Adesso che la vita gli sorride, adesso che l’intero universo sembra girargli attorno in armonia, che cosa ancora si può augurare a Vincenzo Nibali? In ore come queste, sembra stupido e futile rivolgergli ancora un augurio. Ha tutto, non ha bisogno di niente. C’è un tale clamore attorno, così assordante di cori e applausi, che ulteriori parole possono suonare inutili e superflue.
Eppure, è proprio in momenti come questo che un uomo ha bisogno di molti auguri. Certo ne ha quando è nella polvere, in fondo al baratro, senza intravedere una luce davanti. Ovvio. Ma anche il massimo della realizzazione e del successo merita un sincero incoraggiamento: perchè è il momento più difficile di tutti. In fondo, dalla polvere ci si può risollevare per pura disperazione, sull’onda dell’istinto. Ma quando ci si trova al vertice massimo della fortuna serve molto di più: serve cervello.
Nibali ha una moglie e dei genitori che certamente sapranno rivolgergli le parole giuste. Da fuori, io voglio augurargli solo un paio di cose di pratica utilità. Prima di tutto, gli auguro di non credere troppo, di non prendere eccessivamente sul serio tutto questo luna-park. Il successo è una cosa bellissima, ma è infido e canaglia: chi gli dà troppa confidenza, chi finisce per diventarne succube e dipendente, alla fine si ritrova puntualmente tradito. Come i buoni cibi e i buoni vini, il successo va gustato con moderazione. E soprattutto bisogna saperne tranquillamente fare a meno, per non perdere la bussola in caso di improvvisi cambiamenti. Chi gusta davvero il successo è chi può vivere serenamente senza successo.
Auguro poi a Nibali di sapere sempre distinguere, soprattutto adesso, tra chi gli vuole bene e chi lo usa. Il mondo degli adulatori e degli opportunisti è perennemente in agguato. Fiuta il vento, coglie le occasioni al volo. Per questo mondo, Nibali è una preda ghiottissima. Non se la lascerà sfuggire. Lo attornierà, lo circonderà, lo blandirà. Ovviamente a questo mondo non interessa nulla di Nibali persona: interessa Nibali gallina dalle uova d’oro. Quando un sole brilla, diceva Hugo, c’è sempre una costellazione di satelliti che cerca di illuminarsi della sua luce riflessa. Vincenzo è atteso a una compito molto difficile: continuare a vedere oltre la forma, per riconoscere la sostanza. Lì ci ritroverà quelli che davvero gli hanno sempre voluto bene, sin dall’inizio, quando non era questo Nibali trionfale e adorato. E che certamete gli vorranno bene sempre, anche e soprattutto nel giorno in cui il vento forte della fortuna smetterà di soffiare, anche solo per raggiunti limiti di età.
Infine, auguro a Nibali di non dimenticare mai da dove è venuto. C’è un sacco di bella gente che quando arriva nel bel mondo, in cima alla scala sociale, dimentica velocemente le sue origini. Di più: prova un certo disgusto e un evidente disprezzo per quelli che sono rimasti laggiù, al punto di partenza. Questi fenomeni si voltano indietro e fingono di non riconoscere nessuno. E’ un costume odioso, ma molto diffuso. Per fortuna, esiste e resiste sempre chi invece si volta e prova un grande orgoglio, anche una grande tenerezza, per il suo punto di partenza. Se Nibali riuscirà ad essere uno di questi, avrà vinto due volte. Sarà campione, sarà soprattutto uomo.
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