Saronni: ProTour? Per ora nessuno vantaggio per le società

| 08/03/2006 | 00:00
Il Pro Tour sta facendo discutere come non mai il mondo del ciclismo ed in particolare le squadre professionistiche. Una di queste è la Lampre Fondital di Giuseppe Saronni, general manager di uno dei due team italiani inseriti nel circuito professionistico insieme alla Liquigas. Polemiche nate dalle organizzazioni dei tre grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta) che chiedono di rivedere l'intero apparato del ProTour. Lo stesso Saronni, intervistato da Datasport, precisa il suo punto di vista su quello che sta accadendo: «Le squadre sono coinvolte loro malgrado in questa situazione, ora c'è una sorta di tregua, ma è chiaro che una riforma del ciclismo tanto importante non poteva essere indolore. Ci dovevano essere certi aggiustamenti, ma credo che le parti non sono lontane da un accordo comune. Venti squadre che partecipano al Pro Tour con tanti dei migliori corridori in circolazione è un principio rispettato, in realtà abbiamo degli obblighi enormi e di vantaggi, per il momento, noi non ne abbiamo ancora visti». Il ciclismo pare essere in crisi: numerose gare del calendario internazionale sono state cancellate a causa della crisi economica generale. Ma secondo Saronni il problema è un altro: «Certo, la situazione finanziaria non è positiva soprattutto in Italia, ma il caos è dettato dal fatto che facciamo fatica a trovare sponsor di un certo livello. La cosa riguarda anche le corse minori e la crisi c'è anche dal punto di vista organizzativo. O sei preparato oppure diventa difficile sopravvivere. Nel nostro mondo c'è una selezione tra le squadre ciclistiche, secondo me è giusto che vi sia anche per le gare in programma».
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