MONDIALI 2013. Fondriest: circuito difficile ma non impossibile

| 20/12/2012 | 09:29
UN ex campione del mondo, Maurizio Fondriest, il fiorentino Roberto Poggiali, altro ex che continua a pedalare, un paio di atleti dell’Astana, Andrea Guardini e Jacopo Guarnieri (quest’ultimo in veste di spettatore), Fortunato Baliani della Nippo, gli sloveni Kristjan Koren e Robert Vrecer, la lituana Katazina Sosna e la squadra juniores dell’Aquila Ganzaroli di Ponte a Ema, hanno testato il circuito finale dei campionati del mondo 2013, su iniziativa dell’ASD Giglio D’Oro con Saverio Carmagnini e di Ciclismosicuro.it con l’appassionata ed incessante opera di Marco Cavorso. Il ritrovo in una splendida e luminosa mattinata di sole al Piazzale Michelangiolo, suggestiva terrazza sulla città di Firenze, quindi il gruppo è sceso fino a Campo di Marte (zona Mandela Forum) per l’ingresso sul circuito iridato che i professionisti dovranno percorrere una decina di volte.
“ Mi avevano parlato di un percorso durissimo – dice l’ex iridato Fondriest – ma non mi pare tale. È bello, suggestivo, spettacolare, duro a sufficienza ed occorre ricordarsi della lunghezza della prova mondiale, 267 Km. Per fare selezione occorre attaccare sulla salita di Fiesole che assomiglia a quella di Benidorm in Spagna, dove giusto vent’anni fa, Gianni Bugno vinse il suo secondo mondiale. Il muro di via Salviati, è troppo breve per acquisire un vantaggio decisivo. Mi soffermerei invece sulla discesa che da Fiesole porta ai piedi dello strappo che è davvero insidiosa soprattutto all’inizio. E’ possibile un arrivo solitario oppure di tre o quattro corridori. Più probabile per me la conclusione con un ristretto gruppo. Tra i favoriti principali Gilbert e Rodriguez, ma attenzione a Sagan. Tra gli italiani vedo bene Moser, Nibali ed anche il toscano Ulissi “. L’impressione dell’ex campione trentino di Cles, iridato a Renaix in Belgio nel 1988, è condivisa anche dagli altri componenti il gruppo che ha percorso il circuito nonostante il gran traffico nella zona. Il gruppo forte di una ventina di corridori dopo aver lasciato il circuito di Firenze ed essere transitato da Sesto Fiorentino, la cittadina dove abita Alfredo Martini, ha raggiunto Pontenuovo di Calenzano, sede del Meridiana Country Hotel e del Ristorante Carmagnini del ‘500. Qui il presidente dell’ASD Giglio D’Oro  Saverio Carmagnini e Marco Cavorso, hanno ringraziato gli atleti, i loro accompagnatori e direttori sportivi (c’erano Andrea Tonti, Fabrizio Fabbri ed il c.t. sloveno Hyastia per la disponibilità mostrata per questo test. Lo stesso Carmagnini ha illustrato anche le tante iniziative (in pratica un convegno al mese su vari temi nel 2013) e le altre manifestazioni predisposte per il prossimo anno fino ai mondiali di settembre quando ci saranno quindici giorni di fuoco. Il giorno 8 la Minigranfondina a Calenzano per i giovanissimi, il 12 un convegno internazionale, il 13 Bike&Cantine sulle strade di Calenzano in collaborazione con Tuttinbici, il 14 mostra Ciclo Enogastronomica, il 15 la Gran Fondo Giglio D’Oro-Alfredo Martini con partenza ed arrivo a Calenzano dopo aver toccato le strade del Mugello. Infine sabato 21 il campionato italiano giornalisti, il 26 settembre (giornata di riposo dei mondiali) ancora Bici&Cantine con M.T.Bike da Calenzano al Chianti per poi chiudere a novembre con la cerimonia del 40° Giglio D’Oro per il miglior professionista italiano della stagione. Un programma ricchissimo e variegato, per il quale ci sarà tanto da pedalare, l’importante come dicono Saverio Carmagnini e Marco Cavorso “farlo in sicurezza con il Giglio D’Oro”.

Antonio Mannori
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