DONNE. Bartelloni, il Tem Isonzo e la sfida inglese
| 07/12/2012 | 15:00 Nome Cognome e data di nascita. «Beatrice Bartelloni, 5 febbraio 1993». Titolo Italiano su pista a Montichiari, vittoria in Coppa del Mondo in Colombia alla prima stagione tra le Elite: complimenti dal Team Isonzo! Facciamno un piccolo sunto della annata gloriosa ed emozioni provate. «Quest’anno ho partecipato vestendo la maglia azzurra, ad alcune gare sia su strada come il Giro del Qatar, il Giro di Lussemburgo, il Giro d’Olanda e i campionati Europei di cronometro, sia su pista come i Campionati Europei U23. Alla fine dell’estate ci sono stati i campionati italiani su pista nei quali sono arrivata seconda nell’inseguimento individuale, terza nella velocità a squadre e prima, assieme a Vannucci e Confalonieri, nell’inseguimento a squadre stabilendo anche il nuovo record italiano della specialità. Inseguito la nazionale ci ha portato in Colombia dove si è svolta la prima prova di Coppa del Mondo. Nell’inseguimento a squadre siamo riuscite a vincere. Infine, come ultimo appuntamento della stagione, abbiamo partecipato ai Campionai Europei assoluti su pista. E...» Continui. «È stato un anno difficile in quanto ho dovuto affrontare sia la maturità che il “salto” di categoria. Per quasi metà della stagione, infatti, ho faticato molto per stare al passo con quello che mi chiedevano i tecnici. Una volta finito l’esame, invece, tutto è stato molto più semplice perché mi potevo dedicare pienamente a quello che amo, anche se l’allenamento discontinuo a causa dello studio si è ripercosso comunque sull’intera stagione. Come ho detto, infatti, solo alla fine della stagione sono arrivate quelle vittorie che mi hanno messo ancora più voglia di continuare a pedalare. Sono contenta di aver avuto queste soddisfazioni, anche se sono consapevole che la strada per raggiungere il livello delle altre nazioni è ancora molto lunga e faticosa». A che età ha iniziato a correre? «Ho cominciato a correre all’età di nove anni». Com’è ricaduta la sua scelta sul ciclismo piuttosto che su altri sport? «Fin da piccola ho fatto moltissimi sport, principalmente pattinaggio artistico e tennis. La scelta del ciclismo è stata piuttosto casuale, perché una mia amica mi ha proposto di provare e io ho accettato. I miei genitori non erano molto felici della mia scelta, perché è uno sport maschile, ma, vedendo che mi divertivo, hanno lasciato che lo praticassi». Le società nelle quali ha gareggiato? «Nella mia vita ho vestito la maglia del Nucleo ciclistico giovanile Ronchi (giovanissimi) del Team Isonzo (esordienti-allievi) della Verso l’Iride (2 anni junior e il primo anno under) e infine dal 2013 sarò della DTPC Honda Pro Cycling». Si ricorda la maggiori gioie provate quando faceva parte del Team Isonzo? «Quando sono stata al Team Isonzo molte sono state le gioie, poiché ogni anno ho vinto tutti i campionati regionali, sia di strada, sia di pista, sia di cronometro. Inoltre la società assomigliava ad una famiglia e le compagne di squadra sono sempre state fantastiche. Le maggiori gioie, tuttavia, le ho provate il secondo anno allieva quando, con Eddi Degano, sono arrivata sul podio ai Campionati Italiani di cronometro e in pista nell’inseguimento individuale e nella corsa a punti, risultati che mi hanno messo in luce per la convocazione nella Nazionale. Le prime soddisfazioni le ho avute già nelle prime gare da giovanissima. Ricordo che avevo appena cominciato a gareggiare, verso la fine della categoria G3 e essendo appena all’inizio, non mi avevano portato in una gara nelle Marche dove gareggiava tutta la squadra. Ho cosi fatto una gara, a Portogruaro, dove sono arrivata prima e ho ricevuto addirittura una medaglia in oro». La più bella vittoria ottenuta nel periodo giovanile? «Quando ero giovanissima ho vinto il meeting nazionale nei G6». Ha trovato difficoltà nei cambi di categoria e in quale maggiormente? «Un po’ di difficoltà, all’inizio, l’ho trovata in tutti i cambi di categoria soprattutto sul passaggio da allieva a junior e ancora di più da junior a elitè poichè mi trovo a gareggiare con ragazze molto più vecchie e con molta più esperienza di me». Ora l’aspetta la DTPC Honda Pro Cycling Team, squadra Elite inglese: le sue aspettative? «Le mie aspettative sono molto semplici e concrete ovvero fare il massimo e il meglio ogni qual volta me lo chiedano. Sarà un’esperienza nuova e bellissima, ho ancora moltissime cosa da imparare e questa sarà sicuramente l’occasione buona». Come ci si sente ad essere l’unica italiana a fianco della Pluricampionessa Mondiale Giorgia Bronzini in una squadra straniera? «Con la Bronzini ho già corso con la Nazionale alcune volte e posso dire che è un’atleta e una persona fantastica, dalla quale posso imparare tanto; quindi posso dire che sono molto orgogliosa di correre stabilmente con un’atleta di quel calibro».
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