, ti dirò che
14 ottobre 2013 17:34 Bartoli64
Voglio un bene matto al Guerriero pisano che ho ammirato come corridore e che ancora oggi ammiro come tecnico.

Vorrei solo dirgli che ribattere ad un concetto sacrosanto come quello esposto con grande semplicità da Limatore è semplicemente impossibile, perchè l’atleta è prima di tutto un uomo che, come tutti gli uomini, è (e deve essere) responsabile delle proprie azioni.

Quando ero un ragazzino e mi allenavo in palestra d’inverno sul muro c’era una targa dove al primo posto era scritto “uomo”, al secondo “atleta” ed al terzo “campione” ma non era una graduatoria di merito, quella traga stava a significare che è sempre l’uomo a stare alla base dell’individuo-atleta o dell’individuo-campione.

Nella tua vita avrai sicuramente avuto la fortuna d’essere stato baciato dal talento, ma se ancor oggi sei la persona apprezzata che tutti conoscono è solo perchè alla tua base c’è essenzialmente l’UOMO.

Tirare fuori l’ìtalico concetto del “lui è peggio di me” ci ha portato ad essere i cittadini che siamo oggi nel paese (disgraziato) dove viviamo oggi.

Per questo, carissimo Miky, ti dico che è ora che ognuno risponda dei propri errori, nessuno escluso, e farsene carico senza guardarci troppo intorno alla ricerca di un appiglio che non c’è.

Ti abbraccio fortemente e con immutata stima.

Bartoli64

Ha ragione Michele Bartoli
15 ottobre 2013 22:38 Berto65
Purtroppo é la verità , i ciclisti prof sono trattati peggio dei delinquenti . Bartoli Michele dice la veritá e la dimostrazione é nei vostri commenti. Provate a leggere quello che dice M.Bartoli e poi leggete i vostri commenti....

in ogni
16 ottobre 2013 15:10 naiquintana
post trovo il commento di qualcuno che prova a smorzare gli animi..che con parole diverse esprime sempre lo stesso concetto: la caccia alle streghe non serve a niente!!ma non è che dietro questa ( incomprensibile) posizione ci sia un interesse particolare??..ogni riferimento a ruotone è puramente voluto

Lattughina
17 ottobre 2013 15:55 bastonato
scusa, ma hai messo di mezzo BUGNO confondendoti evidentemente. Non è Bugno ma Bartoli.
Detto ciò non ho nulla da dire: l'italia va bene grazie a tutti quelli come voi che capiscono solo una parte delle cose e giudicano e condannano. Il ladro lo lasciamo libero (indulto o amnistia che sia) un dopato va crocifisso perchè baro (come uomo prima che sportivo). Ma in che mondo vivete???????
Se foste vissuti nel medioevo avreste senz'altro fatto il boia.
Saluti

Precisazione x Naiquintana
18 ottobre 2013 01:00 ruotone

Tranquillo, il ciclismo nel mio bilancio economico è sempre e soltanto stato una voce di spesa come privato appassionato, prima come corridore e poi come tesserato con vari ruoli, infine dirigente di società e da ormai 15 anni solo come appassionato di gare.
Ho lasciato per una decina di anni del tutto questo sport dopo una forte delusione proprio a seguito della scoperta di un dopatore e perché ho verificato da dentro il dramma di questa piaga. Per questa ragione non sopporto le semplificazioni a danno dei soli corridori.
Non ho alcun coinvolgimento professionale riguardo al ciclismo, anche perché lavoro in tutt'altro campo.
Provo un naturale fastidio per i giacobini e per i moralizzatori, ma al riguardo si è già ben espresso Bastonato, il cui post faccio mio interamente.

Potrei dire una sciocchezza
21 ottobre 2013 00:30 naiquintana
Ma io la vedo così..il corridore che si dopa per tanti versi lo equiparo ad un tossicodipendente che si fa,vedo le stesse analogie nel negare fino all'evidenza, nel senso di vuoto che provano queste persone quando vengono scoperte..per loro anche io provo pietà, perché finché non elimini il "pusher' ce ne saranno sempre e sempre avranno vite rovinate..ora c'è solo da capire nel mondo del ciclismo chi può essere associato alla figura del pusher e stroncato col massimo della pena!anche la forca!

I pusher?
21 ottobre 2013 11:23 ruotone
Chi sono costoro? Ci sono i pusher e coloro che li coprono e li coordinano.
Sono coloro che dirigono questo sport. Lo era anche a livello mondiale, ma per fortuna nell'Uci si è fatta pulizia.
In Italia il doping è stato per anni doping di stato, quello dei ciclisti invece è stato in parte doping privato.
In entrambi i casi troverai implicati i dirigenti di questo sport, che poi da qualche anno si sono trasformati in paladini dell'antidoping.
La forca? Dai, moderiamo i termini ed accontentiamoci del fatto che questa gentaccia possa andare a casa al più presto. E succederà, anche nel ciclismo. E pure tra non molto, nonostante le molte coperture di cui questa gentaglia gode.

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