POLITICA | 11/09/2013 | 00:08 Avvocato e uomo d'affari, una lunga vita nel mondo dei cinque cerchi, Thomas Bach - tedesco, 59 anni - è arrivato al vertice del Comitato olimpico internazionale: l'assemblea del Comitato lo ha infatti eletto presidente. Nell'elezione di oggi Bach era il grande favorito ed è infatti riuscito a battere senza grandi problemi gli altri candidati, Serguei Bubka (Ucrania), Ser Miang Ng (Singapore), Richard Carrion (Porto Rico), Denis Oswald (Svizzera) e Ching-Kuo Wu (Taiwan). Alla guida dal 2006 del Comitato olimpico di Berlino, ex schermidore e medaglia d'oro con la squadra tedesca di fioretto ai Giochi di Montreal del 1976, Bach succede nell'incarico al belga Jacques Rogge. Bach, che parla alla perfezione inglese e francese, ha occupato diversi ruoli di rilievo nello sport del suo paese, costruendo passo dopo passo la sua carriera fino all'elezione odierna. È vicepresidente del Comitato olimpico fin dal 2006, stesso anno in cui ha preso la guida della Confederazione sportiva olimpica tedesca. Ed è anche direttore della commissione Antidoping. A metà degli anni '80 è stato responsabile dei rapporti internazionale dell'Adidas ed è stato d'altra parte anche consulente del gruppo Siemens. È inoltre presidente della Camera di commercio arabo-tedesca e ha il sostegno - si ricorda a Buenos Aires - dell'influente sceicco del Kuwait Ahmad al-Sabah. "Voglio essere presidente di tutti. Lavorerò insieme a tutti voi nei prossimi anni": queste le prime parole subito dopo essere stato eletto presidente del Cio di Thomas Bach, il quale ha sottolineato l'importanza della "unità nella diversità".
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