Wiggo, l'onore della resa

I VOTI DEL DIRETTORE | 16/05/2013 | 19:14
di Pier Augusto Stagi .


A TREVISO. 10. Pioggia torrenziale, appassionati che per ore aspettano stoicamente sotto il diluvio i protagonisti di questo Giro d’Italia. Non è come dirlo. Eroici.

Mark CAVENDISH. 10. Terza volata terza vittoria (la sua squadra perfetta, con un Brambilla da applausi: a tutti 8). Tredici vittorie al Giro d’Italia, 39 nei Grandi Giri, 100 in carriera. Numeri da capoGiro, per un ragazzo che ha soli 28 anni. Cento di questi giorni.

Bradley WIGGINS. 9. Gli avevano assicurato che con la crono di Saltara avrebbe costruito il suo castello rosa. Se è per questo l’avevano anche ingolosito dicendogli che la corsa rosa è meno fiaccante dal punto di vista nervoso e soprattutto avrebbe corso in un clima ideale, tra mare sole e tepore primaverile. È da Napoli che trova solo pioggia e freddo. Ora, che soffre di sinusite e di un’infezione al petto, rischia pure d’incontrare la neve. Dicono di averlo sentito dire che rimpiange la sua Liverpool. Intanto, però, spera di «passà ‘a nuttata», e domani di essere ancora in gruppo. Lui è Wiggins, e non ama fermarsi a metà di un racconto. Per questo va applaudito. In ogni caso.

Fabio FELLINE. 8. Sotto un diluvio universale Gianni Savio ordina: «Ci dobbiamo provare anche oggi…». Detto, fatto. Fabio Felline si butta nella fuga con Maxim Belkov, Bert De Backer, Maurits Lammertinks e Marco Marcato (a tutti 8). Poi vengono ripresi quasi sotto il traguardo, Felline è l’ultimo ad essere risucchiato dai flutti del gruppo, ma si merita gli applausi di tutti.

Sacha MODOLO. 4. Conosce le strade di casa come le sue tasche, ma soffre di sindrome da Wiggins: sul bagnato pattina come pochi, e perde per la paura di perdere. Belletti (5) perde invece un po’ il treno, così come Nizzolo (6-), mentre Bouhanni (6) perde solo l’attimo, ma contro un Cavendish così cosa vuoi fare? Primo degli umani.

UCI. 7. Nella rete dell’antidoping sono finiti due pesciolini, uno francese e l’altro venezuelano. Da alcuni giorni in carovana girava qualche mugugno: «Nessuna notizia di doping: qui gatta ci cova, mi sa che hanno allentato la presa…». Poi ieri mattina la notizia di due baccalà finiti nella rete e subito nuovi mugugni: «Ecco, nel ciclismo non cambia mai niente, siamo sempre lì al punto di partenza». Vero, siamo sempre lì, con l’intellighenzia che se non ci sono casi di doping storce  il naso e quando vengono scovati, pure. A questi sapientoni voto 2. All’Uci che prosegue la sua “mission” una sufficienza piena.

Luca GIALANELLA. 5. Il gran capo del ciclismo targato «Gazzetta»  sta terrorizzando il gruppo con le sue pagelle. Tanti attendono le nostre, moltissimi attendono le sue. Oggi sono rimasti tutti sconcertati per l’imprevisto e incomprensibile oscuramento. Lo attendiamo ad un pronto esame di riparazione.  

Roberto PADRIN. 8. Giovane sindaco di Longarone, 43 anni, un animo da sportivo, un passato da giocatore del Belluno, abituato a correre come un matto sulla fascia sinistra e ora con la sua lista civica a correre in tutte le direzioni, senza fare mai melina. Se c’è da dire dice, chiaro e tondo. Ieri sera alla festa alla Fiera di Longarone ha fatto la fotografia di Mauro Corona (voto 2): «È un tipo che si è fatto da solo, al quale porto il massimo del rispetto, però non mi piace la sua mancanza di coerenza. Non lo seguo assolutamente quando per mesi predica una cosa e poi ne fa una diametralmente opposta. Per mesi è andato avanti a dire che era una follia spendere soldi per il Giro, poi è stato il primo ad accogliere Davide Cassani per fare la ricognizione del percorso. Ieri, poi, si è accodato a me affinché lo portassi al “Processo”, per poi dire che per ricordare degnamente le vittime del Vajont dovremmo organizzare un incontro mondiale con i premi Nobel e parlare di tragedie, sapendo benissimo, che dal 6 al 9 ottobre, a Longarone si svolgerà un incontro mondiale tra geologi. Insomma, la coerenza non è il suo forte. Come si dice, fa l’anticoformista è poi si accoda al conformismo più spinto». Per la serie: Corona, uno spirito libero, che spara parole in libertà.

MOVIMENTO PER UN CICLISMO CREDIBILE. 2. Ne fanno parte 11 formazioni di World Tour, tra queste la Ag2r-La Mondiale, di Sylvain Georges. Roger Legeay è presidente di questa inutile associazione nata inspiegabilmente nel 2007 e cresciuta tantissimo dopo le note vicende che hanno coinvolto e stravolto la storia di Lance Armstrong. Un movimento che fa dell’etica il suo credo, ma solo a giorni alterni, quando gli sembra più opportuno e giusto. Difatti, se inspiegabile è l’esistenza di questo Movimento, altrettanto incomprensibile è l’atteggiamento assunto dal team francese( l’Ag2r): secondo caso di doping in dodici mesi, questo  dovrebbe portare ad una automatica autosospensione del team. Ma loro fanno finta di nulla e il Movimento è immobile.
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COMMENTI
UCI....
16 maggio 2013 20:46 trame
Caro Stagi i nomi!!!! non i mugugni...

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