A chi la racconta Georges

ATTACCHI & CONTRATTACCHI | 16/05/2013 | 14:30
di Cristiano Gatti    .


La mamma degli scimuniti è sempre gravida. Qui al Giro ne abbiamo conferme puntuali. Avevamo appena finito di rallegrarci per questa edizione 2013, partita senza il solito tributo agli idioti della vigilia, rompendo con la lugubre tradizione di quelli pescati un’ora prima del via, ed eccoci prontamente costretti a spegnere il compiacimento.

Arrivando al Vajont, la bella lacuna degli scimuniti viene colmata dal francese Sylvain Georges, di quella AG2R che fa parte del “Movimento per un ciclismo credibile” e che solo sei mesi fa aveva già portato alla ribalta un altro caso, con Houanard (parentesi: ma non s’era detto che il ciclismo francese stava rinascendo su nuove basi?).
Ovviamente, il candido Georges – fermato dalla squadra per “motivi di salute”, e complimenti anche per l’umorismo –, questo candido Georges ci fa tempestivamente avere un comunicato in cui spiega le ragioni della positività: «Ho commesso una negligenza. Ho assunto del Ginkor Fort (un equivalente del Daflon), un medicinale venduto liberamente. Questo prodotto contiene una minima dose di un prodotto soggetto a restrizione d’uso, ma io nemmeno lo sapevo. La mia negligenza è stata quella di non aver verificato nel dettaglio la lista completa delle sostanze contenute nel prodotto e di non aver informato il medico sociale».

Gli voglio credere. Voglio davvero credere che non abbia fatto doping cosciente per piazzarsi 81esimo in classifica, a 1 ora e 4 minuti da Nibali neppure a metà Giro. Ma allora, se permette, è pure peggio. Degli scimuniti diventa il re. Lo sanno tutti in gruppo, da anni, che con le medicine non si scherza, che anche per un’aspirina va avvertito il medico, che le regole sono forzatamente rigide e inflessibili. Invocare la leggerezza in buonafede, ancora oggi, secondo me è un record mondiale di pirlaggine. Molto meglio il silenzio. Un dignitoso silenzio.

Come ha scritto Marco Bonarrigo in un articolo molto preciso e puntuale sul «Corriere della sera», Georges non potrebbe correre il Giro se soffrisse delle cardiopatie che prevedono l’uso di vasodilatatori, ma è pur vero che questo genere di medicinali ha un campionario piuttosto ampio di impiego. Così, prevedo il solito circo di accuse e controdeduzioni, magari pronte a sfociare nel finale già visto con il nuoto, più precisamente con l’ex fidanzato della Manadou (simpatica anche questa cosa del nuoto, per cui i nuotatori maschi sono famosi come fidanzati di qualcuna): in quel caso, utilizzo giustificato per crisi di emorroidi e soli due mesi di squalifica.

Io resto della mia idea. Magari sono tutti in buona fede, povere gioie. Magari. I tempi che corrono, però, non ci consentono indulgenze e buonismi. Esempio concreto: questo bellissimo Giro di Nibali e di Wiggins, fantastico per percorso e campioni, arrivava proprio al Vajont, con tutto quello che ne consegue a livello ideale ed emotivo, ma giornali e tv hanno dovuto dedicare lo spazio al re degli scimuniti. Festa – o commemorazione – rovinata. Lo comprende anche uno scimunito: non è tollerabile. Siamo arcistufi di queste storie. Siamo esasperati.

Conosco una sola soluzione: se la mamma degli scimuniti è sempre gravida, almeno dobbiamo soffocarglieli tutti in culla. Al primo doping conclamato, radiazione. Senza ulteriori chiacchiere. Tornino alla pastorizia. Troppi danni hanno fatto, per concedere ancora misericordia. La sopportazione è finita. Mi chiedo solo che cosa aspettino i potenti del ciclismo a buttarli fuori, una volta per tutte. Aspettano che il ciclismo finisca sotto il suo Vajont?
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COMMENTI
Dott. Gatti,
16 maggio 2013 14:53 Fra74
Io, non per prendermi meriti, ma piuttosto, molto spesso insulti (!!!), è da mò che lo vò scrivendo, alla prima INFRAZIONE, RADIAZIONE...quoto...vediamo un poco che putiferio scatena, ma CONCORDO, ci vuole la RADIAZIONE. Punto, STOP.
Francesco Conti-Jesi(AN).

Georges
16 maggio 2013 15:06 TIME
A mio parere quella sostanza non sposta di una virgola le performance di un atleta (professionista) che si allena 40.000 Km all'anno. Semmai è da condannare il gesto perchè conosce bene il regolamneto antidoping e si deve attenere a queste regole fintanto svolgerà la professione.

ok
16 maggio 2013 16:08 cimo
sono d'accordo con gli altri post ma, un conto è radiare alla prima infrazione un carneade come Georges (ex Big Mat....attenzione), un conto sarebbe se nella rete ci finisse un pesce più grosso.....voglio vedere a radiarlo alla prima infrazione.....

x TIME
16 maggio 2013 20:43 SoCarlo
la sostanza assunta dallo sportivo in questione e' catalogata come agente che aumenta le prestazione e non come sostanza che maschera assunzione di altre sostanze (potenzialmenet proibite). La quantita' non e' stata resa nota.
Su tali basi eviterei di esprimere giudizi sull'efficacia di tale pratica doping (a meno di non essere sottoposto a tale trattamento, e proporre dati personali, o di star scrivento un 'paper' di medicina che confuta la lista wada).

Che tale sostanza non trasformi un comune mortale in un campione plurivittorioso e' evidente da questo caso, ogni altro commento lo definirei tuttologia.

Non voglio negare il diritto di avere un'opinione, voglio enfatizzare che se tale opinione si basasse su fatti, sarebbe molto piu' facile argomentare ed avere credibilita' (soprattutto per una sostanza che, esistono studi di molecole affini a dimostrarlo, aumenta le prestazioni tanti piu' chilometri si fanno in bici).


@ SoCarlo
17 maggio 2013 00:19 TIME
La sostanza non è un agente mascherante ... è un vasodilatatore e come tale è proibito assumerlo. Non mi pare che duri oltre i 3000 Kcal e quindi occorre ri-assumerlo durante la gara un paio di volte se si vuole avere qualche effetto "benefico" e duraturo. Però a quanto sembra non lo è stato per Giorges 81° del gruppo.
Saluti.

17 maggio 2013 02:54 Legend
Tutti a parlare di radiazione, ma sapete almeno di cosa state parlando? Se volete radiare Georges per questa imprudenza allora Di Luca o Sella o tutti gli altri beccati con l'Epo che usciva dalle orecchie avrebbero dovuto ricevere la pena di morte.

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