Rcs conferma: le grandi salite sono a rischio

GIRO D'ITALIA | 22/05/2013 | 08:54
Negli ultimi giorni vi abbiamo proposto ripetutamente i bollettini meteo che parlavano di una forte perturbazione che sta per colpire il Nord dell'Italia e ora c'è la conferma che l'organizzazione del Giro d'Italia sta lavorando per cercare delle alternative tanto per la tappa di venerdì che per quella di sabato. Come scrive stamane la Gazzetta dello Sport, venerdì su Gavia e Stelvio ci sarà la neve con temperatura prevista fino a -14 gradi, inutile rischiare: si stanno cercando alternative per salvaguardare la Ponte di Legno - Val Martello e la difficoltà delle salite, ma non è certo cosa semplice. Così come non è semplice operare per il tappone di sabato che prevede di pedalare sempre ad alta quota con quattro Gpm e relative discese prima dell'arrivo alle Tre Cime. Praticamente esclusa ogni possibilità di salire sul Giau, ci sono forti rischi anche per quanto riguarda il traguardo finale.
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COMMENTI
Domanda....
22 maggio 2013 10:41 The rider
Premesso che contro il maltempo non è possibile fare niente, ma la domanda sorge spontanea.
Perchè negli ultimi 10/15 anni il Giro d'Italia lo si è spostato sempre più verso l'inizio di Maggio?
Io ricordo che negli anni ottanta e inizio anni novanta il Giro iniziava poco prima della metà di maggio per finire la prima domenica di Giugno.
In questa maniera (a parte un paio di giornate tremende tipo Bondone e Gavia) è più facile trovare bel tempo nell'ultima settimana....
D'altronde non ci vuole poi molto, basterebbe spostarlo di una settimana.

Pontimau.


ed aggiungo ..
22 maggio 2013 11:20 Gattopaul
... e se proprio sono obbligati ad anticiparlo per ragioni di "calendario internazionale" sarebbe forse il caso di pensare a vette meno alte, in fin dei conti l'Italia è piena zeppa di salite lunghe e dure anche senza dover per forza superare i 2.000 metri. magari non saranno salite mitiche come stelvio o gavia ma almeno ci si può arrivare con ragionevole certezza anche a maggio.

Come avete ragione!
22 maggio 2013 11:55 Ago

Ho iniziato stamattina a leggere un libro "Il '68 a pedali" - un po' romanzo un po' racconto innestato sul Giro d'Italia di quell'anno. Dopo il prologo (a Campione), arrivo della prima tappa a Novara il 23 maggio!
Stiamocene in pace: venerdì e sabato il Giro potrà solo "gironzolare"; certo, il meteo é così, ma le soluzioni indicate mi sembrano di buon senso. O no?!

Chi é causa del suo mal pianga se stesso
22 maggio 2013 13:49 pickett
Il problema non sono le date.Se il Giro partisse a fine Maggio si concluderebbe troppo vicino al Tour,come capitava negli anni 70,quando partecipare a entrambe le corse era impossibile.Il problema é l'ostinazione degli organizzatori a inserire salite ad altitudini esagerate.Vanno a cercarsi le rogne,e le trovano tutte.Speriamo che stavolta imparino la lezione,in vista del prossimo anno.

giro del trentino
22 maggio 2013 14:18 marcog
basterebbe copiare quanto fatto dal giro del trentino negli ultimi due anni: salite dure ma che scollinano non oltre i 1500 mt (vedi Sega di Ala di quest'anno e Prada dello scorso anno). Concordo che di salite dure, lunghe e bellissime che non vanno oltre quota 2000 ce ne sono a bizzeffe.

a marcog - commento Giro del Trentino
22 maggio 2013 15:06 angelo51
Con la tua logica cosa diresti della Marcialonga, disputata al mese di agosto fra Adrano e Bronte sulle pendici dell'Etna!
Il Trentino si è sempre corso in quell'epoca e quindi è normale che faccia quelle scelte.

GIRO ON ICE
22 maggio 2013 15:41 angelofrancini
La colpa di questa situazione di chi è?
Qualcuno in RCS ha accettato lo spostamento di data del Giro fatta nel calendario mondiale UCI: il Giro anticipato, la Vuelta a settembre. Ma quando tale scelta fu fatta gli uomini RCS sedavano ai tavoli decisionali: era presenti nell'associazione internazionale organizzatori che con il CCP dell’UCI decide le date del calendario.
Quindi tale modifiche non le ha decise un organo estraneo.
Mi chiedo in tale ottica se sia tenuto conto che correre sulle nostre montagne nel mese di maggio si possa correre il rischio di trovare neve e passi chiusi: siamo sulle montagne più alte d’Europa. Ma forse chi ha queste incombenze in geografia aveva un voto insufficiente.
Ma tanto il problema non si pone per chi ha deciso tali variazioni: infatti cosa rischia in proprio?
Nulla in quanto a fine mese il suo stipendio arriva regolare sul c/c bancario, versatogli dalla RCS.
Questi soloni, che reggono le sorti del ciclismo prof, in realtà di tasca loro non hanno organizzato forse neanche il pranzo del loro matrimonio, figurarsi una corsa. Al contrario di tutti gli altri organizzatori che, con gli stessi errori fatti in questi anni dalla RCS al Giro, si sarebbero mangiati la casa e la pensione per i prossimi cento anni.
E poi inoltre poi dobbiamo ritrovarci nei corsi di aggiornamento, per i direttori di organizzazione di gare professionistiche, queste persone che ci insegnano cosa dovremmo fare: non ci insegnano come guadagnare, perché per loro è un lavoro per noi è passione.

