Il De Martino ai Cagnotto, a Bulbarelli il "Cuore d'argento"
PREMI | 18/09/2013 | 13:40 Il Premio Internazionale Emilio e Aldo De Martino “Amore per lo Sport e per la Vita” festeggia la venticinquesima edizione, celebrando un successo senza tempo “decisamente controtendenza nell'epoca del provvisorio e del precario”, commenta Andrea Vaccani, il presidente dell'Associazione Emilio e Aldo De Martino.
«Un ringraziamento particolare - sottolinea Vaccani - va ai fedeli soci e amici che con passione portano avanti i valori dei due grandi giornalisti Emilio e Aldo, padre e figlio. Tra questi, oltre la signora Carla De Martino, ci sono protagonisti della vita pubblica come i giornalisti Bruno Pizzul, Sergio Zavoli, Pilade Del Buono, Claudio Gregori, Ennio Vitanza, Alessandra Muglia, Carlo Monti - grande atleta - Andrea Bosco, Marco Pastonesi, Giuseppe Castelnovi; imprenditori come Fausto Rascaroli, Alcide Cerato, Mario Dagnoni, Ernesto Colnago, Roy W.Rhode, Armando Malinverni, Mario Arrigoni, Teobaldo Cusi, Giuseppe Moroni; personaggi come l'annunciatrice Marolina Cannuli; professionisti come Giuseppe Barranco, Luigi Prisco, Francesco Vecchi; 'semplici' amici come Ruggero Cornini, Rino Motta e Giuseppe D'Amato; operatori nello sport come Vincenzo di Cugno di Molviano, Giuseppe Figini, Luigi Magri; campioni come Ercole Baldini, il grande fotografo Vito Liverani, il maestro Luigi Poletti, caro ad Aldo, raffinato collezionista d'arte moderna. Non voglio dimenticare Pier Augusto Stagi, direttore di tuttoBICI, fedele mediapartner, e Gruppo Areté che cura da sempre l'ufficio stampa delle nostre attività».
Quest'anno il premio, dedicato alle famiglie di personaggi legati ai valori dell'associazione, va alla famiglia Cagnotto, mitici tuffatori: Tania, i suoi genitori Giorgio e Carmen Costeiner, plurimedagliati, senza dimenticare il nonno Otto Costeiner, che ha dato il via alla stirpe di campioni.
La manifestazione si svolgerà lunedì 30 settembre alle 18,30, nella Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, gentile ospite della cerimonia (in via San Paolo 12 - metro Duomo). Come da tradizione, la conduzione sarà affidata a Bruno Pizzul. A ritirare l’ «Albero d’Europa» del maestro Mario Rossello ci saranno tutti i Cagnotto, Tania, Giorgio e Carmen.
Un riconoscimento speciale, il «Cuore d’argento», sarà assegnato ad Auro Bulbarelli per la passione che profonde nella sua carriera di giornalista, ora vicedirettore di Rai Sport, e scrittore.
Il «Premio Emilio e Aldo De Martino», da quando, nel 2008 viene dedicato alle famiglie, lo hanno ricevuto: i Mangiarotti, i Moser, i Simeoni-Azzaro, i fratelli Abbagnale.
I premiati sono selezionati tra coloro che «con clamore o in silenzio, professionista o dilettante, operano nello sport con amore e un comportamento, verificato nel tempo, non connotato dall’emotività e dall’agonismo inteso come modo di vivere».
Il nome di Aldo De Martino è legato anche al «Trofeo Città di Arco- Beppe Viola» con un premio ai giornalisti under 35, alle iniziative del Gruppo lodigiano Pionieri e Veterani dello Sport nell'ambito delle quali annualmente in novembre si assegna un «Cuore d’argento», e al Premio Internazionale Vincenzo Torriani, che creò Aldo stesso nel 1998.
«Aldo De Martino, prematuramente scomparso nel 2006, - ricorda Pilade Del Buono - era della stessa pasta di suo padre Emilio, giornalista e scrittore prolifico, che tra l'altro ideò la prima pagina sportiva del Corriere della Sera. Morì nel '58 agli albori della tv, della quale Aldo sarebbe stato un pezzo importante. Contribuì al suo esordio il 3 gennaio del 1954 e giunse a sovrintendere tutta la produzione della sede milanese, con risultati epici, come un Fantastico da 26 milioni e 600mila spettatori- record assoluto - i Promessi Sposi, Linea di confine in alta definizione, con la Turner e Sting. Ambrogino d’Oro, Benemerito di Milano e altri attestati corredano il suo ricordo. Aldo De Martino volle onorare il padre Emilio. Il “Premio Emilio De Martino- Amore per lo Sport", che costituì nel 1966, fu l'inizio di una tradizione che oggi l'Associazione continua anche nel suo nome».
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