ADDIO. L'ultimo saluto a Sandro Carrea

| 16/01/2013 | 09:15
L’ultimo saluto a Andrea Sandrino Carrea,  l’ultimo degli “angeli di Coppi” ha portato a Cassano Spinola una folla d’appassionati che la pur capiente chiesa del centro alessandrino non ha potuto contenere.
Niente retorica, niente celebrazioni ostentate - e non poteva essere altrimenti, in linea con il carattere di Sandrino, “orso” dal cuore d’oro - ma molta sentita e commossa partecipazione da parte di tutti, amici dello sport e della vita. Una vita semplice, attiva, legata ai valori della famiglia, del lavoro, dell’amicizia e della generosa solidarietà pratica. Valori offerti e profusi a piene mani, con le sue grandi manone, e sempre dissimulati da un ostentato, ruvido approccio che non riusciva però a nascondere e a condurre all’intuizione, della sua vera indole e della sua dolce natura facendolo unanimemente apprezzare. Questo sia nello sport, sia nella vita. Una vita vissuta intensamente, pienamente e generosamente attiva fino all’ultimo.
Le parole del sacerdote celebrante, quelle del sindaco di Cassano Spinola e di giovani concittadini, il ricordo di Claudio Gregori e di Marco Pastonesi, giornalisti della “rosea” grandi amici di Sandrino, hanno interpretato al meglio la figura di questa persona vera, “antipersonaggio” per eccellenza, autentico interprete, testimonial si dice ora, della migliore teoria del fare, del pedalare, senza sprecare parole, senza rivendicare onori e meriti anche se dovuti perché conquistati con fatica, sacrificio e sofferenza, in modo gioioso, senza contraddizioni in termini. Questa, in estrema sintesi, l’essenza di Carrea.
Marina e Faustino Coppi, le figlie di Ettore Milano, il suo amico che l’ha preceduto lassù da poco più di un anno, il collega coetaneo e amico Renzo Zanazzi con Vittorio Seghezzi e tanti altri ex fra i quali Alcide Cerato, Pippo Fallarini, amici, giornalisti e molti appassionati, così come il presidente FCI Renato Di Rocco, hanno testimoniato alla moglie Anna, al figlio Marco e ai parenti l’affetto e la partecipazione per il loro dolore che è anche quello di tutti gli amanti del ciclismo, dello straordinario ciclismo del periodo di Carrea. Il 2 gennaio non lo si vedrà più arrivare con la sua camminata dondolante alla chiesetta di Castellania ma il suo caro ricordo sempre ci sarà.
Dal campionissimo Coppi al primo campionissimo che è stato indicato con questo sostantivo trasformato in aggettivo superlativo: Costante Girardengo. La tomba di Andrea “Sandrino” Carrea, nel cimitero di Cassano Spinola, è a una vetrina di metri da quella di Girardengo, scomparso nel febbraio del 1978.
E definire Carrea “campionissimo dei gregari”, nella migliore accezione del termine, nonostante lo stesso rifiutasse ogni definizione al superlativo, non pare proprio azzardato ma, anzi, dovuto e a ragione.

Giuseppe Figini
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