E già che parliamo di professionalità perché non aprite un’inchiesta sulle norme per creare una società ciclistica professionistica vigenti in Italia?
La FCI ha abrogato “di sua iniziativa” la Legge 91 sullo sport professionistico, quando invece tale per lo Stato italiano è ancora in vigore.

Da molto tempo sostengo che vi sia più “professionalità” nei dirigenti delle società dilettantistiche italiane che in quelli del professionismo.
E senza che, chi occupa sedie nel CCP della FCI, debba prendersela: per la maggioranza sono personaggi ininfluenti sulle sorti del ciclismo italiano e non solo in Italia.
Ciao

Angelo Francini


Considerazione
22 maggio 2013 18:57 Per89
Bisogna premettere che le condizioni meteo di quest'anno sono eccezzionali e sicuramente non è colpa di Mauro Vegni ne di RCS... Da un po' di anni il Giro si gareggia in questo periodo, partenza alla prima domenica di marzo e arrivo all'ultima e non si è mai annullata una tappa negli ultimi 5 anni... Ricordo che nell'89 mi sembra lo Stelvio non fu fatto per impraticabilità, mentre lo scorso hanno nello stesso periodo sullo Stelvio non c'era un filo di neve... Il Giro si disegna a ottobre e neanche un veggente può predire il tempo che ci sarà a maggio, concordo con chi dice che forse bisognerebbe cercare salite con vette inferiori ai 2000, e forse quest'anno gli organizzatori hanno inserito molti arrivi sopra i 2000, sarebbe stata meglio una tappa come quella dei pian di resinelli... Però ripeto Stelvio e Gavia fanno parte della storia del Giro come le dolomiti e contro il tempo nulla si può fare... Sembra ci siano percorsi alternativi altrettanto validi speriamo......

Ma questo maggio è fuori dalla norma!
22 maggio 2013 21:29 gianni
Tutte interessanti le osservazioni, ma si ammetta che questo maggio è fuori dalla norma: nel Novarese si è abbigliati come in febbraio!
gianni cometti

Direi un po' di tutto quanto stato detto
22 maggio 2013 21:54 teos
Premesso che secondo me le montagne mitiche del Giro non possono essere fatte fuori per il fascino che sanno dare, premesso che la costante meteorologica quest'anno è stata giudice supremo e feroce della corsa, difficilmente preventivabile e del tutto eccezionale rispetto gli scorsi anni (chi ricorda per esempio il Giro del Centenario vinto da Menchov corso in un maggio che sembrava il Tour a luglio con l'asfalto che si attaccava ai tubolari?), secondo me gli organizzatori hanno un po' voluto strafare perchè se metti il Galibier e le Tre Cime a quel punto sarebbe opportuno inserire-vette paracadute come detto giustamente da voi, sotto i 2000m.. Ma anche per una questione di buon senso, eh: era il Giro dedicato a Marco? E allora perchè non fare un'accoppiata Galibier-Mortirolo, ovvero le due mitiche vette che lo hanno reso immortale? E perchè non riproporre la cronoscalata di Oropa, che altrettanto contribuì a scrivere una pagina storica del ciclismo? Come detto benissimo da chi mi ha preceduto, di montagne sotto i 2000m ce ne sono a iosa, forse metterne un po' assieme alle storiche cime da +2000m sarebbe opportuno.. Detto ciò un'altra considerazione: d'accordo che si parla di temperature sottozero, ma io che esco in bici per puro divertimento per conto mio, in inverno ci vado in bici con temperature gelide, menchemeno penso potrebbero farlo dei professionisti. Il Giro (e il ciclismo in generale), si nutre non solo di fatica ma anche di imprese epiche in condizioni climatiche avverse. D'accordo evitare i casi estremi ma mi sembra che ultimamente si badi troppo ad evitare il minimo disagio comunque sopportabile. Il ciclismo è uno sport per fachiri, non per rammolliti che che pensano solo a tatuarsi.. Forse è il caso di ricordarsene prima di pararsi dietro un dito e cambiare percorso ai primi fiocchi di neve..

Statistiche
22 maggio 2013 22:33 pickett
Di tappe annullate,è vero,ce ne sono state poche,ma di tappe mutilate e completamente stravolte ce ne sono state quasi tutti gli anni,e credo che,statistiche alla mano,una volta su due sui passi intorno ai 2500 metri non si è potuto transitare.E non dimentichiamoci che nel 95,sull'Agnello,si é rischiata la tragedia.

23 maggio 2013 07:32 geom54
si ribadisca il concetto:
personaggi ininfluenti e PER NULLA PROFESSIONALI ai quali mai personalmente affiderei incarichi.

23 maggio 2013 07:47 angelofrancini
a Cometti
Gianni posso concordare che questo maggio è particolare. Ma chi ha scelto di anticipare di due settimane la partenza del Giro non poteva prevederlo. Il Giro è una cartolina dell'Italia all'estero: risultato paese di brutto tempo.
Ho posto questo quesito, senza fare alcun nome, perché lo ritengo una scelta non fatta da una singola persona.
Allora Giro anticipato ad inizio maggio, Vuelta a settembre, il Tour nella data fuori dalle vacanze di agosto! Chi è stato più penalizzato. Se nevica in Francia o Spagna è un fatto eccezionale è può portare ad una modifica di una tappa. A maggio in Italia non è un fatto straordinario che sulle Alpi nevichi e certe quote.
Cosa diresti di farlo magari a gennaio, così liberiamo le date di maggio magari per il California o il Giro di Cina o del Fontanone (come dicevamo noi novaresi quando eravamo ragazzi): ma il Fontanone è organizzata dalla potente famiglia che controlla il ciclismo mondiale in tutte le sue cose .........

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