Luca PAOLINI. 10. Dedica la vittoria a papà Giovanni, che proprio oggi è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Il premio alla carriera se lo fa da solo. Dopo tredici anni di onorata carriera, corre per la prima volta il Giro d’Italia e alla prima vera occasione mette il suo sigillo: tappa e maglia. Abituato a far vincere gli altri, di tanto in tanto si mette in proprio cercando di portare a casa tutto il possibile. Oggi fa una cosa grandissima, da corridore vero. Costruisce la sua vittoria in salita, nel tratto più duro. Poi, da buon funambolo della bicicletta, contiene la reazione del gruppo che alle sue spalle gli dà la caccia. Guida in discesa la bicicletta come pochi, come un Valentino Rossi dei tempi migliori, perché quello di oggi è un pochino attempato, mentre Luca è ancora un gallo stratosferico. D’altra parte è uno dei più vecchi, ma ha l’entusiasmo di un esordiente. E si vede.
Bradley WIGGINS. 7. Lo attaccano da tutte le parti, e capisce perfettamente cosa lo aspetterà da qui a Brescia. Dice di amare il Giro d’Italia, c’è da credere che non amerà tantissimo rincorrere tutto e tutti dall’inizio alla fine. Per questo non vede l’ora che arrivi la crono di Saltara: per far saltare il banco. Per il momento Hesjedal, Nibali e compagnia pedalante, cercano di fargli saltare i nervi. Paziente inglese.
Vincenzo NIBALI. 7. Fa quello che deve fare. Prova a sondare il terreno, poi manda in avanscoperta Valerio Agnoli (voto 8). Rischia di perdere un uomo importantissimo come Paolo Tiralongo, che al rifornimento di Laura finisce gambe per aria e picchia violentemente il ginocchio destro. Riesce a fatica a terminare la corsa: ultimo, a 20 minuti da Paolini. Poi le radiografie che escludono complicazioni, ma la situazione resta complicata. Si teme che domani non riesca a ripartire. Adda passà 'a nuttata. Tiralongo (voto 9 per la tenacia) stringe i denti. E Vincenzo non sorride…
Ryder HESJEDAL. 6. Sarebbe in realtà da 8, se solo non si facesse prendere dalla foga agonistica. Attacca con forza e generosità, ma lo fa troppo presto, in maniera anche un po’ troppo telefonata. Si merita la sufficienza per l’impegno e per un terzo posto che gli vale 8”.
Daniele PIETROPOLLI. 7. Domani a Serra San Bruno deve andare ad accendere un cero a Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei Certosini. A Napoli viene trattato come un magnifico intruso dalla polizia locale: cade e viene platealmente bloccato. Oggi è finito in un burrone lungo la discesa di San Mauro Cilento e viene provvidenzialmente tirato su da un volontario della Forestale. Da un vigile che lo spintona ad una buonanima della Forestale che lo tira su dal burrone. Daniele sorride e brinda con Michele Scarponi (voto 5, per la tremarella). Poteva finire molto peggio: ignorato da tutti o essere messo al rogo dai vigili del fuoco.
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