Pippo Pozzato commenta il suo storico tris al Trofeo Laigueglia

PROFESSIONISTI | 16/02/2013 | 17:50
E il tanto agognato tris è arrivato! Pippo Pozzato con una volata di autorità ha griffato la 50ma edizione del Trofeo Laigueglia portando alla vittoria la Lampre-Merida. Un gran bel segnale sia per il vicentino che per il team di Giuseppe Saronni, per la prima volta insieme, entrambi con l’obiettivo di colorare il 2013 di blufucsia dopo un 2012 non proprio da ricordare per diversi motivi.

Pozzato, come nelle migliori azioni di una squadra calcistica, ha finalizzato splendidamente il gran lavoro dei compagni che soprattutto nel finale hanno impedito a chiunque di mettere il naso fuori dalla finestra. E così Pippo è andato in gol e ha messo tutti nel sacco, a cominciare da Francesco Reda dell’Androni Venezuela che anche sulle strade liguri ha dimostrato di possedere una condizione di forma invidiabile e a Mauro Santambrogio della Vini Fantini che aveva dato fuoco alla miccia negli ultimi duemila metri della corsa. Una volata strappa applausi, in sintonia con quello che era successo la sera prima quando al termine della serata di gala voluta da Michelino Davico e dagli organizzatori, ha preso la parola Alfredo Martini, il “grande saggio”. In un attimo è sparito il brusio dal salone e tutti in piedi in silenzio hanno ascoltato le sue parole. Al termine un lungo applauso come ringraziamento dell’ennesima emozione che le parole del quasi novantaduenne (domani il compleanno) sanno sempre provocare. Lo stresso applauso il  numeroso pubblico accorso sul rettilineo di arrivo a Laigueglia lo ha riservato a Pippo Pozzato.

«Questa è una corsa alla quale tengo sempre molto – ha raccontato in trentunenne di Sandrigo -, è stata la prima corsa importante che ho vinto quando avevo 21 anni ed è sempre stata particolare per me. Sapevo di stare bene, la salita di Pinamare è adattissima ai miei mezzi perché non è durissima e va fatta di potenza. Fondamentale è stata la penultima salita, dei Pini, dove si è messo davanti Pietropolli che è stato bravissimo a fare l’andatura regolare ma molto forte e dietro prendevano frustate ad ogni tornante, io ero alla sua ruota e non le sentivo. Avevo detto ieri sera alla squadra che volevo attaccare ai due chilometri per evitare la volata ma mi ha preceduto Santambrogio, sono stato veloce a saltare alla sua ruota senza pensarci un solo secondo, c’era anche Ulissi e siamo andati via in tre prima del rientro di Reda. Con la squadra abbiamo gestito bene tutto quanto, sulla salita gli uomini di Scinto hanno attaccato per fare la corsa dura, ho parlato con Cunego e gli ho detto di non andargli dietro, di tenerli a una cinquantina di metri e di andare su regolari perché ero convinto che nel finale la Lampre-Merida aveva gli uomini giusti per fare la differenza e così è stato. Ho avuto solo un momento di panico quando prima del secondo passaggio sul Testico è caduto il colombiano Esteban Chaves del Team Colombia e con la bici ha toccato la mia e mi ha piegato la corona davanti, ho dovuto cambiare la bici e avevo paura che attaccassero la salita a tutta, invece sono rientrato senza particolari problemi».


da Laigueglia, Valerio Zeccato
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COMMENTI
Un appunto...
16 febbraio 2013 18:07 Fra74
sò di attirarmi le IRE di Voi utenti, ma non ce la faccio a NON scrivere nel mio modo!!!!!:pertanto, un appunto ai vari giornalisti di TuttoBiciweb, ma in generale anche di altre testate, una su tutte BICISPORT (non me ne voglia Dott. Stagi per la pubblicità non occulta), ma...un "ma" mi attanaglia...possibile che non si riesca a chiedere ai vari ciclisti anche altre cose oltre al resoconto della corsa?!? Ad esempio, IO, personalmente, gli avrei chiesto cosa ne pensava della vicenda di Michele Scarponi in seno alla Lampre-Merida, lo so, che per Voi giornalisti non è facile tale mestiere, ma nemmeno si può essere generalisti, un consiglio, DISTINGUETEVI, che non significa polemizzare e nemmeno adottare il piglio di Eugenio Capodacqua, ed anche se non avrete delle risposte da parte dei vari Pozzato, almeno avrete un Vostro STILE di ricerca della VERITA', della CHIAREZZA, e non della CONFUSIONE che regna in questo AMBIENTE. Con stima ed affetto, sinceramente, apprezzo il Vostro lavoro, non solo dei vari Zeccato e DeMaio. In attesa, eventualmente, di una Vostra contro-replica.

Bene Pozzato, ma come hai fatto? senza.....
16 febbraio 2013 18:35 venetacyclismo
Ma allora è possibile vincere anche senza Scinto.........punto.

xfra74
16 febbraio 2013 20:54 AERRE56
un applauso a quei giornalisti sportivi che parlano di sport, perché questo gli viene richiesto. abbasso quelli che cercano di sostituirsi agli inquirenti, solo per fare audience. spero che i giornalisti abbiano di meglio da fare che replicare ai suoi interventi. si procuri articoli dei "vecchi" giornalisti di ciclismo, magari si rende conto cosa vuol dire far bene il mestiere.

opplà.

per i soliti.........!!!
17 febbraio 2013 08:08 geom54
fatela finita, uscite PER SEMPRE e frequentate gli stadi;
quelli sono i vostri posti.

Cari...
17 febbraio 2013 15:32 Fra74
Caro AERRE56, mi spiace, ma non hai compreso il senso delle mie frasi, la domanda da rivolgere a POZZATO, presumibilmente senza risposta, era questa:"Cosa ne pensi del fatto che Michele Scarponi sia ancora sospeso dalla Lampre-Merida in merito alla frequentazione con il Dott. Ferrari, mentre TU puoi correre ed hai pure vinto oggi?"..Come vedi, nessuna inquisizione, solo DOMANDE, credo, INTELLIGENTI e che servono anche, a mio modo di vedere, a RIPULIRE questo ambiente..invece, AERRE56, se mi permetti, i vari giornalisti, non mi riferisco a Zeccato o DeMaio, sono tutta "pappa & ciccia" con i vari POZZATO e non solo, vedasi twitter, se conosci...per carità, fa parte del sistema, del GIOCO, ma a me non risultano domande "scomode" fatte a costoro, i ciclisti...per carità...se a Voi va bene così, ben venga.Io non ci stò. Io me li ricordo i giornalisti del passato, uno su TUTTI, SERGIO ZAVOLI, il quale quando era l'ora di fare domande "scomode", le poneva.
Invece, per il geom. 54, se si riferisce a me il Suo commento..a me il calcio NON appassiona come il CICLISMO; se invece, tale Suo commento non era diretto anche a me, NON me ne voglia.
Francesco Conti-Jesi (AN).

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